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R Recensione

10/10

Genesis

Selling England By The Pound

Quello che viene considerato dalla maggioranza relativa (me compreso) degli appassionati il miglior disco dei Genesis, consta di otto brani. Uno di essi è un breve e infelice riempitivo, si intitola “More Fool Me” ed è cantato dal batterista Phil Collins, data la rinuncia del frontman Peter Gabriel a interpretarlo visto che lo detestava. La musica è flebile, un grumo di accordi di chitarra 12 corde suonata dall’autore Michael Rutheford, una debole melodia ed un banale testo d’amore, interpretato “di testa” da Collins, in una velleitaria ricerca di dolcezza e romanticismo: inutile.

Altro riempitivo è lo strumentale “After The Ordeal”, questo però più che dignitoso: si divide in due parti, il primo è un intreccio tardo romantico fra pianoforte e chitarra 12 corde, brillante ma didascalico, che si risolve in un tema condotto dal chitarrista Steve Hackett sulla sua Les Paul iperdistorta, con quel suono dal sostegno infinito mutuato dal maestro Fripp dei King Crimson, però più dolce e rotondo, che diverrà uno dei suoi marchi di fabbrica. Stavolta è il tastierista Tony Banks a detestare il brano, pur suonandovi attivamente.

Vi è poi un episodio assai più ambizioso e abbondante, progettato bene ma finito maluccio, a colpi di rivalità fra i membri del gruppo: “The Battle Of Epping Forest” voleva/doveva essere un grande, ironico e brillante affresco descrittivo di una battaglia, fra nemici molto buffi e buontemponi. Il grande cantante Gabriel piscia però fuori del vaso, crogiolandosi troppo con la sua recitativa voce e guarnendo i quasi dodici minuti del pezzo di un testo chilometrico, che finisce per sovrapporsi anche a certi passaggi concepiti dai compagni per restare strumentali, con grande scorno soprattutto del tastierista: non male, ma un mezzo fallimento rispetto alle premesse.

Il brevissimo pezzo di chiusura “Aisle Of Plenty” riprende melodie già presenti nell’album ed ha mera funzione di epilogo e commiato, nulla aggiungendo o togliendo a quanto lo precede.

I Know What I Like” è il singolo (abbastanza) trainante: bell’arrangiamento, con un ipnotico riff di Hackett al sitar elettrico, creativi giri di basso di Rutheford, ritornello ruffianetto e facile facile. In un contesto così progressive, ci sta proprio bene questa spruzzata di pop (ancor lontani i futuri abusi in proposito che il gruppo deciderà di perpetrare, una volta ridotto a trio).

Le restanti tre composizioni sono tutte squisiti capolavori e rappresentano una cospicua fetta della torta Genesis, in bella mostra nel frigorifero storico della pasticceria progressive. La prima che si incontra apre spettacolarmente l’album ed è “Dancing With The Moonlight Knight”. La voce inestimabile di Gabriel intona a cappella i primi versi e crea da sola subito l’atmosfera, così incredibilmente adulta (Peter ha ancora 23 anni) e dolente. La melodia cambia continuamente, il supporto strumentale è ora delicato, ora fragoroso e ritmicamente spezzato, non si capisce dove si andrà a parare ma a quel punto risolve Collins: parte in shuffle terzinato a 190 battute al minuto, sparato, in maniera inaudita. Gli salta allora addosso Hackett che, aiutandosi anche colla mano destra sulla tastiera (tecnica “tapping”, con i suoi campioni Van Halen e Steve Vai ancora ben di là da venire), rovescia semicrome come se piovesse. Stacco di Collins ed arriva un gigantesco mellotron, la chitarra continua a furoreggiare anche sopra di esso, stavolta con note staccate e lancinanti: si gode di brutto, è l’acme del pezzo. Poi ritorna Gabriel per continuare la storia e portarla verso una nuova sezione strumentale, stavolta più singhiozzante, a botte e risposte di sintetizzatore e ancora chitarra solista, finché tutto si acquieta, per una (troppo) lunga coda eterea a sfumare. Un minutino di troppo forse, per una minisuite comunque sensazionale, innovativa, affascinante, dinamicissima.

Una mirabile fughetta al pianoforte, che diverrà esercizio obbligato per legioni di praticanti di questo strumento, inaugura la monumentale “Firth Of Fifth”. Preludio difficilotto da eseguire anche per il suo autore: Banks lo sopprimerà ben presto nelle esibizioni dal vivo, dopo un rovinoso incespicamento occorsogli una sera. Quando entrano gli altri strumenti l’andamento diviene solenne e marcato, Gabriel vi declama a tutto andare il tipico testo medievaleggiante e glorioso dei Genesis di allora, inaugurando poi la sezione strumentale con il suo più celebre tema al flauto, contrappuntato dagli altri con competenza. Il pallino passa quindi all’ombroso ma geniale Tony Banks, che prima suona un pianoforte andante, incrociando le mani per creare arpeggi amplissimi, e poi esplode su furiosissimi tempi dispari un super arpeggio di sintetizzatore, a tutto volume, spalleggiato da una gran ritmica, impetuosa soprattutto in Collins. Sembra l’apoteosi e invece è solo l’introduzione al solo di Steve Hackett, giustamente fra i più celebrati di tutto il progressive. L’omino (allora) con baffi, pizzo e occhiali, nei precedenti dischi ultima ruota del carro Genesis, stampa qui l’assolo della vita: armato di Gibson, di doppio distorsore “dolce” in grado di prolungargli il suono all’infinito senza però inasprirlo, nonché di pedale del volume, Hackett parte dallo stesso tema eseguito al flauto da Gabriel tre minuti prima e lo sviluppa in completa gloria, vera e propria canzone dentro la canzone, con le note di chitarra che danzano sinuose e rotonde e poi lancinanti sul tappeto di mellotron, reso in certi punti tonitruante dalle bordate della pedaliera di bassi di Rutheford. Talmente bello questo assolo che, quando si smaterializza e ritorna la stessa parte cantata dell’inizio, adesso invece che solenne e gloriosa essa sembra farraginosa e opaca, fino a risolversi e terminare di nuovo col solo pianoforte: meraviglia.

Basterebbe questo, invece c’è ancor di meglio: “The Cinema Show” illude con una prima parte quieta e romantica, disegnata dagli arpeggi della 12 corde e dalla delicatezza degli interventi di tutti gli altri. Gabriel narra di questa coppia (Romeo e Giulietta…) che parla di andarsene al cinema ma forse progetta un incontro sessuale e quando ha finito di cantare parte anche un assolino di chitarra, un poco dimesso. Ma l’hanno fatto apposta perché un’improvvisa pennatona di Rutheford sulla 12 corde determina il cambio di ritmo, di atmosfera, di tutto. Parte il Cinema Show, o meglio il sesso fra i due protagonisti ed è una magnifica cavalcata in sette ottavi, eseguita in trio senza Gabriel e senza Hackett. Banks, Collins e Rutheford (in pratica i futuri Genesis degli anni ottanta e novanta…) si scatenano: Rutheford è alla 12 corde ritmica, poi passerà al basso; il batterista viaggia pulito, tecnico e creativo nelle compatte sincopi del tempo dispari; Banks volteggia con quello che oggi potrebbe essere considerato un giocattolo: un sintetizzatore ARP presettato, con poche decine di suoni fissi e immutabili. Il tastierista ne usa cinque o sei, spalleggiandoli con l’organo Hammond od il mellotron, alternando veloci scale ad accordi potenti e chiesastici. I fuochi d’artificio durano quasi cinque minuti e rappresentano a mio giudizio il meglio del meglio di questo gruppo, almeno dal punto di vista strumentale.

Ho sperimentato più volte, con immenso piacere, l’effetto che il primo ascolto di quest'album può creare ad un quindicenne a digiuno di buona musica. Non capita a tutti, certamente, ma vedere ogni tanto una giovine mandibola bloccarsi e gli occhi farsi vitrei, come davanti ad un nuovo mondo che si sta dischiudendo, è sempre consolante. Uno su mille ce la fa.

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Voto degli utenti: 8,9/10 in media su 71 voti.

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swansong (ha votato 10 questo disco) alle 1:07 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

Vabbè Pierpaolo, mi arrendo!

Lentamente e magistralmente stai spulciando l'intera mia discografia dei capolavori dell'hard rock e del progressive dei 70 e, naturalmente, questo gioiello sta ben piazzato...eccome! Anche per me il loro capolavoro, sebbene ritenga tutti i lavori dei Genesis con Gabriel alla voce (con l'esclusione dell'acerbo From Genesis to Revelation) da 5 stelle secche! Se penso a cosa sti ragazzini, in poco più di 4 anni, hanno pubblicato, vabbè...predestinati! (Del resto, questa è riflessione che potrebbe estendersi a molti gruppi di quegli anni...)

lev (ha votato 8 questo disco) alle 12:57 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

secondo me inferiore sia a "foxtrot" che a "the lamb lies down on broadway", ma comunque un grande disco. peccato x "the battle of epping forest", non sono mai riuscito a capire cosa ci azzeccasse con il resto del disco.

elbronco alle 2:58 del 4 agosto 2013 ha scritto:

per fortuna il mondo è vario e i gusti sono spesso troppo personali. Per me "The Battle of Epping Forest" è il piu' bel pezzo dei Genesis in assoluto ( e forse non solo dei Genesis).

elbronco alle 2:58 del 4 agosto 2013 ha scritto:

per fortuna il mondo è vario e i gusti sono spesso troppo personali. Per me "The Battle of Epping Forest" è il piu' bel pezzo dei Genesis in assoluto ( e forse non solo dei Genesis).

TheManMachine alle 13:14 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

Caro Pier Paolo, purtroppo non credo di essere tra quelli a cui si bloccherebbe la mandibola e gli occhi diverrebbero vitrei ascoltando questi brani, visto che i Genesis, e questo disco incluso, non mi hanno mai fatto impazzire. Colpa mia, lo so... Vorrei però chiederti: come puoi considerare capolavoro assoluto da 10/10 un disco in cui, per tua stessa ammissione, sono presenti dei riempitivi, uno dei quali da te definito addirittura "infelice"? Vabbe', a parte questo, la recensione è, come sempre, da manuale, e l'ho letta con grande piacere. Bravissimo Pier!

rob alle 19:10 del 4 luglio 2012 ha scritto:

forse perchè contiene brani da voto 11 o 12, ci hai mai pensato ?

loson (ha votato 8 questo disco) alle 13:44 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

In pratica quoto il tuo pensiero: tre capolavori assoluti ("Isle Of Plenty" sarebbe il quarto ma, appunto, altro non è che una reprise di "Dancing"), uno più che buono ("I Know What I Like"), tre schifezze assurde di contorno. Sono proprio queste pesanti cadute di tono che mi impediscono di considerare l'album un capolavoro. 7,5.

PierPaolo, autore, alle 14:11 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

Riempitivi ve ne sono dappertutto, Carlo

A mio sentire, troppo superlativi due terzi del disco per non trascinarsi dietro anche il resto. Fra l'altro l'omissione della ciofeca More Fool Me avrebbe migliorato anche la resa sonora dell'LP, eccessivamente lungo (51 minuti) per la sua tecnologia di stampaggio. Certamente lo sapevano anche i Genesis... e allora dev'essere stata una scelta "politica", comunque questo brano dura poco e passa presto. Il catafalco che fa in realtà scricchiolare per un attimo la baracca è Epping Forest, avvisaglia di quella che sarà la vera battaglia successiva, quella su "The Lamb...", di cui infatti ho personalmente un opinione discretamente deludente.

Paranoidguitar (ha votato 9 questo disco) alle 17:46 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

the battle of the epping forest

the battle è un delirio, non si capisce una mazza di niente, non l'ho mai digerita.

After the ordeal è un pezzo magistrale, non un riempitivo.

I know what i like e more fool me non li sopporto. Sono canzoncine. La prima è un vaso di coccio in mezzo alle tracce 1 e 3, la seconda è semplicemente brutta.

I tre pezzi citati da Pierpaolo sono ENORMI. Anti-doping per Banks per l'introduzione di Firth of Fifth. Cos'ha fatto??? Cos'ha bevuto, cos'ha mangiato??? Sono 7 anni che me lo chiedo e non mi so dare risposta...

direi che mi pongo a metà tra il 10 e l'8

elbronco alle 3:07 del 4 agosto 2013 ha scritto:

ascolta attentamente "the battle of epping forest" e vedrai che è un capolavoro

Marco_Biasio (ha votato 8 questo disco) alle 20:56 del 9 dicembre 2008 ha scritto:

Mi piacciono molto di più sia "Trespass" che "Foxtrot". Questo è, in tutto e per tutto, il canto del cigno...

Truffautwins (ha votato 10 questo disco) alle 15:14 del 16 dicembre 2008 ha scritto:

RE:

Trespass è forse ancora acerbo, anche se già si vedono le enormi capacità compositive di Gabriel e Banks. Il canto del cigno è il monumentale The Lamb Lies Down on Broadway. Selling England By The Pound rimane comunque uno dei loro capolavori con Foxtrot e Nursery Crime.

rob alle 19:11 del 4 luglio 2012 ha scritto:

peccato che dopo il cigno ha cantato per altri tre dischi

David_Weltanschauung alle 18:08 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Piccola Puntualizzazione

Da professionista del settore, trovo doveroso puntualizzare un comune 'misunderstanding' riguardo il celebre intro di pianoforte di 'firth of fifth'. La struttura del brano mette in luce una conoscenza approfondita dell'armonia moderna da parte del suo autore: niente di più lontano da una FUGHETTA (!!), ma niente di più vicino alle contemporanee scritture pianistiche e, in particolare, a quelle del compositore Aaron Copland, suppur tecnicamente anni luce diverse dalla prassi del concertismo classico (è in fondo un brano 'semplice', per un pianista....). Vi dice niente? Ricordate 'Hoedown' degli EL&P ? Banks, anziché scopiazzarlo sull'hammond come procedura solita per gli Emerson, ne ha tratto ispirazione per un brano originale che ha letteralmente segnato l'immaginario musicale di tutti noi appassionati, nonostante sia, alla fine, sempre quel 'Rodeo' di emersoniana memoria. E' da notare, inoltre, un sapiente uso del fraseggio, dinamiche e del pedale che, per chi è abituato all'ascolto dei classici, riconosce come decisamente approfondite. Spesso accusato di eccessiva lentezza, in realtà è denso di un'infinità di sfumature e di accortezze tecniche che, purtroppo, passano inosservate per chi si ciba di solo rock e dintorni.... e così libero spazio ad esecuzioni più veloci, apparentemente più virtuose e 'coraggiose', facendo, come sempre, la differenza tra chi finisce sui dischi e chi li ascolta... Mai sottovalutare gli autori... tutto ha una ragione... Di conseguenza, il fatto che sia stato escluso dai concerti, è da ricondursi non all'incapacità di Anthony o all'estrema difficoltà di un minuto di brano, ma alle diverse problematiche logistiche e 'psicologiche' dell'esecuzione di una parte di tale tipologia in un concerto live anni settanta.... un saluto a tutti.

rob alle 19:14 del 4 luglio 2012 ha scritto:

lo sanno anche i muri che tony banks fece un errore su questo intro e da allora non volle più suonarlo. chi conosce i genesis certe cose le conosce perfettamente

PierPaolo, autore, alle 19:33 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Benvenuto David

Da dilettante del settore, posso replicarti che la mia definizione assai spicciola di "fughetta" intendeva riferirsi alla brevita' della intro di Firth Of Fifth (un minuto, appunto), non certo alla sua consistenza musicale che anche per me e' somma. La conferma ufficiale che Banks aveva preferito ometterla nei concerti dopo una sua infelice esecuzione l'ho trovata sull'ottima biografia dei Genesis a cura di Mario Giammetti ("Il fiume del costante cambiamento", Editori Riuniti). Certe parti del tuo commento non sono molto chiare.

conte max (ha votato 8 questo disco) alle 21:58 del 6 gennaio 2009 ha scritto:

scoprii cosa fosse il rock progressivo

Disco bello non omogeneo nella qualità dei singoli brani che lo compongono, ma certi pezzi fanno viaggiare in mondi solo immaginati e questo per me è sempre il massimo che un disco può dare a chi lo ascolta.

Grazie al mio cuginetto Fabrizio che una lontana notte d'estate a Cerveteri mise su il nastro di Foxtrot e poi, quella notte, mi addormentai all'alba.

Old record never die!

Franco (ha votato 10 questo disco) alle 18:58 del 24 gennaio 2009 ha scritto:

Il disco è monumentale, da tramandare alle prossime generazioni. Spezzo una piccola lancia a favore della Battaglia di Epping Forest, se soltanto durasse tre o quattro minuti in meno sarebbe un brano fantastico, l'interpretazione di Gabriel è davvero notevole, con i suoi continui cambi di atmosfere e di timbrica mi ricorda altri episodi analoghi precedenti, vedi Harold the Barrel o Get 'em out by Friday.

After the Ordeal è un brano un pò lezioso, ma nell'insieme non stona troppo, certamente More Fool Me ci sta come i cavoli a merenda, ma in un disco di tale portata queste cadute di tono possono essere perdonate!

Hermann W. Simon (ha votato 6 questo disco) alle 18:04 del 26 settembre 2009 ha scritto:

un parere che probabilmente non piacerà ai più, ma...lo trovo un disco estremamente superato e che dimostra tutti gli anni che si ritrova

rob alle 19:15 del 4 luglio 2012 ha scritto:

e chissenefrega ! la musica non ha età, magari ce ne fossero oggi di dischi cosi superati

luca.r (ha votato 9 questo disco) alle 14:48 del 29 settembre 2009 ha scritto:

disco imprescindibile nella storia del progressive rock (e non solo, probabilmente). Senza dubbio la vetta più alta raggiunta dai Genesis nel corso della loro carriera (imho). Peter Gabriel - pur in un contesto musicale completamente diverso - bisserà questi vertici qualitativi solo anni dopo, nei suoi primi lavori solisti

unknown (ha votato 9 questo disco) alle 11:42 del 25 aprile 2010 ha scritto:

davvero imprescindibile

qui c'e la miglior suite dei genesis a mio parere

firth of fifth

Bellerofonte (ha votato 10 questo disco) alle 14:19 del 28 aprile 2010 ha scritto:

Potete dirmi ciò che volete ma questo a mio avviso li schiaccia tutti i dischi dei Genesis. Questo è il mio disco prog per eccellenza

bart (ha votato 6 questo disco) alle 15:38 del 28 aprile 2010 ha scritto:

Complessivamente inferiore ai precedenti.

Ci sono brani splendidi come Firth Of Fifth (il migliore in assoluto) e The Cinema Show, bellissimo anche l'inizio di Dancing with the Moonlit Knight, mentre gli altri sono di contorno. La peggiore del lotto è invece The battle of epping forest: troppo lunga e disordinata.

elbronco alle 3:14 del 4 agosto 2013 ha scritto:

è una melodia un po' difficile da capire , scusa se te lo dico ma è molto piu' elaborata di tutte le altre messe assieme . Io l'apprezzai per la prima voolta 35 anni fa e da allora è rimasta per sempre la mia canzone preferita.

g.falzetta (ha votato 10 questo disco) alle 20:22 del 3 luglio 2010 ha scritto:

uno degli album più belli mai ascoltati in vita mia

claudio56 (ha votato 8 questo disco) alle 11:37 del 26 settembre 2010 ha scritto:

Il disco meno amato da Peter Gabriel ma credo tra i più riusciti anche se non è forse un capolavoro. Di certo è stato il disco che ha determinato il distacco di Gabriel dagli altri.

ROX (ha votato 8 questo disco) alle 19:22 del 12 gennaio 2011 ha scritto:

io adoro questo disco... solo Cinema Show mi fa gridare al miracolo... però sono d'accordo che Nursery Crime è migliore... invece Lamb lo trovo troppo lungo per piacermi del tutto

rob alle 19:16 del 4 luglio 2012 ha scritto:

se lo adoravi stavi ancora ad ascoltare il solo di chitarra su firth of fifth invece di scrivere

ROX (ha votato 8 questo disco) alle 14:04 del 5 luglio 2012 ha scritto:

tu invece dovresti proprio smettere di scrivere se non rispetti le idee degli altri

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 23:50 del 17 agosto 2011 ha scritto:

Fiat lux et lux fuit!

... è l'eccessiva brillantezza di alcune gemme che finisce per sminuire quella delle altre pietre sempre preziose ... ma purtroppo accostate alle prime ... quando un album suona allo stesso livello forse è un Greatest Hits ... Selling lo è senza esserlo!

dalvans (ha votato 10 questo disco) alle 15:00 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Intramontabile

Il terzo capolavoro dei Genesis

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 15:04 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Idee chiarissime

... dalvans fermati! ... per l'amor di Dio!! ... dacci il tempo di valutare le tue valutazioni!!!

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 9:45 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Chiarimento dovuto

dalvans fermati! … non sta per dalvans smettila! … era solo un invito in diretta, valido solo per quel momento, a dosare i tempi delle tue valutazioni per consentire agli altri di confrontarsi con te, quindi nessuna inibizione da parte mia … anzi apprezzo il tuo entusiasmo e ti faccio i complimenti per la grande varietà di ascolto evidenziata. Se ti servono ti allego anche le mie scuse.

dalvans (ha votato 10 questo disco) alle 11:48 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Per Giuseppe Ienopoli

Non ti preoccupare, ho capito benissimo le tue buone intenzioni e apprezzo le tue parole...

Alfredo Cota (ha votato 6 questo disco) alle 11:06 del primo novembre 2011 ha scritto:

Mai sopportati, questo è il meno peggio: The Cinema Show, però, è un capolavoro

rob alle 19:18 del 4 luglio 2012 ha scritto:

attento che ti recavano disturbo.....non sia mai......una voce molesta come peter gabriel...un chitarrista e un tastierista pacchiani come hackett e banks.....un batterista cafone come collins......mamma mia......insopportabili !

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 22:40 del 5 luglio 2012 ha scritto:

... rob, se ci sei batti un colpo! ... massimo due (?) ...

galassiagon (ha votato 8 questo disco) alle 18:31 del 26 settembre 2012 ha scritto:

è si il capolavoro dei Genesis ma solo per il primo lato che ha una sequenza di 3 brani da urlo. Il secondo mi sembra parecchio pedante.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 22:35 del 26 settembre 2012 ha scritto:

... Selling migliore album in assoluto dei Genesis! ... oltre che per la bellezza dell'intera tracklist anche per la pulizia del suono e la perfezione dell'incisione ... quasi un collaudo ottimale per le casse di qualsiasi impianto ... ho avuto la fortuna di esserci alla presentazione del disco al Palasport di Napoli la sera di mercoledì 6 febbraio 1974 (biglietto n. 333 ... incorniciato e in bella mostra!) ... per chi volesse su youtube esiste un documento audio con foto dell'evento ... dove tra l'altro si riesce a sentire uno spassoso ma desolante siparietto fra un ragazzo napoletano che, alla vista della "bardatura" di Gabriel, non riuscì a trattenere il classico urlo indigeno: - ... ricchiò! ... Pitérr ... tu si ricchione!!... - e Gabriel, inconsapevole, non trovò di meglio che sciorinare una delle frasi di circostanza in italiano e imparate a memoria: - ... grazie mille! ... - ... seppure a tarda notte il napoletano cambiò completamente le sue vedute personali.

CIMI (ha votato 9 questo disco) alle 12:14 del 21 ottobre 2012 ha scritto:

Un capolavoro stratosferico,irrangiungibile

bbjmm (ha votato 10 questo disco) alle 17:25 del 21 ottobre 2012 ha scritto:

Nulla solo GENIALE ! ecco cosa i nuovi gruppi dovrebbero creare ! studiandoli...

glenn dah alle 9:33 del 22 ottobre 2012 ha scritto:

bello ma assai sotto altri capitoli loro (the lamb in primis, poi foxtrot e nursery cryme. e quasi quasi anche trespass)

Fuuton (ha votato 9,5 questo disco) alle 21:06 del 26 ottobre 2012 ha scritto:

Sicuramente l'album più rappresentativo del progressive dei Genesis, l'apice della loro carriera, una pietra miliare e un modello per il prog degli anni futuri. Dancing With The Moonlit Knight, The Cinema Show e Firth of Fifth e sono dei pezzi spettacolari, intensi, quasi magici, personalmente preferisco il primo (che è anche la canzone che mi ha fatto innamorare dei Genesis), ma nei due pezzi successivi Tony Banks dimostra di essere di più di un qualsiasi tastierista di Londra. Tra le altre tracce non mi dispiace soprattutto After The Ordeal, neanche The Battle of Epping Forest sarebbe male se durasse qualche minuto in meno; Mentre il brutto anatroccolo dell'album è purtroppo More Fool Me, che NON andava inserita nell'album, cosa che aveva capito lo stesso Gabriel, rinunciando di cantare quella lagna e scaricando il compito a Collins. Per quest'ultimo motivo non posso dare il punteggio pieno.

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 13:18 del 30 ottobre 2012 ha scritto:

Questo,Trespass, NUrsery Crime Foxtrot e The lamb sono capolavori assoluti. Non mi è riuscito di trovare in 40 anni che ascolto musica un gruppo capace di fare tali album super in pochi,anzi pochissimi anni e per di più uno in seguito all'altro

Totalblamblam (ha votato 7 questo disco) alle 14:13 del 30 ottobre 2012 ha scritto:

Avrai avuto 40 anni di ascolti un po’ strani allora.

Bastano questi se proprio vogliamo restare in tema progressive e coevi per chiudere la partita

1969 In the Court of the Crimson King

1970 In the Wake of Poseidon

1970 Lizard

1971 Islands

1973 Larks' Tongues in Aspic

1974 Starless and Bible Black

1974 Red

brogior (ha votato 7 questo disco) alle 17:49 del 23 marzo 2018 ha scritto:

1970 - Gentle Giant

1971 - Aquiring the taste

1972 - Three friends

1972 - Octopus

1973 - In a glass house

1974 - The power and the glory

Giorgio_Gennari alle 21:46 del 23 marzo 2018 ha scritto:

Oppure, banalmente, i Pink Floyd di Piper ('67), Saucerful ('6, Ummagumma ('69), Atom H ('70)..

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 12:39 del primo novembre 2012 ha scritto:

Permettimi di dissentire. tra il loro primo magistrale disco(in the court...)e tutti gli altri(escluso in parte red)c'é per me una differenza abissale...già il secondo album é la copia sbiadita di itcokc,non c'é una continuità come nei genesis da trespass a trick of the tail. e poi(parere personale)album come island(bello per carità)paragonato a foxtrot selling o nursery scompare..però giustamente ognuno dice la sua

Totalblamblam (ha votato 7 questo disco) alle 22:21 del primo novembre 2012 ha scritto:

Figurati puoi dissentire quanto vuoi ma io mi tengo stretto quei 7 pezzi facili dei KC piuttosto che tutti i Genesis. Per me non c’è proprio match tanto che ancora oggi non mi annoio ad ascoltarli mentre coi Genesis dopo 5 min mi cascano già le palle e devo toglierli dal piatto. Sarà proprio perché ognuno è diverso dall’altro , le formazioni cambiano sempre, e sarà perché hanno quel quid in più che nei Genesis non trovo (basta ascoltare dei live per capire chi sono i veri fuoriclasse). L’unico live ufficiale che abbiamo dei Genesis di quel periodo li vede nella riproposizione fedele dei pezzi in studio e ci si annoia tanto. Come anche negli archivi live la band non fa che riproporre i pezzi tali e quali anche con tempi più lenti e sonnolenti se è possibile. Spesso i momenti più virtuosi vengono anche saltati vedi intro supper’s ready versione live negli archivi . Mai un guizzo, una sorpresa . Inoltre è un cliché dire che in the wake è la fotocopia sbiadita del primo visto che è arrangiato in modo diverso molto più “jazzy” e meno “barocco” del primo. Molto più abrasivo nel sound, infatti il primo lp non rispecchia molto l’anima reale del gruppo a parte schizoid man : Un pezzo come the devil’s triangle vale una carriera per non dire cat food . Che poi ci siano delle similarità è ovvio escono a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro. Se islands come dici tu paragonato a foxtrot selling o nursery scompare io dico che red da solo se li mangia tutti e tre. Quei tre album nella storia del rock sono lavori che lasceranno poco in termini di legacy mentre red è il disco che scardina tutto il rock e non a caso anni dopo si parlerà di post-rock partendo da quel disco . Lì Fripp chiude la prima parentesi andare oltre era impossibile perché l’oltre era stato già superato. I Genesis invece continueranno con pasticci inutili e bolsi come trick of the tail disco di una piattezza disarmante.

E comunque possiamo anche prendere la prima cinquina dei soft machine, dei talking heads, dei ramones per riaprire il gioco…il problema è che in Italia c'è una puzza di stantio che dura da secoli

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 9:29 del 2 novembre 2012 ha scritto:

Non volevo aizzare confronti tra due gruppi che mi piacciono moltissimo ma solo segnalare la grande continuità dei genesis ad alto livello. detto questo l'unica cosa che mi ha impedito che gabriel e soci diventassero il mio gruppo preferito é il loro stile soft,da narratori di storie,come testimonia la 'morbidezza' di firth of fifth. io preferisco suoni duri,e infatti la canzone che preferisco loro é the knife,piú spigolosa e pungente rispetto alle altre. peró sono comunque magici. sui kc ho giá detto quello che penso. mi piacciono molto ma la loro discografia é discontinua,tra perle accecanti ma anche passaggi a vuoto. i talking heads sono dei grandi hai ragione. ma i lynyrd skynyrd spaccano tutti

Utente non più registrato alle 14:39 del 8 novembre 2012 ha scritto:

Selling England by the Pound è un disco elegante e raffinato, forse troppo per le orecchie di qualcuno...

Mi permetto di dissentire sul concetto espresso riguardo alla discografia crimsoniana: non si tratta di discontinuità, ma di ricerca, "progresso", appunto... Ed ancora oggi è una ricerca che fa scuola, anche al di fuori della grande famiglia del rock progressivo...

Cmq i Genesis ed i King Crimson sono entrambi due grandissimi gruppi, difficile ed inutile il paragone...

I KC hanno sicuramente il grandissimo merito, insieme agli inarrivabili Van Der Graaf Generator, di essere rimasti fedeli al Verbo Progressive...

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 18:00 del 8 novembre 2012 ha scritto:

Ma, ad esempio, secondo te Discipline dei King Krimson è fedele al "verbo progressive"?

Utente non più registrato alle 19:17 del 8 novembre 2012 ha scritto:

Assolutamente SI

Totalblamblam (ha votato 7 questo disco) alle 23:48 del 8 novembre 2012 ha scritto:

più che fedeltà a verbi vari i KC sono rimasti fedeli alla qualità della proposta musicale... i genesis poco. hanno pensato più a vendere tonnellate di dischi con la svolta pop e a produrre dischi infimi: due su tutti invisible touch e we can't dance .

glenn dah alle 9:11 del 9 novembre 2012 ha scritto:

i Genesis sono morti nel 75, quello che è successo dopo non conta.

Utente non più registrato alle 13:43 del 9 novembre 2012 ha scritto:

In effetti è così, nulla di quello che hanno fatto dopo potrà mai cancellare l'importanza e la bellezza dei 5/7 capolavori consegnati alla Storia della Musica...

REBBY (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 9 novembre 2012 ha scritto:

5 o 7 cambia eh Nella seconda ipotesi i Genesis sarebbero "ancora vivi" nel 75

Utente non più registrato alle 20:18 del 9 novembre 2012 ha scritto:

Fiscale eeeh!...Infatti secondo me erano vivi e vegeti, almeno fino al '77, anno di "Seconds Out".

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 11:58 del 11 novembre 2012 ha scritto:

assolutamente d'accordo. ma da trespass a trick of the tail hanno fatto solo grandi album...poi l'infima scelta pop,ma ciò non toglie la qualità dei precedenti.

alekk (ha votato 9 questo disco) alle 12:03 del 11 novembre 2012 ha scritto:

ed è chiaro che il confronto genesis/king crimson vale fino al 77,perchè poi mentre i kc non hanno fatto più roba straordinaria ma comunque sono rimasti a buon livello,i genesis una volta scoperto l'oro ci si sono buttati a capofitto,rovinandosi(ma arricchendosi)

bart (ha votato 6 questo disco) alle 20:53 del 9 novembre 2012 ha scritto:

Secondo me non c'è partita. I KC sono nettamente migliori. Almeno quattro album grandiosi:In the Court of the Crimson King (capolavoro assoluto!), Island,Larks' Tongues in Aspic e Red! I Genesis (personalissimo parere ovviamente) hanno un solo capolavoro all'attivo:Nursery Crime. Anche se Foxtrot è di ottimo livello.

Giorgio_Gennari alle 14:10 del 21 marzo 2018 ha scritto:

In effetti i Genesis sono inferiori a Yes, Vdgg e KC. Non ebbero tutto sommato la ricerca della perfezione dei primi, l'oscuro pathos emotivo dei secondi, né la sperimentazione degli ultimi. Ciò nonostante, provando e riprovando testardamente, anche i Genesis crearono notevoli gioiellini prog (una testardaggine che affascinerà molti gruppi a venire, penso anche a quelli italiani)

cnmarcy (ha votato 10 questo disco) alle 20:47 del 13 marzo 2013 ha scritto:

Il finale della recensione è perfettamente condivisibile. Ero un quindicenne quando ho scoperto quest'album e lo farò sentire ai miei figli quando ne avranno quindici. Il miglior album in assoluto e forse non solo dei Genesis.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 18:16 del 15 marzo 2013 ha scritto:

... a me sembra una crudeltà farli aspettare così tanto! ... Selling in conclave fa tristezza ...

progmaniaco64 (ha votato 9 questo disco) alle 23:26 del 6 giugno 2013 ha scritto:

Per me non ci sono dubbi che il superpoker calato dai Genesis dal 70 al 74 non abbia eguali nella storia della musica. Peccato però che siano stati proprio loro ad aver voltato così bruscamente le spalle al loro passato. Hanno perso i due elementi di spicco, va bene, ma anche dal vivo dopo il 1982 hanno suonato solo materiale recente.... se invece andavi a sentire, per esempio, Yes o Jethro Tull ti regalavano sempre i capolavori del passato.

Truffautwins (ha votato 10 questo disco) alle 4:15 del 22 luglio 2013 ha scritto:

Per Gassed&Stoked:

Dei King Crimson conosco discretamente In the Court of the Crimson King, In the Wake of Poseidon ed Islands (li rispetto ma non li amo). I Genesis li amo, ho consumato i solchi di tutti i loro dischi da Trespass a Wind and Wuthering. Ti assicuro che se vogliamo fare paragoni tutti e tre gli album citati sopra dei King Crimson sono inferiori ad uno qualsiasi tra Nursery Crime, Foxtrot, Selling England e The Lamb. Non toccatemi i Genesis altrimenti mi incazzo! E poi, se vuoi, fai pure un paragone tra la discografia di Peter Gabriel e quella di Robert Fripp. Fai la somma e vedi tu chi vince

brogior (ha votato 7 questo disco) alle 17:46 del 23 marzo 2018 ha scritto:

bummmmmmm!

brogior (ha votato 7 questo disco) alle 17:47 del 23 marzo 2018 ha scritto:

carissimo, i gusti sono personali, se a tutti piacessero le stesse cose venderebbe solo un artista e tutti gli altri zero no? Per fortuna non è così e c'è posto per tutti

FrancescoB (ha votato 8 questo disco) alle 10:54 del 18 agosto 2013 ha scritto:

E' vero, si trova qualche riempitivo, qualche pezzo fuori misura, in cui il decorativismo fiabesco diventa un po' stucchevole.

Ma questo, secondo me, rimane il miglior disco dei Genesis, quello più arioso, barocco e stupefacente. I primi mi piacciono un filo meno, qui si trova l'essenza del miglior progressive melodico.

gianni m (ha votato 10 questo disco) alle 14:00 del 12 marzo 2016 ha scritto:

tutti i primi dischi dei genesis, (fino al 1974) quindi anche questo, meritano solo un voto 10/10

tonysoprano (ha votato 9,5 questo disco) alle 20:59 del 8 aprile 2016 ha scritto:

solo una traccia non mi è piaciuta per niente. Per il resto,beh, è un album incredibile

Timeless (ha votato 10 questo disco) alle 2:18 del 26 agosto 2017 ha scritto:

Il mio disco preferito dei genesis, dancing with the moonlight night e firth of fifth sono capolavori immortali.

Per quanto riguarda i riempitivi, non me ne vogliate ma ogni volta che ascolto Know What I Like mi innamoro del basso di Rutherford. More fool me è una canzone senza infamia e senza lode, e devo dire che apprezzo affer the ordeal non poco.

Grandissimo disco, patrimonio del progressive

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 19:07 del 26 agosto 2017 ha scritto:

@Timeless

... stai escludendo The Cinema Show dal "podio" di Selling! ... scherzo, non è un cartellino giallo ... anzi noto con piacere che stai rovistando fra i miei vinili DOP ed evidentemente condivido i tuoi prog gusti e i relativi giudizi.

... in tal senso potrebbe interessarti consultare ... > http://www.storiadellamusica.it/forum/viewtopic.php?t=2920

brogior (ha votato 7 questo disco) alle 17:17 del 10 gennaio 2018 ha scritto:

Vorrei chiedere al recensore, al netto dei riempitivi di cui parla, more fool me e after the ordeal, alla sconclusionata (12 minuti!!) The battle e la canzoncina (perchè di questo di tratta, di classe ma sempre un grimaldello per le classifiche dei singoli è) I know what I like, possibile che un album prenda 10 in virtù di 3 canzoni, FE-NO-ME-NA-LI, d'accordo, ma 28 minuti totali di musica! L'album ai tempi mi piacque molto in virtù di quei 3 pezzi assolutamente mostruosi ma sulla bilancia bisogna metterci tutto il menù non solo una parte

Giorgio_Gennari alle 14:04 del 21 marzo 2018 ha scritto:

Sono l'unico a cui questo piace ben poco rispetto a Nursery e Foxtrot?

brogior (ha votato 7 questo disco) alle 17:44 del 23 marzo 2018 ha scritto:

no, ci sono anch'io

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 23:44 del 21 marzo 2018 ha scritto: