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10/10

Neu!

Neu!

Cos’è la ‘genialità’ se non il saper cogliere in uno sbuffo ciò che non è possibile attingere dalla conoscenza? Se poi ci aggiungiamo il saper ovviare la scarsità dei mezzi attraverso la anzidetta qualità, avremo buona parte del disco in questione. Vi pare poco? Sommiamoci il fatto che  in poche nottate ha visto la luce uno dei più influenti album della storia del rock ( chiedere ai vari Sonic Youth, Stereolab, Mouse on Mars) ed uno dei capisaldi di quel geniale rinascimento musicale noto con l’imbarazzante epiteto di kraut rock.

Ho già detto che per la maggior parte è improvvisato? Ma non quel genere di improvvisazione che è vizio, capriccio e defluire incontrollato che rischia di farci intendere ciò che già sappiamo (tanto per dirla alla Cage), ma è pascolo in territori precedentemente recintati; l’infinita combinazione di pochi elementi costitutivi. Ecco allora la trance percussiva di “Hallogallo”; il pattern ritmico emula la reiterata scansione di un motore; l’arabesco chitarristico lambisce il rigido sviluppo rettilineo del groove meccanico. Manipolazioni effettistiche, ciclicità ossessiva, viaggio ipnotico: ecco tracciati i primi chilometri  per una futura e ben più nota Autobahn.

Le atmosfere minimaliste e roboanti caratterizzano invece  la seconda traccia, “Sonderangebot”: suoni metallici centrifugati  precorrono le ferree lande dell’industrial.

Weissense” e la successiva “Im Gluck” inseguono il manierismo dilatato  di una certa psichedelia alla quale ha attinto spesso un’altra formazione teutonica, i Popol Vuh: il tenue battito ritmico è ulteriormente mitigato dalla delicatezza delle chitarre e da morbide campionature oceaniche.

Negativland”, invece, ha un scenario completamente diverso: un’isterica linea di basso perpetua l’angoscia dell’uomo–robot; le percussioni sincopate ed il rumorismo nevrotico ne enfatizzano il carattere demoniaco.

Ed infine l’ultimo brano, “Lieber Honig”, con le sue sperimentazioni vocali, i contorni rarefatti, la melodia appena abbozzata.

Un disco imprescindibile; c’è poco da scrivere.

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Voto degli utenti: 8,9/10 in media su 39 voti.

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Nadine Otto (ha votato 9 questo disco) alle 9:01 del 14 luglio 2007 ha scritto:

Michael Rother e Klaus Dinger im Glück

È bello vedere una recensione dei Neu! Anche dopo la lite con gli altri dei Kraftwerk hanno spaccato, anche se altri liti dovevano venire...! La lista dei musicisti che hanno influenzato è eterno... Si dovrebbe nominare anche Bowie, Eno, Depeche Mode.

Arnold Layne (ha votato 9 questo disco) alle 20:30 del 15 luglio 2007 ha scritto:

..

La cavalcata di Hallogallo resta uno dei migliori momenti del kraut. Penso che su un discone così si sarebbe dovuto dire qualcosa in più.

Neu! (ha votato 10 questo disco) alle 15:04 del 9 novembre 2007 ha scritto:

capolavoro

strano, non l'avevo ancora commentato...

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 0:21 del 15 giugno 2008 ha scritto:

si si capolavoro

qui dentro c'è davvero un sacco di roba, un vero serbatoio per miriadi di artisti a venire! Grandi davvero!

cthulhu (ha votato 10 questo disco) alle 14:26 del 4 settembre 2008 ha scritto:

Essenziale

Si è vero, I Neu! sono una band da riscoprire e rivalutare, hannno anticipato new-wave e industrial.Bella Rece!!

Moonlight Love alle 20:03 del 16 settembre 2008 ha scritto:

Bellissima recensione per un bellissimo disco!

dark-side-90 (ha votato 10 questo disco) alle 19:59 del 13 ottobre 2008 ha scritto:

semplicemente unico

Disorder (ha votato 8 questo disco) alle 14:11 del 18 novembre 2008 ha scritto:

di gran lunga

superiore neu!75...il migliore a mio modestissimo parere e il più completo

4AS (ha votato 9 questo disco) alle 16:40 del 11 febbraio 2009 ha scritto:

Assolutamente geniale ed estremamente influente! Da non perdere!!

lev (ha votato 9 questo disco) alle 23:43 del 30 marzo 2009 ha scritto:

una goduria pazzesca. ieri mi sono ascoltato hallogallo mentre correvo sotto l'acqua, e in quei dieci minuti mi sembrava di essere baldini. sarà che ho da poco scoperto questo gioiello (ma se pol!), e sono ancora piuttosto esaltato.

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 14:03 del 21 novembre 2009 ha scritto:

Poche opere nella storia della musica rock possono vantarsi della qualifica per merito dell'epiteto: "r-i-v-o-l-u-z-i-o-n-a-r-i-o" con tanta purezza e semplicità, senza cader l'enfatizzazione smodata.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 12:02 del 29 novembre 2009 ha scritto:

booh

Personalmente sto dico mi lascia alquanto indifferente, non ci trovo niente o quasi di interessante. Ma è solo la mia opinione, dettata dai miei gusti. Probabilmente non è la musica che fa per me.

Totalblamblam (ha votato 9 questo disco) alle 21:43 del 29 novembre 2009 ha scritto:

certo che un peto che commenta questo lavoro dei neu! fa spavento

sembra surreale la cosa

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 16:10 del 2 dicembre 2009 ha scritto:

beh, direi che ti spaventi per poco

NathanAdler77 (ha votato 10 questo disco) alle 15:21 del 24 novembre 2010 ha scritto:

Altro che krauti bavaresi, Rother & Dinger geniali precursori fuori dal tempo e dallo spazio...Album rivoluzionario, con vette assolute come l'ipnotico motorik perpetuo di "Hallogallo", le scorie già post-punk\industrial di "Negativland" e il buco nero "Lieber Honig".

Hexenductionhour (ha votato 9 questo disco) alle 17:59 del 20 gennaio 2011 ha scritto:

Motor Beat

geniali precursori...le loro sonorità erano avanti anni luce rispetto ai gruppi dell'epoca,inventori del cosiddetto "motor beat" ripreso più in là da band come Joy Division e da altre band New Wave o Industrial...pecca forse un pò di "ripetitività" nel senso che basta ascoltare 2-3 brani per capire il proseguo dell'intero disco ma stiamo parlando comunque di un album del 1972 e basterebbero soltanto un paio di brani di quest'ultimo da far rimanere increduli sulla sua datazione,come capita spesso anche a me che non riesco a concepire come sia stato possibile tirar fuori dei suoni così moderni da un album di quasi 40 anni fa.

INNOVATIVO

dalvans (ha votato 2 questo disco) alle 16:59 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Pessimo

Inascoltabile

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 12:10 del 14 ottobre 2011 ha scritto:

Recensione stringata ma molto efficace e bella. Disco imprescindibile ed emozionante come pochi altri, fra le realtà più sconvolgenti degli anni '70.

Alfredo Cota (ha votato 9 questo disco) alle 11:13 del primo novembre 2011 ha scritto:

Seminale e godibilissimo

KandyKorn (ha votato 9,5 questo disco) alle 16:38 del 7 settembre 2012 ha scritto:

Un disco che ha rivoltato il rock come un calzino. Rumoristico, claustrofobico, alienato ed alienante.

benoitbrisefer (ha votato 8 questo disco) alle 21:04 del 6 maggio 2013 ha scritto:

Uno dei vertici del krautrock!! Certo che devono aver passato giorni e giorni a sentirsi i Velvet Underground.....

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 21:26 del 6 maggio 2013 ha scritto:

anche io preferisco di un filino neu 75 a questo disco!

band stratosferica dalla quale hanno attinto a piene mani in moltissimi! dopo i kraftwerk vengono i neu! per quanto mi riguarda! )

Dr.Paul (ha votato 10 questo disco) alle 21:29 del 6 maggio 2013 ha scritto:

ho votato 10 involontariamente....scusate

skyreader (ha votato 9 questo disco) alle 15:57 del 15 giugno 2013 ha scritto:

Essenziale (forse un pochino in più lo è "Neu! '75"). Neu, Harmonia, L.A. Düsseldorf e Cluster (da una parte), Can e Faust (dall'altra), sono i gruppi germinali della "new wave". E invece questo album è del 1972! Quasi un paradosso temporale che sembra sconvolgere la linea temporale della storia della musica. Altrove scrissi della interessante reunion (anzi non una vera reunion, vista la dipartita da questo mondo di Dinger) di qualche anno fa, nella quale dietro alla batteria trovammo un perfetto Steve Shelley (Sonic Youth). Qualcuno di voi c'era? Per me avere l'opportunità di sentire dal vivo, con Michael Rother sul palco, una Hallogallo fu una esperienza incredibile. Ecco, nella pur efficace recensione forse avrei trovato opportuno parlare oltre che del disco, anche delle note caratteriali dei due strateghi che idearono la follia sonora che gli diede vita e anima. Parafrasando i Mogwai: "Krautrock will never die..."