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R Recensione

10/10

Creedence Clearwater Revival

Cosmo's Factory

Parlando dei Creedence Clearwater Revival, si corre il rischio di scivolare nelle più banali frasi fatte: “La quintessenza dell’american sound”, “L’abbecedario del rock n’roll” e via discorrendo. Si tratta però di un rischio inevitabile, perchè i Creedence sono stati anche questo:miscelando influenze di vario tipo (dal soul al country, dal blues al rock n’roll) sono stati capaci di creare un sound inconfondibile, spontaneo ed eccitante, condito da una “mitologia” a base di swamp e bayou che evoca la Louisiana; cosa alquanto singolare, tenuto conto che i nostri sono californiani. Ma nel panorama californiano di fine anni Sessanta diviso tra Jefferson Airplane, Grateful Dead, CSN, tra sballi psichedelici e contestazione politica, i Creedence erano a dir poco dei pesci fuor d’acqua; paradossalmente questo loro essere out of fashion e out of time ha rappresentato il loro punto di forza, e ha reso le loro canzoni impermeabili al trascorrere del tempo e al susseguirsi delle mode, tanto da diventare fonte di ispirazione per numerose band e artisti.

Cosmo’s Factory è il quinto album della band (formata dai fratelli Fogerty, John alla chitarra e voce e Tom alla chitarra; nonchè da Stu Cook al basso e Doug Clifford alla batteria.) e viene realizzato nel 1970 ; l’anno precedente, il 1969, era stato per la band un vero e prorio annus memorabilis , in quanto vide la luce una trilogia a dir poco irripetibile: Bayou Country, Green River, Willie And The Poorboys. Cosmo’s Factory rappresenta l’apice della carriera della band, summa e sintesi della loro arte, della loro capacità di pescare a piene mani nella tradizione del passato per creare qualcosa di nuovo. Tra tutti i dischi dei Creedence Cosmo’s Factory è probabilmente il più vario, quello più “enciclopedico” nello svelare tutte le varie influenze della band, un meraviglioso contenitore nel quale trovano posto rock n’roll anfetaminici alla Chuck Berry come Travelin’ Band,blues da roadhouse come Before You Accuse Me, ballate country (Lookin’ Out My Back Door), galoppate a ritmo di psychobilly (la straordinaria Ramble Tamble, cioè Gun Clubbefore Gun Club) folk ballad dal sapore byrdsiano (Who’ll Stop The Rain), senza dimenticare Up Around The Bend, brano dal riff micidiale, che anticipa molto del power pop di lì a venire. Come nei precedenti dischi non mancano le cover, da Ooby Dooby di Roy Orbison a My Baby Left Me di Arthur Crudup (interpretata anche da Elvis Presley), alla già citata Before You Accuse Me (di Bo Diddley) fino ad arrivare al capolavoro di Marvin Gaye I Heard It Through The Grapevine che diventa uno stravolto e stravolgente tour de force di circa 11 minuti. Ma la palma di capolavoro assoluto del disco è indubbiamente la conosciutissima Run Through The Jungle, probabilmente uno dei pezzi più coverizzati di sempre (dai Gun Club a Lydia Lunch, passando per i Killdozer), archetipo dello swamp blues tipico dei Creedence: distorsioni “apocalittiche” di chitarra, ritmo “paludoso” e un testo che parla della guerra in Vietnam vista dai soldati.

Dopo questo capolavoro, i CCR daranno alle stampe altri due dischi, Pendulum e Mardi Gras, nei quali non mancano buoni spunti (Pagan baby per esempio), ma si riveleranno troppo incostanti, nonchè privi (soprattutto il secondo, senza Tom Fogerty) della “magia” che invece possedevano i dischi precedenti.

V Voti

Voto degli utenti: 9,2/10 in media su 23 voti.
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Cas 8/10
lev 8/10
H2O_LUCA 10/10
dalvans 10/10
mattia8 10/10
REBBY 8,5/10
loson 8/10
zagor 8,5/10
B-B-B 9,5/10
Lelling 9,5/10

C Commenti

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PierPaolo (ha votato 8 questo disco) alle 15:02 del 26 gennaio 2007 ha scritto:

Controcorrente

Ottima recensione. Ho gusti precisi e controcorrente sui Creedence, che mi portano a giudicare "Pendulum" il loro capolavoro. "Cosmo's Factory" lo segue, a distanza.

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 10:42 del 8 dicembre 2007 ha scritto:

concordo pienamente con la frase, seppur banale, "abbecedario del rock": è quella che meglio si presta al gruppo in questione. in particolare questo album riesce ad offrire una fresca e divertente panoramica di tutte le forme che il rock aveva assunto dal '55 al '70.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 10 questo disco) alle 18:53 del 6 dicembre 2009 ha scritto:

discone

Adoro i CCR, li considero la più grande rock band americana, uno dei pochi gruppi veramente indispensabili. Questo disco è stupendo, dall'inizio alla fine, mai un momento di noia. Sembra un Best Of tanto è bello. Dall'iniziale capolavoro Ramble Tamble, passando per la splendida cover I heard it Throuhg Grapevine l'irresistibile Up Around the Bend. Un orgasmo di disco.

amnesia99 alle 14:09 del 7 gennaio 2010 ha scritto:

Who'll Stop The Rain rimane troppo bella e immortale per non issarla agli apici di questo disco... che è uno di quei lavori che puoi incastrare nel lettore CD senza preoccuparti di come farai a toglierlo! E Ramble Tamble, se già da disco tira da bestia, nell'attuale live di Fogerty è pazzesca...

H2O_LUCA (ha votato 10 questo disco) alle 12:52 del 27 aprile 2011 ha scritto:

Sea

Una delle basi di tutto

dalvans (ha votato 10 questo disco) alle 14:39 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Straordinario

Il terzo capolavoro dei Creedence Clearwater Revival

Utente non più registrato alle 10:21 del 12 gennaio 2013 ha scritto:

Uno di quei gruppi-dischi che consiglio sempre a chi conosco...

nebraska82 (ha votato 9 questo disco) alle 20:58 del 19 gennaio 2013 ha scritto:

album rock perfetto. and i wonder, still i wonder who'll stop the rain.....

glamorgan alle 9:15 del 22 maggio 2014 ha scritto:

andrò controcorrente ma il mio preferito è "willy and the Poor Boys", riesco ad ascoltarlo dall'inizio alla fine e ricominciare da capo, di questo ci sono almeno 2 canzoni che non mi fanno impazzire, vale a dire ooby dooby e before you accuse me

zagor (ha votato 8,5 questo disco) alle 14:17 del 22 maggio 2014 ha scritto:

per me è il loro disco più compatto e più coeso, ci sono sia pezzi di presa immediata come "who'll stop the rain" sia episodi più complessi come " run through the jungle".....forse gli manca solo un anthem irresistibile e trascinante come "fortunate son", che è il loro miglior pezzo di sempre. in generale però fino al 72 hanno fatto solo lp di ottima fattura, john fogerty sa come si scrivono grandi canzoni.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 10 questo disco) alle 10:05 del 25 maggio 2014 ha scritto:

Loro hanno questa capacità straordinaria di mettere un po' tutti d'accordo. Magari a qualcuno piace più questo, ad altri Willie o Green River ecc... ma non ho mai incontrato nessuno che abbia detto "oh, ma che schifo questi". Tutti vogliono bene ai creedence...

zagor (ha votato 8,5 questo disco) alle 18:06 del 25 maggio 2014 ha scritto:

e come si puo' voler male a john fogerty? con quella voce poi.....

glamorgan alle 11:27 del 26 maggio 2014 ha scritto:

una delle voci piu belle di sempre, mi piace guardare il video di green river a glastonbury quando john dice piu o meno: non sono molto bravo quando c'è da fare discorsi, siamo qua per il rock'n'roll