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R Recensione

8/10

Judas Priest

Painkiller

I Judas Priest sono la dimostrazione di come non sempre i migliori dischi di un gruppo debbano essere necessariamente partoriti nei primi anni di carriera. Quando esce Painkiller siamo nel 1990. I Priest hanno alle spalle vent'anni di attività, e l'età media dei suoi componenti si aggira intorno ai quaranta. Assieme ai soliti quattro si unisce un nuovo batterista, l'ennesimo. Si tratta di Scott Travis, proveniente dai Racer X. Con il suo stile potente e incisivo contribuirà in maniera importante al suono dell'album.

Painkiller è uno dei loro prodotti migliori. Anzi, forse è il migliore. Secondo qualcuno rappresenta una rinascita artistica, che riscatta qualche passaggio a vuoto dopo la pubblicazione di Screaming for Vengeance, altra opera capitale della formazione.Sicuramente è l'album più metal prodotto dalla band fino ad allora. Ed è uno dei più grandi album metal della storia, capace di non sfigurare affatto di fronte ai migliori lavori dei Metallica o Iron Maiden.

Mai i Priest erano stati così aggressivi. In ogni loro album, infatti, c'era sempre stata una componente hard rock, mentre qui ci troviamo di fronte ad un disco di vero heavy metal. Diretto, senza fronzoli.

Le orecchie dell' ascoltatore vengono martellate da una serie di brani dallo spessore sonoro devastante. Dalla traccia d'apertura fino all'ultima si alternano in maniera spettacolare gli acuti di Halford, gli assoli micidiali dei due chitarristi e le bordate percussive del nuovo arrivato. Solo "Touch of Evil", solenne power-ballad dai toni maestosi, concede un scampolo di melodia. Difficile stabilire quale sia il pezzo migliore. Da "Painkiller" a "Hell Patrol",da "Between The Hammer & The Anvil" fino alla chiusura in grande stile con "One Shot At Glory" (solo per citare quelli che stanno una spanna sopra il resto), tutti i brani contribuiscono a fare di questo album una pietra miliare del genere.

All'interno del gruppo, però, le tensioni crescono. Il cantante e il resto della band iniziano a litigare pesantemente e si sciolgono poco dopo. Halford (forse l'unico cantante metal ad aver dichiarato pubblicamente la sua omosessualità) verrà sostituito da Tim Owens, per poi tornare una decina di anni dopo. Il vecchio prete inglese continua ancora oggi a pubblicare dischi e a calcare i palcoscenici di tutto il mondo.

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Voto degli utenti: 8,6/10 in media su 14 voti.
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B-B-B 10/10
Mushu289 10/10
Lelling 10/10
luca.r 3,5/10

C Commenti

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zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 18:41 del 15 settembre 2014 ha scritto:

"this is the painkiller"....poco da aggiungere sulla band heavy metal per antonomasia e questo e' ancora un gran disco

Totalblamblam alle 14:19 del 16 settembre 2014 ha scritto:

zagor io in judas, maiden e compagnia bella di heavy non ci sento nulla. è metallo ma non heavy.il disco non lo voto è un genere il metal che non mi ha mai stimolato negli ascolti.troppo coatto ghhhg

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 14:55 del 16 settembre 2014 ha scritto:

Quali sono per te i gruppi heavy metal?

Totalblamblam alle 15:03 del 16 settembre 2014 ha scritto:

ovvio poison e venom ....dai su diciamocela tutta la storia . queste band metallare di heavy non hanno nulla . c'è più heavy metal in molte band industrial ..perfino the drift di scott walker è più heavy e metal di qualsiasi disco dei maiden. fripp fa del sound vero heavy metal . se poi i cliches e stereotipi fanno la sostanza del metal ok mettici dentro tutte le band heavy metal che conosci tu.

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 15:15 del 16 settembre 2014 ha scritto:

Per me il gruppo heavy metal per antonomasia sono i Metallica, senza discussione! Penso che siano irraggiungibili, soprattutto per quello che hanno fatto nei loro primi tre album. I Venom mi piacciono, i Poison non li conosco e Drift non l'ho mai ascoltato. Infine, credo che Fripp sia uno dei chitarristi più geniali ed eclettici della storia. Red può essere considerato un disco quasi metal.

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 14:14 del 16 settembre 2014 ha scritto:

I brani sono tutti uno più perfetto dell'altro. Secondo me il 10 è d'obbligo. Ottima recensione!

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 15:18 del 16 settembre 2014 ha scritto:

Grazie per il complimento. Dare 10 a questo disco mi sembrava esagerato. Sulle recensioni devo certamente migliorare.

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 17:57 del 16 settembre 2014 ha scritto:

Di nulla! Ed ovvio, riguardo al 10 è tutta un opinione personale, secondo me questo è uno dei migliori album metal di sempre.

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 18:17 del 16 settembre 2014 ha scritto:

Su questo sono pienamente d'accordo.

Marco_Biasio alle 14:09 del 21 settembre 2014 ha scritto:

Painkiller è uno dei miei pezzi heavy metal preferiti di sempre. I Judas Priest però non mi sono mai piaciuti. Recensione buona perché sintetica.

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 14:40 del 21 settembre 2014 ha scritto:

Forse troppo sintetica. Qualche riga in più ci poteva stare. Comunque grazie.

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 8:52 del 26 settembre 2014 ha scritto:

Il Metal è come il comunismo. Se ci sei ancora dentro superati i 25 anni, hai qualche problema. Parola di un ex-metallaro (nel senso che ascoltavo tanto tanto metal, per il resto ero insospettabile) e di un ex-comunista, che però ha, nonostante tutto, ancora un sacco di problemi. Questo disco mi piaceva un sacco.

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 15:49 del 26 settembre 2014 ha scritto:

Io ho 32 anni e ascolto metal da quando ne avevo 19. A quell'età pensavo davvero di essere comunista, poi ho smesso di crederlo. Ma non ho smesso di ascoltare metal. Non credo però di avere seri problemi. Forse ce li avrei se ascoltassi solo quello. Per fortuna nel corso degli anni ho allargato i miei orizzonti musicali. Adesso ascolto un pò di tutto.

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 16:01 del 26 settembre 2014 ha scritto:

capita anche a me di ascoltare ancora metal (ieri mi sono trovato d'avanti Kill em All e non ho resistito)...chiaro che scherzavo però con la frase a effetto, per quanto metallari e comunisti della mia età (ne ho 34) quando li vedo penso, minchia questi, ma dove vivono?

ProgHardHeavy (ha votato 10 questo disco) alle 16:54 del 26 settembre 2014 ha scritto:

A mio parere, non cambia nulla l'età, tutti possono ascoltare quello che vogliono e pensare quello che vogliono.

bart, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 16:56 del 26 settembre 2014 ha scritto:

Tutti possono ascoltare quello che vogliono. Certamente! Però se dopo i trent'anni ti comporti come un metallaro sfegatato rischi di essere ridicolo.

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 17:10 del 26 settembre 2014 ha scritto:

in principio è vero, anzi, sacrosanto... ma nella realtà ci sono tante sfumature, alcune grottesche...alcune più romantiche.In genere però si nota maggiormente il grottesco (tipo il 50enne panzone pelato ma col codino che si sloga la testa con i Pantera)...è un pò come la religione, ti ci rifugi dentro nel momento del bisogno oppure è un rifiuto del voler diventare grandi, sotto tutti i punti di vista, inclusi i gusti musicali.

PetoMan 2.0 evolution alle 11:28 del 27 settembre 2014 ha scritto:

Io non riesco a capire cosa avrebbero di strano i metallari, alla fine sono dei gran bravi ragazzi con comportamenti assolutamente normali

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 15:32 del 30 settembre 2014 ha scritto:

...a me a dire il vero fa più paura l'ingegnere con il marsupio a tracolla che gli sta davanti...

PetoMan 2.0 evolution alle 11:36 del 27 settembre 2014 ha scritto:

Sicuramente uno dei classici dell'heavy metal. Come già ebbi modo di dire, personalmente sono più dalla parte dell'hard rock, o del metal old school di fine settanta/inizio ottanta. Dei Judas Priest infatti preferisco i primi album, fino ad Unleashed in the East, che probabilmente è il mio preferito; questo è già un po' troppo "estremo" per le mie orecchie, pur sapendo che poi ci son cose ben più estreme di questo Comunque è una pietra miliare senza dubbio.

PetoMan 2.0 evolution alle 11:59 del 2 dicembre 2014 ha scritto:

Il riff di A touch of Evil, che tra l'altro è la mia preferita qui (sarà un caso?), mi sembra che paghi un bel tributo a Wanton Song dei Led Zeppelin... giusto così per dire, visto che si parla sempre dei loro plagi e poco invece di tutte le volte, e sono tantissime, che sono stati loro ad essere presi a modello...