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R Recensione

8/10

Afterhours

Non è per sempre

La prima volta che vidi gli Afterhours dal vivo, fu nel concerto gratuito al centrale del tennis di Roma. Era il 2004 e l’album di allora era “Quello che non c’è”. Non conoscevo molto di loro, ma quello che avevo ascoltato mi aveva segnato. Lo stadio era mezzo vuoto (impensabile ora) anche se avevano il loro seguito, io non ne facevo parte, ma vedere Manuel Agnelli sul palco ipnotizzare tutti, con un’esecuzione micidiale di “Non si esce vivi dagli anni ‘80”, mi fece provare qualcosa di indescrivibile. Rimasi il tempo di ascoltare “Quello che non c’è” e poi quasi scappai.

Da quel giorno non so a quanti altri concerti ho partecipato, ed ormai conosco ogni pezzo del gruppo milanese.

Non è per sempre” non è sicuramente il loro capolavoro, titolo che spetta senza dubbio a “Quello che non c’è”, ma rappresenta un passo importante per Manuel e soci. La band milanese al tempo, 1999, aveva alle spalle il botto underground rappresentato da “Hai paura del buio ?”, che si era anche timidamente affacciato nel mainstream con la gemma pop “Voglio una pelle splendida”. “Non è per sempre”, con la sua miscela di ballate palesemente pop alternate a graffianti cavalcate rock, riuscì nel difficile intento di rafforzare la posizione della band nel panorama indie nazionale, concedendo loro occasionali scorribande nel circuito mainstream (aspetto che la band svilupperà in futuro).

Se “Hai paura del buio ?”, era stato l’elogio definitivo ai Velvet Underground,  “Non è per sempre” è l’album della liberazione da certe paranoie, in favore di veri e propri inni liberatori, possibilmente da cantare insieme ad un pubblico vero e proprio protagonista dell’evento live, in quest’ottica “Non è per sempre” può essere visto come l’album Fugazi degli Afterhours

Spariscono le asprezze punk del passato a favore di un recupero di certe radici, inevitabili per chi è cresciuto musicalmente negli anni ’80. Il disco si apre scuro, come si era chiuso il precedente, con “Milano circonvallazione  est” , una specie di “State trooper” cibernetica (non a caso omaggiata qualche anno fa dagli stessi Afterhours)  per rischiararsi completamente con la solare ballata “Non è per sempre”, dove un Agnelli dolce come non mai sembra rassicurarsi e rassicurarci da tutti i possibili cattivi pensieri.

Le verità che ricordavo” rappresenta perfettamente gli inni da stadio di cui parlavamo poco fa, sembra vederlo Manuel agitarsi sul palco come un novello Guy Picciotto, mentre la folla canta a squarciagola questa sequenza di slogan contro il perbenismo. “Oppio”riporta la band milanese nei territori psichedelici che tanto avevano percorso negli esordi, mentre la successiva “Non si esce vivi dagli anni ‘80” ci riporta nella folla urlante dello stadio con un testo se possibile ancora più diretto.

Baby fiducia” e “Bianca” rappresentano una novità nelle sonorità della band, sembrano le prove di una possibile fuga cantautorale di Manuel mentre “Tutto fa un po’ male” è Afterhours’s sound al cento per cento.

In “Superenalotto” e “L’Estatè” troviamo invece timidi segni di quello che sarà il futuro immediato degli Afterhours (“Quello che non c’è”) soprattutto nelle trame chitarristiche di Iriondo.

Proprio in fondo al disco troviamo “Cose semplici e banali”, altro perfetto esempio di panegirico rock e vera e propria scintilla live in quelle rare volte in cui Agnelli e soci la presentano nei loro show.

 

V Voti

Voto degli utenti: 6,8/10 in media su 15 voti.
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FeR 2/10
MinoS. 8/10
leax 8/10
wascimo 5,5/10
loson 7/10

C Commenti

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Norvegese (ha votato 7 questo disco) alle 9:22 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

per me il vertice degli After è "Hai Paura del Buio?", anzi, "Quello che non c'è" non mi piace neanche più di tanto...questo è sicuramente un buon album, ma inferiore a quelli che lo precedono..e ho sempre disprezzato "Non è per Sempre" (la canzone), melodia estremamente commerciale e ammiccante, e Agnelli che fischietta il motivo poi è il culmine!

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 10:08 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

Io credo che questo disco abbia aperto un periodo di crisi nel gruppo. Avevano decisamente sfondato in ambito indie con "Hai paura del buio?" e qui hanno tentato di fare un passo in più verso un pubblico più ampio. " Baby Fiducia", "Bianca" e "Non è per sempre"(la canzone) si spiegano solo così. Non mancano dei bei pezzi ("Tutto Fa un Po' Male", "L'Estate") e una buona ballata ("Oceano di Gomma", anche se è una estensione di "Pelle"... stessi accordi...), ma per il resto è un disco poco a fuoco perchè voleva essere "cerchiobottista", come dicono i politicanti. Da questa "sbandata" nasceranno l'addio di Iriondo, il viaggio in India di Agnelli con Emidio Clementi e la successiva svolta di "Quello che non c'è"... Disco comunque importante nella storia degli Afterhours, come giustamente nota la precisa recensione di Patrizio.

hiperwlt (ha votato 9 questo disco) alle 10:41 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

io non guardo il tramonto sentendo le voci, penso solo che dio ha un bell'impianto luci

anch'io ho perso il conto dei live, ormai (siamo oltre la quindicina, o giù di lì). album sicuramente meno "tormentato" rispetto a ciò sta appena dietro e, sopratutto, a ciò che verrà tre anni dopo. è un album più arioso, aperto com'è alla melodia: "non è per sempre", "bianca", "baby fiducia" sono gli esempi più lampanti. non mancano i brani "laceranti" ("oceano di gomma", una delle composizioni più struggenti scritte dagli after...quasi da doverne starne alla larga dopo un po' di ascolti; "l'estate"), "sperimentali", entro il "contesto" di "non è per sempre" ("milano circonvallazione esterna" - quattro e mezzo di mattino...- ; "oppio")e veri e propri inni da, per ora, palazzetto ("l'inutilità della puntualità"; "non si esce vivi dagli anni 80). sulle liriche non mi dilungo, le adoro e scriverei un papiro. non so scegliere tra "tutto fa un po' male" e "cose semplici e banali", le mie preferite. bel lavoro Patrizio

ozzy(d) (ha votato 6 questo disco) alle 12:52 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

disco onesto e niente più, la krauta "milano circonvallazione esterna" e "non è per sempre" il meglio. quanto è stata profetica "non si esce vivi dagli anni 80", dodici anni dopo ecco i white lies e i loro fan.

Peasyfloyd (ha votato 7 questo disco) alle 18:51 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

non è uno dei miei preferiti, ma rimane il buon disco pop degli After. Il capolavoro del gruppo cmq è senz'altro Hai paura del buio?

bargeld (ha votato 6 questo disco) alle 19:00 del 3 febbraio 2011 ha scritto:

Si, sono decisamente con Fabio, disco importante per la loro carriera (di cui costituisce un vero e proprio giro di boa), ma per quanto mi riguarda uno dei punti più bassi della band. Certo, Non si esce vivi dagli anni '80 mi esalta ancora oggi. Riguardo i lives, avevo già detto altrove che Agnelli e soci sono il gruppo che ho visto di più dal vivo di sempre, dopo le venti volte ho smesso di contare, complici i miei eccitantissimi quindici anni di età all'epoca dell'uscita di Hai paura del buio?, e la prima volta eravamo in sedici in una piazzetta laggiù nel profondo sud. Bei tempi, cazz, scusate le divagazioni

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 17:23 del 8 febbraio 2011 ha scritto:

Cose Semplici E Banali

E' l'album della definitiva affermazione di Agnelli & co. (e purtroppo l'ultimo con Iriondo): un pop-rock alternativo che di rado graffia come in passato (l'anthemica "Non Si Esce Vivi Dagli Anni Ottanta", "Tutto Fa Un Pò Male"). "L'Estate" e "Oceano Di Gomma" le ballad migliori, abbastanza ruffiana "Baby Fiducia" (sembrano i Pooh che coverizzano gli Stones). "Germi" e "Hai Paura Del Buio?" inarrivabili.

wascimo (ha votato 5,5 questo disco) alle 12:03 del 7 ottobre 2012 ha scritto:

per me il più bello e intenso degli afterhours e ballate per piccole iene... seguono hai paura del buio e germi...

Mattia Linea (ha votato 7 questo disco) alle 16:08 del 14 agosto 2014 ha scritto:

Buon disco. Assolutamente non ai livelli dei due precedenti ("Germi" e "Hai Paura Del Buio?"), sia per carica musicale sia a livello di testi. Ci sono comunque grandissimi pezzi come "Bianca" e "Non E' Per Sempre".