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R Recensione

7/10

Subsonica

L'eclissi

I ritorni dei Subsonica sono sempre segnati da un certo grado di attesa: attesa che la band torinese è sempre riuscita, di volta in volta, a soddisfare.

Il nuovo lavoro, “L’Eclissi”, è un treno pulsante di suoni e ritmi che trovano un buon vessillo nella dance cupa e frastornata di “Veleno” e nelle sue pulsazioni tecnofobiche che si reggono sui ritmi vocali serrati di Samuel. Nella composizione, i testi spezzati da costanti loop e synth, melodie veloci assecondate da estenuanti bassi non troppo lontani dai più letali Chemical Brothers con i ritornelli dalla bella armonia stile Subsonica come in “La Glaciazione” .

Sembra che la band si guardi alle spalle ripercorrendosi e rinnovandosi lasciando da parte le digressioni rock di “Terrestre” e immedesimandosi nel viaggio electro già avviato con “Microchip Emozionale” e proseguito con “Amorematico”, ripescando ora solidi groove costruiti sui bombardamenti sonori di Boosta che crea, con la complicità della voce di Samuel, grandi episodi di elettro-pop in “L’Ultima Risposta” e farà felici gli amanti della dancefloor  in “Il Centro Della Fiamma”, dove compaiono anche le prime chitarre.

I testi seguono una scia angosciosa e fredda, a riconfermare la profondità compositiva che i Subsonica hanno raggiunto ormai da tempo, e non manca lo spazio per la ricerca di nuove, vorticose formule verbali in “Quattrodieci”, bene abbinate alle grasse ritmiche che arrivano a martellare i nostri timpani per poi sopraffarli con la jungle di “Piombo”, che richiama il maestro Goldie.

L’impressione è che la band possa davvero far un ottimo dj-set del nuovo lavoro , una sorta di grande party tra dance, elettronica e piccole contaminazioni rock frullate sui paurosi bpm altissimi e infuocati che rendono “L’Eclissi” un disco compatto, ruvido senza sfaccettature pop di alcun tipo se non per i testi che si concedono ancora alle aperture melodiche dell’ asfissiante “Alibi”.

Un viaggio fulmineo e vertiginoso verso un percorso noto ai tanti seguaci della band, ma che ora, trapiantato sulla distanza dei dieci anni, risulta pasradossalmente più attuale ed eccessivo che mai: un altro mattone è stato inserito nel muro sonoro dei Subsonica.

V Voti

Voto degli utenti: 6,6/10 in media su 11 voti.
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.... 8/10
Clap67 7/10

C Commenti

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Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 11:44 del 9 gennaio 2008 ha scritto:

Casasonica a volte delude.

Come da titolo. Album lunghissimo, senza capo nè coda, vuole essere un album elettronico ma non lo è, vuole essere easy-listening ma a volte non lo è, vuole strizzare l'occhio ad un certo rock ma non vi riesce. Un completo fallimento, secondo il mio punto di vista. Già "Terrestre" non mi era granchè piaciuto, ma questo è francamente brutto.

Peasyfloyd alle 16:00 del 9 gennaio 2008 ha scritto:

ammazza a me già terrestre aveva fatto cagare...se questo è addirittura peggio allora non sto neanche ad ascoltarlo

Lezabeth Scott (ha votato 3 questo disco) alle 15:57 del 13 gennaio 2008 ha scritto:

Casa della povertà

E ancora vi stupite (su ondarock ci sono arrivati un po' prima, ma di poco)? Questo gruppo è il più grande bluff messo in piedi dall'industria culturale (in miniatura) italiana. Abili produttori e promotori di se stessi. Vampiri del campionamento analogico. E senz'anima.

BeneBeneBene (ha votato 10 questo disco) alle 1:39 del 16 gennaio 2008 ha scritto:

Casasonica.... e basta.

Si da il caso che "Il più grande Bluff messo in piedi dall'industria culturale italiana" é una band indipendente che ha scelto di lasciare un etichetta discografica(Mescal)perchè voleva vendersi alle major e riempie il Palalottomatica di Roma e il Forum di Assago fottendosene altamente delle promozioni del disco e dei passaggi su mtv. Produce album di qualità internazionale nel salotto di casa continuando a scrivere canzoni originali e piene di idee dopo dieci anni di carriera quasi fosse ancora il primo album. Porta in giro un tour bellissimo e anch'esso pieno di idee fantastiche e di livello mondiale e ha strameritato un premio Grinzane Cavour che definire "culturale in miniatura" è davvero grottesco. L'album è ostico al primo ascolto ma il secondo porta dritto al centesimo.

Piombo e Stagno sono grandiose, l'elettronica è la prima in italia(checchè se ne dica, fatemi i nomi..anzi, provate voi anche solo ad avvicinare la complessità di certi tessuti sonori) e le hit radiofoniche lo sono perchè i Subsonica sono uno dei pochi gruppi in italia che ha ancora il coraggio di fare Belle Canzoni, non banali...Belle.

.... (ha votato 8 questo disco) alle 15:44 del 18 febbraio 2008 ha scritto:

sarà che sono di parte

perchè li seguo da sempre ma ultimamente cosa c'è di meglio in Italia...? Ben poco. Sono d'accordo che Terrestre non si stato uno dei momenti più felici della loro carriera (non a caso arrivò primo in classifica) ma non è possibile tacciare di bluff un gruppo che ha mantenuto una certa onestà intellettuale negli anni. Detto questo l'eclissi è una spanna sopra la media.

simone coacci (ha votato 5 questo disco) alle 23:36 del 27 marzo 2008 ha scritto:

Si, come no. E Madonna (nel senso di Veronica Louise) ha avuto un figlio dall'immacolata concezione. E Berlusconi ci ha regalato un milione di posti di lavoro. E zuncu, lupu e pedu 'u castagnaru, come diceva Antonio Albanese.

Ah si, e i Subsonica sanno suonare!

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 14:54 del 30 giugno 2008 ha scritto:

Li ho visti sudare (e suonare) nei centri sociali, davanti a 30 persone. Erano semplicemente incredibili. Degli alieni. Se oggi sono solo dei "terrestri" o addirittura fanno cagare non lo so e non lo voglio sapere. 6 politico.

Utente non più registrato alle 22:53 del 10 dicembre 2009 ha scritto:

Grande delusione quest'album. Già in Amorematico non si capiva a chi strizzassero l'occhio,qui invece di chiarisi le idee se le sono incasinate di più.

Clap67 (ha votato 7 questo disco) alle 19:06 del 16 novembre 2010 ha scritto:

Ho sempre trovato i Subsonica tra le poche band italiane interessanti dagli anni '90 ad oggi.Il disco non è sicuramente un capolavoro,il passaggio alla EMI non li ha aiutati a coniugare l'ispirazione con la maggior visibilità.Rimangono le caratteristiche salienti che personalmente me li hanno fatti piacere fin dai primi lavorinestà intellettuale,sezione ritmica da spavento,testi a volte poetici spesso ermetici ma funzionali alla tutt'altro che semplice parte musicale.