V Video

R Recensione

9/10

Kraftwerk

Kraftwerk

I Kraftwerk sono considerati unanimamente, e a ragione, uno dei gruppi più importanti nella storia della musica e non sarebbe sorprendente vederli riconosciuti nei secoli futuri come una delle icone musicalmente più rappresentative e innovative del '900 e venire classificati per importanza storica come oggi consideriamo Beethoven.L'influenza che la musica del gruppo ha avuto su tutta la musica elettronica successiva, dal'industrial al synth-pop fino alla techno è infatti impressionante.

Ralf Hutter e Florian Schneider si formano seguendo i corsi del grande guru dell'avanguardia tedesca Karlheinz Stokhausen : l'intento programmatico del duo è ambizioso,  c'è la volontà  di creare un marchio di fabbrica "tedesco", una "nuova musica rigorosamente teutonica" che li contraddistingua e li separi dagli stilemi anglofoni imperanti.I primi esperimenti sonori possono essere considerati una sorta di elettro-rumorsimo cacofonico, d'altronde la sigla "Kraftwerk" significa "centrale elettrica".Da segnalare come anche i membri dei Neu! fecero parte della prima formazione.

Il primo disco è in ogni caso lontano anni luce dal tipico "sound" da "robot music" che li renderà celebri : si ascoltano in questi sochi esperimenti sonori senza compromessi.

Il disco inizia con "Ruckzuck", brano in cui una melodia sbilenca e minimale che può ricordare il successivo "sound" dei Neu! e in cui fa capolino anche un flauto, viene bruscamente interrotta dalle sonorità abrasive di un organo atonale e da sperimentazioni che anticipano l'industrial fino a ritornare infine al punto di partenza con il "riff" che aveva aperto il pezzo."Stratovarius" è pura paranoia urbana, è il suono generatosi da città incubo dominate da grattacieli asfissianti : il suono dell'organo sperimentale che apre questo incubo sonoro penetra nel cervello come una lama affilata, il brano prosegue poi su canoni più minimali apparentemente pacati per accelerare improvvisamente su stesso e implodere in una deflagrazione rumorista per poi riprendere una parvenza di ritmo fino a dissolversi  in un incubo caotico senza fine.Di sicuro Stockhausen avrebbe apprezzato.

"Megaherz"  apre  il secondo lato con sonorità cosmiche quiete disturbate da frequenza rumoriste  trasportando poi l'ascolto su binari quasi mistici grazie ad un organo siderale e ad un quieto flauto .Si tratta ancora di un grande pezzo."Von Himmel Hoch" chiude questo disco epocale in modo dirompente : sembra di essere sotto l'attacco di bombardamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, il "sound" di questo pezzo è pura paranoia che anticipa l'industrial dove viene riprodotto il ronzio degli aerei e il deflagrare delle bombe sulle rovine della civiltà tedesca.

Questo è un album epocale.La successiva evoluzione dei Kraftwerk, che li porterà a diventare gli alfieri della "robot-music" di massa non è quindi casuale e la loro metamorfosi non va considerata quindi come un tradimento da parte dai fans della prima in quanto è la logica evoluzione dell'avanguardia nella musica elettronica di consumo.

V Voti

Voto degli utenti: 7,3/10 in media su 17 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
loson 6/10
REBBY 6,5/10
B-B-B 9/10
K.O.P. 4,5/10

C Commenti

Ci sono 39 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

PierPaolo alle 9:44 del 11 novembre 2008 ha scritto:

Unanimemente?

Niente di personale Cesare, ma anche in te affiora la tipica spocchia degli appassionati di Krautrock, che li porta spesso a considerare i loro idoli così famosi al mondo. Non è vero che i Kraftwerk sono considerati unanimemente uno dei gruppi più importanti della storia della musica. Forse si può parlare così di Beatles, Zeppelin, Pink Floyd, Rolling Stones... ma neanche, perchè ci si attira comunque rifiuti e distinguo da altri appassionati di musica che invece fanno a meno volentieri di questi idoli per la maggioranza. Questo senza nulla togliere all'estrema originalità ed al ruolo importante dei Kraftwerk negli anni settanta.

cthulhu, autore, alle 10:33 del 11 novembre 2008 ha scritto:

RE: Unanimemente?

I Kraftwerk più "accessibli" sono stati ammirati da musicisti come Iggy Pop, David Bowie e altri.Non dimentichiamo poi che hanno fatto un'apparizione anche al Festival di Sanremo!!Questo per dire che fra i gruppi tedeschi, pur scendendo a compromessi, sono gli unici che hanno saputo mantenere un equilibrio fra qualità e accessibilità, trovando una formula vincente che li ha consacrati come i maghi dell'elettronica.Non dimenticare l'influenza fondamentale che hanno avuto nello sviluppo di tutta l'elettronica successiva!! Sono convinto che la loro importanza sarà destinata a crescere col tempo.Niente di personale comunque, è solo uno scambio di punti di vista -

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 10:49 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: Unanimemente?

Seguo poco il tuo discorso. Perchè gli appassionati di krautrock sarebbero spocchiosi? Io amo il genere e ti assicuro che sono la persona più scazzata e aperta di sto mondo E dove avrebbe esaltato Cesare la fama mondiale dei Kraftwerk (comunque indiscutibile)? Ne ha semmai esaltato l'importanza storica (forse esagerando un po', posso essere d'accordo con te)...ma anche se fosse, avrebbe sottolineato la fama di un gruppo effettivamente famoso, non di un gruppo misconosciuto, amato solamente da una stretta cerchia di iniziati...non mi pare che gli appassionati di krautrock si incazzino se non si conosce Zwei-Osterei dei Kluster...non mi pare che urlino "altro che Dark Side Of The Moon, ascolta A Meditation Mass degli Yatha Sidhra, quella sì che è musica!"...noi krautrockers siamo bestiole molto più buone e aperte di mente di quanto molta gente possa credere

Ad ogni modo, il primo dei Kraftwerk è assieme a Ralf&Florian il mio preferito del primo periodo, per quanto non sarei stato entusiasta come Cesare nel recensirlo. La scrittura di Cesare (persona simpaticissima e competentissima...in campo prog e affini, poi, è una vera enciclopedia vivente!) pecca a mio avviso di eccessiva sinteticità, ma comunque non posso che lodarlo per la puntualità e la competenza delle sue recensioni.

loson (ha votato 6 questo disco) alle 14:07 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: Unanimemente?

Mah... A me pare che i Kraftwerk siano "oggettivamente" uno dei gruppi più importanti della storia della musica del secolo scorso... E il giudizio credo sia condiviso anche da coloro che non li apprezzano sul piano squisitamente musicale. Un gruppo che ha saputo parlare in egual misura agli afroamericani (vedi l'electro, la techno) e alla candeggiata Europa (l'eurodisco, il synth-pop e molta altra new wave), facendo da ponte fra il romanticismo teutonico e "musica da ballo", può ambire al titolo in questione, o no? I Kraftwerk poi hanno trasceso gli anni '70 e hanno anticipato - o influenzato direttamente - tutta l'elettronica popolare degli ultimi tre decenni. Non è poco.

Ah, il disco in questione è discretamente palloso, a mio giudizio. Meglio il secondo album. E ancor meglio la produzione compresa fra "Autobahn" e "The Man-Machine".

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 19:11 del 12 novembre 2008 ha scritto:

Qui comincia l'avventura...

... ma è un debutto assai acerbo, in cui si nota più la voglia dei giovani Kraftwerk di schiacciare dei bottoni per stupire prima di tutto se stessi con i suoni che vengon fuori, che consapevole sperimentalismo, come la band di Duesseldorf avrebbero voluto che fosse. Troppa indeterminatezza, troppi smarrimenti nei meandri di Can e Neu! per convicere che si tratti di un grande album, capace di reggere la prova del tempo. L'unico brano che comunica ancora qualcosa è forse "Ruckzuck", ma per l'ascoltatore smaliziato l'interesse che suscita questo brano non è più che documentaristico. I grandi Kraftwerk saranno altri, quelli di "Autobahn", "Radio-Aktivitat", "Trans Europa Express", e, soprattutto, "Die Mensch-Maschine".

loson (ha votato 6 questo disco) alle 14:09 del 18 novembre 2008 ha scritto:

P.S. Krautrick is the man.

PierPaolo alle 14:10 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Considerati unanimemente... uno dei gruppi più importanti nella storia della musica.

Questa frase, all'inizio della rece dell'ottimo Cesare, a risposta della tua domanda nei miei confronti. La tua spocchia parte dal nick che ti sei scelto. I Kraftwerk NON sono ai primi posti della fama mondiale, e questo è un dato assoluto, non mio personale. Lo sono ad esempio gli U2 (benchè non mi piacciano), Madonna (benchè la detesti) ecc. ecc. In Italia lo sono Vasco Rossi e Ligabue (benchè non mi interessano) Chiaro il discorso?

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 14:36 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: Considerati unanimemente... uno dei gruppi più importanti nella storia della musica.

Mmm...no, non mi è ancora chiaro il discorso ;D Cesare ha detto che i Kraftwerk sono uno dei gruppi più IMPORTANTI di sempre, non FAMOSI. Quel "unanimamente" si riferisce al fatto che siano uno dei gruppi più osannati tra gli appassionati di rock. E questo è indiscutibile, a mio avviso. Eppoi sarei spocchioso solo perchè mi faccio chiamare Krautrick? Ok, sono spocchioso, allora

Considero Scaruffi il Padre, Bangs il Figlio e Ghezzi lo Spirito Santo, leggo solo libri di semiotica, Dziga Vertov è il mio regista preferito e sono misantropo, misogino e prego quotidianamente per la fine dell'umanità ))

P.S. Loson is the starman. Loson I miss you.

Dr.Paul alle 14:53 del 18 novembre 2008 ha scritto:

ahah

ahah che casino, i kraftwerk sono imprescindibili, piu famosi o piu importanti cambia poco, anche i velvet underground sono meno famosi di madonna, sulla famosa isola deserta ti porti la banana dei velvet, uno dei beatles da rubber soul in poi, uno dei krafterk da autobahn in poi...stai bene x altri cento anni, i generi musicali esistenti sono tutti li!! ))

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 14:55 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Achtung Off Topic

Perdonatemi l'OT. Loson mi associo a Rick, ci manchi lately, ti fai vedere molto poco su Storia... sob! sigh! E comunque, dai ragazzi non litigate, ce ne sono già abbastanza di siti musicali nei quali con il pretesto di parlar di musica ci si scaricano tra utenti accuse incrociate di spocchiosità e quant'altro, non facciamo diventare Storia uno di quei tanti siti... poi, fate vobis.

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 15:05 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: Achtung Off Topic

Ahahah, ma figurati, chi sta litigando? Da parte mia non c'è la benché minima intenzione di creare polemiche, è solo scambio di opinioni Comunque hai ragione, mi faccio vedere poco, ma il fatto è che 1) sono molto pigro 2) sto scribacchiando 2-3 robe, per Ondacinema e non...e io sono moooooolto lento a scrivere! Ma quando Cesare mi segnala le sue recensioni le leggo e commento volentieri

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 14:57 del 18 novembre 2008 ha scritto:

E comunque...

...veloce e neanche troppo approfondita spulciata su wikipedia:

in Inghilterra Autobahn raggiunse la 4a posizione in classifica, Trans Europe la 24a, The Man Machine la 9a, Computer World la 15a, i singoli di Autobahn e The Model spopolarono sia in Inghilterra che in Germania...non sono numeri da U2 o Madonna, ma ribadiscono il fatto che i Kraftwerk sono conosciuti e amati non poco tra gli appassionati di musica. Non sono conosciuti solo tra gli "esperti" come praticamente tutti gli altri grandi del krautrock...anzi, spesso ho beccato i loro video su Mtv (quello satellitare)...

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 15:07 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Non so perchè ho risposto per un appello rivolto a Loson...ahahahah, me ne sono accorto solo ora! ;D

PierPaolo alle 15:17 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Forse apparteniamo a due mondi diversi, Krautrick

Nel mio, i gruppi unanimemente più importanti (unanimemente è la parola chiave) sono Beatles, Beach Boys, Rolling Stones, Cream, Jimi Hendrix Experience, Jefferson Airplane, Grateful Dead, Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, Velvet Underground, Doors, Jethro Tull, Yes, Genesis... Judas Priest...Iron Maiden, U2, Coldplay, Radiohead, Dream Theater, Metallica, Police, Eagles, Crosby & Company, Talkin' Heads, Clash, Sex Pistols, Ramones, Weather Report... per non parlare dei solisti (Zappa, Bowie, Michael Jackson, Madonna, Elvis Presley, Lou Reed, Nei Young, Eton John...). La potrei fare lunga per altri duecento nomi, e ciascuno di essi mi sento in cuor mio di considerarlo unanimemente più importante dei tuoi Kraftwerk (dei quali si fa fatica a risentire almeno Trans Europe Express alla radio una volta all'anno, beninteso per per chi ascolta poco la radio come me).

Unanimemente vuol dire obiettiva diffusione della propria arte, e quindi, in un certo senso, anche fama.

Da appassionato di musica, dò logicamente importanza a molta gente piuttosto sconosciuta (David Baerwald, King's X, Saga, Thunder... anche qui potremmo andare avanti con decine di nomi, ma so che per te sarebbe la stessa cosa con altri nomi) ma mi guardo bene dal considerarli unanimemente importanti. Per ribadire, diciamo che i tuoi Kraftwerk stanno al trecentesimo posto nella storia del rock, e li ci resteranno.

loson (ha votato 6 questo disco) alle 15:36 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: Forse apparteniamo a due mondi diversi, Krautrick

Sinceramente non capisco il tuo punto di vista PierPaolo... E' chiaro che importanza e fama non coincidono, per cui che senso ha volerli identificare come unica entità al fine di giustificare il proprio gusto personale? E' fin troppo evidente che i Kraftwerk non sono la tua tazza di tè (tè, caffè, meee? ), e ciò è rispettabilissimo. Però da qui a dire che Coldplay e Jetrho Tull sarebbero più importanti dei Kraftwerk ce ne passa, susami... E non sto parlando di gusti, ma di un dati di fatto. E i miei dati di fatto non sono il numero di copie vendute (i Velvet Underground hanno rivoluzionato il rock e hanno venduto tre copie...) ma l'influenza di quel nome (Kraftwerk, Johnny Cash, Television o chi ti pare) sulle evoluzioni stilistiche della musica popolare. Credo che nessun artista (ripeto: NESSUNO) abbia saputo estendere la sua influenza su campi così distanti fra loro: rock, elettronica, hip-hop, dance. Nemmeno i Rolling Stones, nemmeno i Metallica (la cui operazioni riguarda un settore specifico: il metal). Nessuno prima dei Kraftwerk aveva fatto una cosa simile a "Trans Europe Express", uno dei singoli PIU' IMPORTANTI (non più venduti) della storia della musica popolare.

Krautrick (ha votato 8 questo disco) alle 15:34 del 18 novembre 2008 ha scritto:

I miei Kraftwerk? Guarda, hai proprio sbagliato persona! ;D per me il loro unico capolavoro assoluto è Trans Europe, fa te...e a dirla tutta non capisco perchè ti scaldi tanto...che t'ho fatto? ad ogni modo...se i Kraftwerk non stanno di diritto tra i nomi che hai fatto (quando va male), vuol dire che di rock non ho capito granché...pazienza

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 17:19 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Avevo quindici anni quando uscì il singolo

Radioactivity, che fu un grosso successo.

Allora i Kraftwerk mi sembravano un gruppo che

proponeva un'elettronica semplice e orecchiabile,

interessata più al numero di copie vendute che allo stato dell'arte della musica. Di li a pochi

giorni, insieme a dei ragazzi più grandi, fondavamo un delle prime radio libere: Onda Radio

Activity, tutt'ora esistente come emittente

commerciale. Il singolo dei Kraftwerk divenne

ovviamente la sigla della Radio. E per 2 anni

abbondanti (finchè non entrò la pubblicità) mi

accompagnò in tutte le giornate "lavorative".

Il mio amico Giorgio divenne un loro fan ed io

ascoltai, spesso, a casa sua: Autobahn, Trans

Europe Express e The man-machine. Questi sono

sicuramente dei dischi importanti non solo per

il kraut-rock, ma anche per la storia della musica degli anni 70. Meno importante, a me pare,

questo qui recensito, come del resto tutti gli

altri più "colti" pre-Autobahn. Per me non sono

state le "menti migliori" presenti allora in

Germania: ritenevo e ritengo più "importanti" di

loro parecchie altre band (Popol Vuh, Amon Dull 2,

Can, Faust, Neu, Tangerine Dream, Klaus Shulz,..),

ma questo è un altro discorso.

PierPaolo alle 17:41 del 18 novembre 2008 ha scritto:

E' evidente che non riesco a spiegarmi, Loson

L'elenco che avevo fatto non c'entrava un tubo col mio gusto personale (Madonna... figurati, e l'avevo pure scritto). Ci rinuncio. amen.

loson (ha votato 6 questo disco) alle 15:02 del 19 novembre 2008 ha scritto:

RE: E' evidente che non riesco a spiegarmi, Loson

Vabbè Pierpaolo, è chiaro che quell' "unanimamente" deve essere riferito ai critici musicali o a tutti coloro che hanno un minimo di cognizione in fatto di popular music... Mica serve il parere del salumiere o della ragazzina tredicenne per decretare i musicisti più influenti. Tu invece mi tiri fuori il numero di copie vendute! Da quando in qua l'importanza storica di un gruppo la si calcola in base a questo parametro? Se poi così fosse, perchè nella tua lista (assolutamente da prendere non alla lettera, per carità) ci stanno anche Velvet Underground che non hanno venduto una ceppa? E' questo che mi ha confuso, perchè sembra farti propendere per una visione degli "influenti" che coincide con il nostro gusto personale, cosa che qui è abbastanza irrilevante. E' ovvio che per un fan dell'elettronica i Kraftwerk sono delle divinità, mentre per un rocker possono stare al milletrecentesimo posto nella graduatoria che tanto di quelle tastierine non gli frega nulla. Il punto è: i Kraftwerk hanno dato il "la" a tutta una serie di musiche prima inesistenti e che negli ultimi venti anni hanno cambiato il volto della cultura musicale del novecento. Punto. Se per te stanno al trecentesimo posto e per me fra i primi dieci, poco importa.

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 18:14 del 18 novembre 2008 ha scritto:

X Krautrick: figurati che noto l'assenza di qualcuno che sono abituato a vedere nei commenti e nei forum di Storia, e poi sparisce anche solo per alcuni giorni! Quindi l'appello era rivolto anche a te in buona sostanza. In merito alla bella discussione sull'importanza o meno dei Kraftwerk per la storia del pop rock, (e non dico dell'Electronica perché sarebbe troppo ovvio) il mio punto di vista è parecchio vicino a quello di Krautrick, di Loson e di Paul, anche se credo che affermando che una band è importante bisognerebbe attenersi a un minimo di oggettività e quindi spiegare perché, nominare band o artisti che sono stati inconfutabilmente influenzati dalla band o dall'artista che si ritengono importanti. Per quanto riguarda i Kraftwerk di tali nomi se ne possono fare credo una ventina, forse di più.

target alle 18:56 del 18 novembre 2008 ha scritto:

Ad esempio, dico io, sommessamente e ripetendomi: come immaginare una "Machine Gun" dei Portishead senza quelli di "The Man Machine"?

cthulhu, autore, alle 20:52 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE:

Oddio non pensavo di fomentare cosi' gli animi -

Comunque basta citare l'influenza che hanno avuto su musicisti come Bowie, Gary Numan, Afrika Bambaata, Laibach per vederne l'importanza ( e qui in Italia nel loro piccolo i Krisma e attualmente i Kirlian Camera ).E ho citato solo artisti che hanno riconosciuto pubblicamente il loro "debito" verso i Kraftwerk, senza contare tutti gli altri che si sono trovati ad agire successivamente con drummachine e tastiere.Detto questo il disco qui recensito a me piace molto e non lo trovo affatto "palloso" o noioso, lo considero il primo abbozzo di quanto verrà sviluppato in futuro ma so che è anche questione di gusti, in ogni caso è stato inserito da Julian Cope nei Top 50 del Krautrock nel suo celebre libro "Krautrocksampler"-

cthulhu, autore, alle 21:06 del 18 novembre 2008 ha scritto:

RE: RE:

Alla lista di chi deve loro molto si possono aggiungere fra gli altri anche Ultravox e Devo.

Dr.Paul alle 21:20 del 18 novembre 2008 ha scritto:

se nn ricordo male a metà anni 70 (tra autobahn e radioactivity) dovettero brevettare le loro rhythm box create artigianalmente in studio (grazie anche a wolfgang flur) xche si resero conto di aver tirato fuori una roba assolutamente inedita, seminali! potrebbero tranquillamente stare tra i primi dieci di sempre...se non primi 5.

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 10:28 del 19 novembre 2008 ha scritto:

Tra i primi dieci miei non ci sono di certo. E'

chiaramente una questione di gusti. Certo è vero

che, essendo arrivati prima, hanno influenzato tra gli altri gli Ultravox e Devo (gruppi che ho

goduto moltissimo, molto più dei Kraftwerk). Vero

anche, com'è normale nell'interagire, che siano

stati in seguito a loro volta influenzati dalla

nuova scena (new wave). Vero che hanno esteso la

loro influenza ad altri generi musicali: dance,

hip hop ed elettronica (però a me non piacciono,

tranne alcuni casi). Per quanto riguarda il rock

ed in particolare l'indubbia influenza della loro rhythm box, a mio parere, è capitato spesso, oltre

a buoni esempi, anche che tale influenza sia stata

deleteria (sarà che preferisco i batteristi umani!). Comunque sicuramente importanti per il loro quinquennio d'oro (74/7.

PierPaolo alle 15:44 del 19 novembre 2008 ha scritto:

Si Loson, va bene

Diamoci un taglio dai, discutere è bello e istruttivo ma evidentemente poche righe danno adito a troppi equivoci (tipo il concetto di copie vendute, a cui non ho, o almeno non volevo minimamente far riferimento). Magari un giorno potremo farci delle chiacchiere a quattr'occhi sulla faccenda (e se Doopcircus ci invitasse per un weekend?...). Con stima.

target alle 16:16 del 19 novembre 2008 ha scritto:

Sì, ottimo! Aspettiamo gli inviti. A sue spese, però!

Marco_Biasio alle 17:29 del 19 novembre 2008 ha scritto:

RE:

Ma come, a sue spese? E dopo ci lamentiamo perchè ci becchiamo dei fannulloni dal Renato?

REBBY (ha votato 6,5 questo disco) alle 18:45 del 19 novembre 2008 ha scritto:

Non ne ho abbastanza, solo per Marco.

Marco_Biasio alle 21:09 del 19 novembre 2008 ha scritto:

RE:

The importance of being little! ))

TheManMachine (ha votato 7 questo disco) alle 19:17 del 19 novembre 2008 ha scritto:

Io pago volentieri, a patto che a noi si unisca anche qualche gentil donzella, altrimenti mi sa che viene una cosa un po' triste...

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 21:41 del 10 febbraio 2009 ha scritto:

mi accodo al commento di UomoMacchina; esordio immaturo, dov'è palese e quasi tangibile la voglia irrefrenabile di comunicare il 'nuovo' linguaggio elettronico. Mi stupisco del voto (a mio parere) sproporzionato e alquanto 'inflazionato', dato da Cesare (mah!). Se si valuta l'album da 9, a lavori del calibro di; "Autobahn", "Radio-Aktivitat", "Trans-Europa Express", e "Die Mensch-Maschine", mi chiedo quanto si dovrebbe dare...

Totalblamblam (ha votato 8 questo disco) alle 22:54 del 10 febbraio 2009 ha scritto:

azz come vi siete scannati qui

e finalmente che mi sembra di stare dalle suore in questo forum...più sangue su LOL

a me piace da morire il disco in questione:

è kraut rock va letto in questa ottica secondo me

affatto immaturo come dice mr wave

la delusione per me è il secondo, il green , palloso e amorfo un passo indietro quando avrebbero potuto osare di più

cthulhu, autore, alle 10:14 del 11 febbraio 2009 ha scritto:

RE: azz come vi siete scannati qui

Alla fine è una questione di gusti, chi ama il vero Krautrock preferisce le prime cose dei Kraftwerk pur non diprezzando l'evoluzione successiva più commerciale.Non è un caso che Cope in Krautrocksampler abbia messo questo LP nei Top 50 del Krautrock.Non si tratta come ho letto di "comunicare il nuovo linguaggio elettronico" o "di schiacciare i bottoni a caso" : chi dice questo non ha capito il disco o semplicemente non gli piace.

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 11:55 del 11 febbraio 2009 ha scritto:

RE: l'evoluzione successiva più commerciale (?!)

premessa: ti assicuro Cesare, che il disco l'ho compreso e per di più, ribadisco l'opinione che ho su l'album in questione, ammettendo però che in effetti, una delle chiavi di lettura - per 'legittimare' il senso preminente di quest'opera -, è il kraut-rock (e fin quì siam d'accordo...) Ma se parliam dei successivi lavori (a partire da "Autobahn") di "evoluzione commerciale" come scrivi, credo sia inesatto, secondo me. Oppure credere che i primi due album ("I" e "II") siano più coraggiosi e condotti verso l'avanguardia più nitida. Secondo me, in fondo, non erano granché più acute e perspicaci, le intuizioni di; Can, Tangerine Dream, Faust, compiute in quegli anni. Se si insinua che, dopo i primi due capitoli 'sperimentali', i Kraftwerk abbiano avuto una svolta "commerciale", ripeto non sono d'accordo. E' proprio coniugando lo sperimentalismo degli albori con le divagazioni pop, che questo gruppo, ha rinnovato sensibilmente la storia della musica (tutta). Approfitto dell'occasione per mandar un breve messaggio ai 'krautrockers' estremisti Se i Kraftwerk, non avessero avuto una svolta "pop" (come sostenete) nessuno avrebbe avuto la brillante idea di far musica pop mediante synth, drum-machine, campionamenti ecc... E grandissima parte della musica degli anni Ottanta (dai Devo) fino ad arrivare ai giorni nostri (ai Cut Copy) non sarebbe mai esistita.

Dr.Paul alle 15:12 del 11 febbraio 2009 ha scritto:

sui voti non saprei, puo essere 9 questo e 9,5 10 quelli dopo, ma la svolta "popolare" dei kraftwerk è stata sicuramente la mossa giusta ed anche la piu coraggiosa, non solo perche sono stati capaci di reinventarsi quanto xche hanno splancato orizzonti inesplorati e bla bla bla, poi io non capisco...che senso avrebbe avuto nascere di nicchia e morire di nicchia? odio la gente che si autoghettizza!

Mr. Wave (ha votato 7 questo disco) alle 15:23 del 11 febbraio 2009 ha scritto:

RE: Paul

..."che senso avrebbe avuto nascere di nicchia e morire di nicchia? odio la gente che si autoghettizza!" perfettamente d'accordo.

Suicida (ha votato 7 questo disco) alle 22:09 del 24 ottobre 2011 ha scritto:

Coldplay più importanti dei Kraftwerk è la cosa più comica mai letta in un forum. /laugh

mendustry (ha votato 8 questo disco) alle 12:05 del 2 giugno 2012 ha scritto:

Quando si parla dei Kraftwerk bisogna sostituire la parola "unanimemente" con "oggettivamente". Perché sono oggettivamente il più importante progetto pop(olare) del Novecento. Che i critici siano discordi poco importa.