Rare Noise Night Venerdì 19 Luglio 2012

Ottima partenza giovedì 19 luglio, all’Arena del Mare, per il Gezmataz Jazz Festival con la Rare Noise Night, la serata dedicata all’etichetta discografica londinese rappresentata dal genovese Giacomo Bruzzo, che ha proposto due fra i gruppi più interessanti del recente catalogo, Interstatic e Planet Microjam.
I primi, che hanno aperto lo show, sono un trio composto da Roy Powell, Jacob Young e Jarle Vespestad, veterani della scena jazz rock nordica che hanno riunito corde, pelli e tastiere con l’intento di rivisitare in chiave attuale la stagione degli anni Settanta in cui la fusione tra i due generi prese pienamente forma, ispirandosi a campioni quali Tony Williams e Terye Ripdal. La loro musica è basata sul drumming possente e multiritmico di Vespestad, che a dispetto della minuta corporatura diventa un gigante dietro ai tamburi, e l’alternarsi fra la chitarra bluesy di Young e l’hammond di Powell, già visto a Genova con i Naked Truth nella prima notte del rumore raro, lo scorso anno. Repertorio attinto all’omonimo cd Rare Noise, con molti punti di forza specie nei pezzi più melodicamente ispirati.
Per presentare i Planet Microjam occorre invece un pizzico di teoria musicale. Il gruppo fa esplicitamente uso della microtonalità, ovvero l’utilizzo di intervalli più piccoli dei toni e semitoni che costituiscono la base del sistema di scrittura e lettura musicale basato sull’ottava. Tutto chiaro? Si fa prima ad ascoltarli, in una proposta fra le più originali presentate di recente sui palchi nostrani, ma che ha alle spalle una lunga fase di studio curata dal chitarrista statunitense David Fiuczynski, segnalato di recente dalla rivista Guitar Player nella lista dei 100 chitarristi che hanno cambiato il mondo.
La ricetta prevede l’uso di scale e accordature microtonali, inserite su ritmiche e groove jazzistici, con ampio spazio all’uso della chitarra fretless, senza tasti, del violino e delle tastiere microtonali. A cosa assomiglia? Niente di già sentito in questa forma: c’è il jazz, il folk e brandelli di musica del mondo, ma quello che domina è l’approccio non convenzionale alla struttura delle composizioni .
Una proposta non sempre facile, alternata fra momenti trascinanti e fasi di studio, che mischia in un ideale frullatore Sun Ra, Beethoven e le composizioni originali appena pubblicate sul cd Placet Microjam. Sul palco David Fiuczynski era accompagnato da suoi correnti e passati studenti del dipartimento Planet MicroJam della Berklee School of Music, Helen Sherrah-Davies al violino, Alex Bailey alla batteria, Dywane Thomas al basso elettrico e il turco Utar Artun alle tastiere microtonali
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