R Recensione

9/10

Van Der Graaf Generator

He to H Who Am The Only One

E' il 1970 quando, subito dopo il seminale "The Least we can do is wave to each other", i VDGG pubblicano "H to He Who Am the Only One", disco che si pone fra i classici della loro discografia e che vede l'illustre presenza  come ospite di Robert Fripp dei King Crimsonh che suonerà la chitarra in "The Emperor in His War Room".

L'album si apre con uno dei classici del gruppo più amati dai fans ovvero "Killer", brano molto efficace e di immediato impatto che si caratterizza con un "riff" dirompente di sax e organo e con la voce "espressionista" di un Hammill qui al meglio delle sue potenzialità vocali.La successiva "House With No Door" è una ballata gotico--romantica molto dolce con Hammill che si cimenta al piano accompaganto dal flauto di Jackson : ci troviamo di fronte ad un altro classico senza tempo dei VDGG, un pezzo che si avvale di una melodia struggente e poetica molto efficace che sfiora il sublime.

La seconda parte dell'album si caratterizza per la presenza di tre mini-suites, a testimonianza del fatto di come il gruppo stesse ponendo le basi "programmatiche" del disco seguente inserendosi, anche se in modo del tutto peculiare rispetto alla concorrenza, ai gruppi coevi dei periodo come ELP,Yes e Genesis."The Emperor in His War Room" e "Lost" sono frastagliate e a tratti parossistiche, anche se "The Emperor...", che si avvale della presenza di Fripp, risulta più compatta e coesa."Pioneers Over C" è invece una lunga epopea fantascientifica che si apre con il sibilo di un oscillatore per poi dispiegarsi in modo epico grazie alle sonorità dell'organo siderale di Banton e ai testi apocalittico-cosmici di Hammill che rivela ancora una volta la statura del suo "songwriting".

In sostanza si può considerare "He to H.." il disco della consacrazione internazionale dei VDGG che di li' a poco sfonderanno definitivamente presso il pubblico grazie al capolavoro epocale di "Pawn Hearts"

V Voti

Voto degli utenti: 9,3/10 in media su 29 voti.

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swansong (ha votato 10 questo disco) alle 23:38 del 8 ottobre 2008 ha scritto:

Mi inchino!

Un lavoro entusiasmante partorito, non mi stancherò mai di ripeterlo, da uno dei gruppi più importanti della scena rock mondiale dei '70 e da uno dei musicisti più fantasiosi, colti, e all'avanguardia (ed al tempo stesso copiati) di quei tempi. Un must assoluto e poi c'è Lost...e non aggiungo altro!

P.S. Anzi, aggiungo solo, è non vuole essere una critica, che la rece mi pare un pò "strozzata". Senza offesa eh

swansong (ha votato 10 questo disco) alle 23:39 del 8 ottobre 2008 ha scritto:

In ogni caso...

complimentoni per il ripescaggio di quest'opera che su Storia...non poteva assolutamente mancare. Ciao!

REBBY (ha votato 9,5 questo disco) alle 23:45 del 8 ottobre 2008 ha scritto:

concordo con swansong

cthulhu, autore, alle 0:08 del 9 ottobre 2008 ha scritto:

H to He...

Grazie dei commenti e dei complimenti, naturalmente anche le critiche sono ben accette anche se ognuno ha il proprio stile, io indubbiamente sono eccessivamente "stringato" - Cercherò di migliorare!!

PierPaolo (ha votato 9 questo disco) alle 11:34 del 10 ottobre 2008 ha scritto:

Gran bella musica

Cesare le tue rece vanno benissimo per chi non conosce il disco. Condensi efficacemente quel che c'è da dire di fondamentale.

Il Cantastorie (ha votato 9 questo disco) alle 20:20 del 26 maggio 2009 ha scritto:

Bellissimo!

Le sole "Killer" e "Lost" varrebbero l'acqisto. In realtà, anche tutto il resto è fantastico.

Appena un filino sotto a "Pawn hearts", questo rimane uno dei miei dischi preferiti dei Van Der Graaf.

dalvans (ha votato 10 questo disco) alle 15:05 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Bellissimo

Il primo capolavoro dei Van der Graaf Generator

Utente non più registrato alle 14:41 del 14 febbraio 2012 ha scritto:

Un album meraviglioso, non ci sono parole per descriverlo degnamente. Come si possono descrivere le intense emozioni che suscita l'ascolto di questo immenso capolavoro, la genialità delle trame hammilliane, la sua capacità vocale, fatta di sussurri, falsetti, urla furiose. Rimango sempre estasiato dalla poesia e dalla genialità di Lost, dove i VdGG passano dal rock, al bolero, al jazz e poi di nuovo al rock, raggiungendo delle vette d'intensità irrangiugibili da CHIUNQUE...nè allora nè mai...

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 15:51 del 24 giugno 2012 ha scritto:

Il primo capolavoro di Hammill & Co.

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 14:03 del 27 dicembre 2012 ha scritto:

fantastico! uno dei vertici assoluti di tutto il progressive. Killer mi ha sempre stregato. Hammill con Gabriel è il migliore,nessun altro gruppo prog ha avuto uno cosi

Utente non più registrato alle 19:32 del 27 dicembre 2012 ha scritto:

Non solo nel prog...

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 10:57 del 18 agosto 2013 ha scritto:

Uno fra i capisaldi di tutto il progressive, di poco/nulla inferiore al più celebrato "Pawn Hearts". Il melodismo struggente e arioso di Hammill incontra le sue trame multiformi e imprevedibili, darkeggianti eppure celestiali. La potenza evocativa di buona parte delle composizioni (penso alla straordinaria House with no door) è unica, e peraltro è risaputo che i VDGG erano in anticipo sui tempi anche dal punto di vista lirico e semantico.