R Recensione

9/10

Traffic

John Barleycorn Must Die

La folgorante, autentica bellezza della folk song che intitola e nobilita quest’album ha sempre messo d’accordo un po’ tutti: trattasi di una di quelle pagine di musica apprezzate da una quota di appassionati che sfiora l’unanimità. Se si hanno poi a disposizione chitarra acustica, capotasto, un minimo di “orecchio” e abilità esecutiva decente, si entra ancor meglio nella meraviglia di questo che è uno dei perfect tunes concepiti dall’uomo: fissata la barretta al settimo tasto, si comincia ad arpeggiare in posizione di RE (che la presenza del capotasto trasforma in LA, giusto?) per poi scivolare alla posizione di DO (in realtà un SOL), di SOL e di LA Minore (rispettivamente elevati a RE e SI Minore). Quando inizia il canto, tra RE e DO di partenza occorre interpolare un’ulteriore posizione di LA minore. La magia è immediata, pure con un’esecuzione incerta è garantito che le facce degli eventuali astanti si illuminino, che conoscano o meno il brano.

John Barleycorn” è il nomignolo dato al whisky, bevanda storica e amatissima nella cultura anglosassone. La sua morte, crudemente descritta nel testo di questa ballata, è necessaria (“Must Die”) ad ogni fine raccolto di grano, nell’antica tradizione contadina britannica, per far sì che possa poi nuovamente germinare e permettere il raccolto dell’anno seguente. Parecchia gente si è cimentata nel recupero di questo traditional che ha le sue radici in chissà quale secolo passato, la versione sicuramente più nota e bella è per acclamazione questa, con Steve Winwood al canto e alla chitarra acustica, Jim Capaldi all’armonizzazione del canto e Chris Wood, colui che ebbe l’idea di recuperarla ed inserirla nel repertorio Traffic, al flauto traverso.

C’è comunque pure ben altro in scaletta di cui appassionarsi. Quella che era l’antica “prima facciata” del lavoro si compone di una sequela di tre brani uno meglio dell’altro. ‘Glad’ è un esercizio di stile strumentale, con una figura ritmico/armonica scovata da un ispirato Winwood, il quale incrocia un’assolvenza d’organo a un grumo di accordi jazz blues presi col pianoforte, di classe cristallina. La personalissima voce sorniona del sax di Wood entra poi a riffare alla maniera blues, concludendo con un trillo sul quale tornano a grande richiesta le due tastiere, a giocare più volte lo stesso incrocio. Il ritmo poi si distende per dare sfogo ai solisti e poi riconfluire un’ultima volta sul tema per il finale.

Freedom Rider” è invece un teso mid-tempo in scala minore, introdotto da un ampio, irrisolto riff di Wood sempre al sax, sul quale esce la voce strepitosa di Winwood: faccia angolosa e pelo rosso da irlandese, ma corde vocali degne dei campi di cotone giù nel Missouri.

Empty Pages’ esordisce poi con stacchi ritmico/armonici su bordone di basso costante, sui quali indugia l’organo del leader, microfonato ben vicino alla tromba del Lesile per ottenere il massimo dell’oscillazione sonora ed il massimo del godimento per chi ama quest’effetto. La melodia vocale è ampia ed esauriente, l’assolo di piano elettrico competente e piacevolmente jazzato, la voglia di riascoltare gli stacchi d’inizio urgente e più che soddisfatta. Le altre canzoni che seguono, e circondano la già celebrata folk song del whisky, sono meno epocali ed importanti. Bastano e avanzano in ogni caso le quattro citate per rendere questo il capolavoro del gruppo.

Come accaduto per altri precoci fuoriclasse del rock, la carriera di Winwood è stata così prematuramente strepitosa da far poi apparire molto insipido tutto il suo proseguo. A diciassette anni aveva già composto e registrato il futuro evergreenGimme Some Lovin’’ con lo Spencer Davis Group, a diciannove stupiva con ‘Dear Mr. Fantasy’, gemma dell’esordio Traffic. A vent’anni sfoderava una cosa mirabile come “Cant Find My Way Home”, rubando il proscenio ad Eric Clapton nei Blind Faith, ancora ventiduenne infine inanella questa gragnuola di perle jazz/blues/folk/rock, nello strano mix tardo psichedelico tipico dei Traffic, nato e finito con loro. Aiutato per l’occasione, e sorvolando sugli additivi chimici in voga al tempo, solo da un fido batterista e da un bravo fiatista dallo stile sobrio e gigione. Dopo questo momento magico, niente seguirà per lui di nemmeno lontanamente paragonabile, né coi Traffic che d’altronde avranno vita abbastanza breve, né nei successivi e tanti anni da solista.

V Voti

Voto degli utenti: 9/10 in media su 37 voti.
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loson 10/10
Cas 8/10
all9000 10/10
radure 9/10
trush 10/10
chinaski 10/10
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dalvans 10/10
REBBY 10/10
Fuuton 8/10
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B-B-B 9/10
gramsci 9,5/10
Robio 8/10
inter1964 8,5/10

C Commenti

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Cas (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 7 febbraio 2008 ha scritto:

un classico...anche se non lo adoro i suoi meriti sono innegabili!

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 9:32 del 12 febbraio 2008 ha scritto:

Bellissimo!!

Mi piace un sacco, veramente un album ispirato e riuscitissimo e poi che voce ragazzi!!

La rilettura del traditional che dà il titolo all'album mi dà i brividi ad ogni ascolto...

Quoto totalmente quanto detto da Pier Paolo nella sua ottima recensione: straordinaria carriera agli esordi poi il buon Steve si è un pò perso, anche se On the Road del '73 è una testimonianza live di tutto rispetto!

ThirdEye (ha votato 5 questo disco) alle 1:24 del 26 settembre 2008 ha scritto:

L'unico album dei traffic che mi piace un casino è il loro esordio Mr. fantasy...Questo cosi' cosi'

radure (ha votato 9 questo disco) alle 20:16 del 28 dicembre 2008 ha scritto:

è molto molto bello

per me - e la title track è davvero quel capolavoro che il recensore indica - un classicissimo - ho sempre amato utti i brani - a volte uno poi l'altro e non mi hanno mai stancato e ce l'ho da quasi quarant'anni - ho imparato a suonare il basso con empty pages

bart (ha votato 8 questo disco) alle 14:38 del 16 aprile 2010 ha scritto:

Mi pacciono soprattutto lo strumentale Glad, Freedom Rider (fenomenale il flauto in sottofondo) e John Barleycorn (probabilmente il pezzo che i Jethro Tull avrebbero voluto scrivere).

dalvans (ha votato 10 questo disco) alle 15:09 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Epocale

Il terzo capolavoro dei Traffic

Utente non più registrato alle 14:05 del 16 febbraio 2012 ha scritto:

Senza dubbio una delle migliori e fantasiose band del rock.

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 9:58 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Capolavoro del rock, un'accolita di geni, Winwood su tutti. Che voce, signori e che talento. I Traffic non mi stancano mai, i primi tre dischi sono lassù, nell'Olimpo.

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 13:03 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Per la precisione eh, questo però è il quarto. Immagino tu non abbia considerato Last exit (fatto uscire dalla Island nel 69, credendo che la band si fosse sciolta definitivamente).

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 15:18 del 2 luglio 2015 ha scritto:

No, infatti non ho considerato "Last Exit", volutamente

Giuseppe Ienopoli alle 15:51 del 2 luglio 2015 ha scritto:

... giovinotto vi faccio notare che vi state 'na poco allargando "volutamente" ... voi siete solo Paolo ... senza prefisso!

PierPaolo, autore, alle 16:11 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Non è un prefisso, è il mio primo nome, caro Peppe.

Giuseppe Ienopoli alle 16:24 del 2 luglio 2015 ha scritto:

... Help! ... pensavo fossi andato a letto più presto del solito e mi sono sbagliato di nuovo.

Peppe invece è il mio diminutivo ... vedi che ci provi sempre!

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 16:30 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Ragazzaccio! Comunque a tal proposito, mio caro omonimo col prefisso: a quando una bella recensione del disco omonimo, sommo capolavoro di Winwood e soci?

Utente non più registrato alle 17:06 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Ottima idea Paolo (senza Pier)...dai Paolo (con Pier) fatti ispirare...Heaven Is in Your Mind, No Face, No Name, No Number, Dear Mr. Fantasy, Coloured Rain...

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 18:41 del 2 luglio 2015 ha scritto:

Sia il primo che il secondo non hanno il titolo sulla copertina, quindi possono essere definiti omonimi. Non è detto che Nuzzi si riferisca al primo (conosciuto anche come Mr. fantasy) come tu credi, magari si riferisce volutamente al secondo eheh.

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 9:22 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Dear rebby, come primo mi riferisco a Mr. Fantasy, che è il conclamato capolavoro dei Traffic, ma non per me, perché sono più legato a Traffic, appunto il secondo, con quella vena bluesy, che mi fa uscire di testa. Comunque Winwood è per me uno dei mostri sacri, irrinunciabili per chiunque ami la vera musica.

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 12:19 del 3 luglio 2015 ha scritto:

@Nuzzi ... e come terzo ti riferisci a questo, perché Last exit non lo consideri. Si, non no, per me era tutto chiaro, anche il fatto che per te il sommo loro capolavoro fosse il secondo (ma magari non lo era per tutti, eh ragazzaccio lol).

Te lo dico perché son vecchio del sito e si chiacchiere qui ne ho fatte e sentite tante, occhio quindi ad utilizzare termini come "irrinunciabile per chiunque ami la VERA musica". Può essere scambiata per spocchia: la musica che piace a me si che è vera, non quella che non mi piace. Anche se sei arrivato qui da poco ho notato che abbiamo passioni in comune, che ti fanno cagare dischi che adoro e viceversa, con tutte le sfumature intermedie....

Per quanto riguarda l'apporto dell'enfant prodige Winwood alla storia della musica "rock", io condivido assolutamente quanto scritto in recensione da PierPaolo nella chiosa finale (ultimo capoverso).

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 9:23 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Comunque si recensiscono entrambi e fine della storia (vi adoro)

Utente non più registrato alle 10:07 del 3 luglio 2015 ha scritto:

......

https://youtu.be/XhyVpMZSOFU

Utente non più registrato alle 10:09 del 3 luglio 2015 ha scritto:

https://www.youtube.com/watch?v=XhyVpMZSOFU&feature=youtu.be

Giuseppe Ienopoli alle 10:11 del 3 luglio 2015 ha scritto:

@Nuzzi&VDGG

... secondo me, per PierPaolo, tu VDGG facevi già parte della "bella gente rognosa di questo sito" nonostante tu sia stato sempre impeccabile, corretto, impertubabile nelle discussioni sostenute finora ... però hai dimostrato ampiamente di non accettare le opinioni dei recensori e finanche dei capiredattori ... effettivamente dovresti un po' vergognarti, se non sei un presuntuoso al 100% sei "vacuo" al 97,51% ... ti condannerei a vedere solo musicarelli per il resto dei tuoi giorni ...

... tu Nuzzi ancora non ne facevi parte, eri un collega_recensore, seppure ancora apprendista ... adesso sei medaglia d'oro di "rognosità" e anche qui do ragione a PierPaolo al 65,15% ................................................. !!

Ma come?! ... io avevo appena fatto la gaffe "non volutamente" di dire "senza prefisso" e tu frische frische comme 'nu bocciolo 'e rrose che vai a di' al Re Censore dei recensori ... ?! ... ragazzaccio! ... mio caro omonimo col prefisso! ... ma staje a pazzià ... ne' cucuzzì ... !

... e tutti e due, garzoncelli scherzosi (direbbe Guccini), adesso vi aspettate da PierPaolo anche la recensione a richiesta!!??

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 10:34 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Veramente il ragazzaccio era riferito a te, boccacciello di sardelle indisponente Anyway, questa recensione s'ha da fare, Pier, ora non puoi tirarti indietro, la crew progster la richiede a gran voce

Utente non più registrato alle 14:20 del 3 luglio 2015 ha scritto:

"...secondo me, per PierPaolo, tu VDGG facevi già parte della "bella gente rognosa di questo sito"..."

Può darsi...anche se, a memoria, non abbiamo mai avuto "scontri"...ma, nel caso...pazienza...

"nonostante tu sia stato sempre impeccabile, corretto, impertubabile nelle discussioni sostenute finora ..."

Direi, senza presunzione, che è esattamente così...

"però hai dimostrato ampiamente di non accettare le opinioni dei recensori e finanche dei capiredattori ..."

Di avere opinioni diverse...potrebbe essere un "movente"...

Se Pier Paolo avesse voglia di fare una recensione anche su uno dei "due" album o di entrambi, sarebbe cosa gradita a molti...

Traffic (Mr. Fantasy), Traffic, John Barleycorn Must Die, The Low Spark of High Heeled Boys, Shoot Out at the Fantasy Factory, When the Eagle Flies, + Welcome to the Canteen e On the Road...a me piacciono tutti...

P.S. ma i video di you tube non si caricano più???!!!

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 16:11 del 3 luglio 2015 ha scritto:

I video di YouTube non si sono mai "caricati" sotto le recensioni, solo nel forum.

Utente non più registrato alle 16:47 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Strano...l'ultimo che ho caricato era sulla recensione di Claudio Lolli "Ho Visto Anche Degli Zingari Felici"...infatti ora non lo vedo più...

Giuseppe Ienopoli alle 12:31 del 3 luglio 2015 ha scritto:

# ""questa recensione s'ha da fare"" ... se la fa ma non la fa, io non la farei e non la so nemmeno fare, la fa solo per fare dispetto a me e non per fare piacere alla "mangy crew progster" ...

Consequently ... Maruzzella, Maruzzè' ... t'hê miso dint'a ll'uocchie 'o mare!

Quindi il ragazzaccio ero io?! ... magari a PierPaolo piaceva pure ... all' 8X1000 ... !

Giuseppe Ienopoli alle 17:50 del 3 luglio 2015 ha scritto:

... REBBY non farmi preoccupare ... o forse in vacanza hai mangiato fior di loto?

Comunque la spiegazione che non ho capito completamente è tutta qui ....

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Siamo stati abi­tua­ti, negli anni, ad avere un rap­por­to fi­du­cia­rio alla pari con voi, che ci leg­ge­te e so­ste­ne­te ogni gior­no. Avre­te pro­ba­bil­men­te no­ta­to che nelle pa­gi­ne re­cen­sio­ne sono stati di­sat­ti­va­ti i col­le­ga­men­ti ai video di You­Tu­be, alle play­li­st di iTu­nes e di Spo­ti­fy e ai so­cial net­work. Que­sto per­ché stia­mo at­tra­ver­san­do una fase di pro­fon­di cam­bia­men­ti strut­tu­ra­li, che im­pie­ghe­rà con ogni pro­ba­bi­li­tà qual­che mese: sino ad al­lo­ra, non siamo in grado di ade­guar­ci alle pur mi­ni­me mo­di­fi­che che la legge pre­scri­ve di in­tro­dur­re. Onde evi­ta­re di in­cap­pa­re in san­zio­ni che com­pro­met­te­reb­be­ro de­fi­ni­ti­va­men­te la fun­zio­na­li­tà del sito, ab­bia­mo de­ci­so di ri­nun­cia­re, tem­po­ra­nea­men­te, a tutte quel­le ap­pli­ca­zio­ni di cui da tempo ci ser­via­mo, per in­te­gra­re i no­stri scrit­ti, che uti­liz­za­no coo­kies co­sid­det­ti di "terze parti".

Si trat­ta di un di­sa­gio che con­fi­dia­mo duri il mi­ni­mo in­di­spen­sa­bi­le: il tempo di ri­strut­tu­ra­re il sito e ri­dar­vi un com­pa­gno di viag­gio il più bello, fun­zio­na­le, ac­cat­ti­van­te e sti­mo­lan­te pos­si­bi­le. Ri­te­ne­va­mo in­di­spen­sa­bi­le av­vi­sar­vi di que­sto di­sgui­do, onde evi­ta­re fu­tu­ri frain­ten­di­men­ti.

Con stima ed af­fet­to,

La re­da­zio­ne di Storiadellamusica.​it

Utente non più registrato alle 17:58 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Ah va bene...grazie Giuseppe...non l'avevo letta tutta, ma il dubbio m'era venuto.

fabfabfab alle 18:35 del 3 luglio 2015 ha scritto:

E' una cosa che dovremmo risolvere a "breve"....

REBBY (ha votato 10 questo disco) alle 19:14 del 3 luglio 2015 ha scritto:

I fior di loto, oltre che in Giappone, si trovano proprio sotto a casa mia, i laghi che circondano la mia città ne son pieni.

In vacanza ho mangiato forse troppa carne ovina, d'altra parte bazzicavo su e giù per l'Apennino.

Comunque io non sono mai riuscito sotto le rece (a differenza che sul forum) a postare link cliccabili, ma sicuramente sarà perché son scarso, che ora ricordo anch'io dei video Pane e Bene.

Clabbio86 (ha votato 9 questo disco) alle 19:12 del 3 luglio 2015 ha scritto:

Capolavoro