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R Recensione

7/10

Wild Nothing

Gemini

Di rivisitazioni del pop indipendente anni ‘80 ultimamente ne sono uscite a bizzeffe, ma forse ancora nessuna con la copertura di questo “Gemini”, pubblicato a nome Wild Nothing ma interamente scritto da Jack Tatum, dalla Virginia. Gemelli, ad ascoltare, pare che siano l’oggi e lo ieri, tanto il tempo sembra essersi fermato al 1988 e dintorni: le dodici canzoni formano un Bignami sospeso tra pastelli jingle-jangle e morbidezze electro-pop, Cocteau Twins incrociati ai Field Mice e filtrati da suoni Slumberland, con quel gusto di annacquare melodie sognanti in strati gentili di rumore che allora era la modernità. Oggi è cosa tritissima, ma comunque capace di entusiasmare.

Perché, alla fin fine, in questi anni myspaceosi e Ipoddofili in cui è la singola canzone a fare testo più del disco intero, se un album infila almeno 4-5 grandi pezzi è già degno di massima stima, mancasse anche di tutte quelle qualità ‘strutturali’ che ci vogliono per fare un grande disco. Ecco, sia chiaro: quelle qualità, qui, mancano. “Gemini” scorre discontinuo e zoppicante, intrecciando generi e rimandi senza ordine, procedendo in modo disorganico e con l’unico fil rouge di un citazionismo alla luce del sole, e non si fa neppure mancare cadute semi-dilettantistiche da skippare senza remore (“The Witching Hour”, gioco eccessivo con il lo-fi e le stonature, ma anche pezzi come “Drifter” e “Pessimist” si sciolgono dopo due ascolti).

Epperò. Poi si incappa, a disco già avanzato, in una “Chinatown” deliziosa, e la tentazione di storcere il naso si volatilizza all’istante: screziature da synth-pop estremo-orientale stile Erasure, melodia dreamy killer, basi eighties pura, e non ce n’è per nessuno. Ed è questo quanto “Gemini” può offrire: una manciata di pezzi pop eccellenti. Come la title-track, in odore di New Order con tanto di Hook al basso, o come “Summer Holiday”, che impressiona da quanto sembra un out-take dal disco dei The Pains Of Being Pure At Heart. “Bored Games”, poi, si distende su campate electro-shoegaze che funzionano da ricostituente, come dei Cold Cave anestetizzati con le caramelle (e con gli M83), mentre “Confirmation” unisce The Wake e The Cure in una miscela solo un poco lo-fizzata. Ma forse l’apice è “O Lilac”, cioè Bradford Cox che si applica su una melodia dei La's, o roba simile. Insomma, uno spettacolo pop di quelli da cantarsi dalla mattina alla sera.

Per nostalgici e per chi si accontenta di togliere i brani migliori dai dischi così così. Cioè, a ben vedere, per molti.

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Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 19 voti.

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salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 13:53 del 14 giugno 2010 ha scritto:

Mi sa tanto che questo è il disco che stavo aspettando in questo 2010 e che nessuno mi aveva ancora dato (radio dept., in primis)... Vediamo come va con gli ascolti... Per il momento, mi sembra un discone (da top ten di fine anno, insomma). Due paroline sul video di chinatown, incantevole e tristissimo: ho scoperto che è tratto da un cortometraggio del '68 di Richard Balducci girato a Montmartre, "Clown". Mi ha ricordato "le ballon rouge" di Lamorisse... Me lo devo procurare assolutamente!

Grazie Fra' per la recensione/segnalazione!

Una mezza stelletta in più, però...

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 15:45 del 14 giugno 2010 ha scritto:

Ascoltati i 2 brani qui proposti a me viene in

mente l'esordio degli It hugs back o i citati

... pure at heart. I Radio dept. magari ci

azzeccano con gli altri brani dell'album, non so.

Che faccio Francesco, vado o non vado?

target, autore, (ha votato 8 questo disco) alle 15:51 del 14 giugno 2010 ha scritto:

Sì, Rebby, vai: 3-4 brani per le tue famigerate 'miste' secondo me li trovi ("O Lilac" soprattutto), anche se il disco nel complesso non è memorabile (ah daniè, sai che qua dentro sono tra i più sparagnini!). "Summer holiday" è puri ...Pure At Heart, ma suona come nessun altro pezzo del disco. In realtà tutte le canzoni sono abbastanza isolate l'una dall'altra, col solo fil rouge dell'indie-pop '80. Immaginati una sorta di compilation più che un disco vero e proprio...

Cas alle 22:18 del 15 giugno 2010 ha scritto:

dischetto davvero delizioso, ottimo consiglio come al solito (per noi nostalgici ovviamente...)! una rivisitazione molto alla Beach House secondo me, anche se un pò più vivace.

per i duri e puri consiglio anche "Seconds" degli Electric Pop Group: puro revival

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 23:22 del 15 giugno 2010 ha scritto:

RE:

Grande Cas!!! Ovviamente io "seconds" l'ho già "divorato"... Ma si sa che io sono un duro e che ascolto solo musica da duri D'altronde tutto il catalogo matinée è musica da duri...

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 17:50 del 16 giugno 2010 ha scritto:

per adesso disco pop dell'anno

e mi sbilancio a tal punto dopo soli 3 ascolti (peraltro quasi consecutivi). L'ho trovato di una piacevolezza e di una freschezza straordinarie! Ovviamente derivatissimo e non originale, come il target ha ben messo in evidenza, però una serie di brani davvero notevole. non condivido il giudizio sulla disomogeneità, io l'ho trovato bello compatto e privo di cadute. Ci sta l'8 pieno!

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 18:45 del 16 giugno 2010 ha scritto:

Io rilancio ulteriormente: ma lo avevo giò detto che mi aveva esaltato assai. Eccezionale, davvero! Speriamo non svaniscano...

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 22:03 del 9 febbraio 2011 ha scritto:

RE:

D'accordissimo con Daniele83

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 23:29 del 13 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE:

Ma chi è Daniele_83? Ah giusto sono io... Sì sì hexhen, davvero un grande piccolo capolavoro, questo. Lo ascolto tuttora alla grande. Però io il primo radio dept. lo trovo "emotivante" eccome!!!

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 18:08 del 14 febbraio 2011 ha scritto:

RE: RE: RE:

Non saprei...il primo dei Radio Dept l'ho ascoltato (vabbè devo dire non moltissimo) ma l'ho trovato un pò "monotono",non c'è neanche un brano che mi sia rimasto impresso,può anche darsi anche che non gli abbia dato il giusto "peso"...forse dovrei ascoltarlo più approfonditamente...

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 20:15 del 16 giugno 2010 ha scritto:

enno ragazzi, così mi fate sprecare slot di ascolto! a parte gli scherzi, le loro melodie sono piacevoli, ma le ho trovate un po' troppo frivole per i miei gusti. E anche a me è sembrato un po' troppo discontinuo, preferisco di gran lunga il pop dei Beach House. Tra l'altro, le voci dei Wild Nothing le trovo piuttosto fastidiose. Il disco pop dell'anno rimane quello dei Groove Armada Peasy, e la tua crociata contro la "musica da frocetti"? questa non mi è sembrata musica da uomini duri eh

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 20:18 del 16 giugno 2010 ha scritto:

questa è squisita musica da adolescenti e da disperati d'amore, il che è tutto fuorchè esser frocetti, è segno piuttosto di sensibilità emotiva ))

synth_charmer (ha votato 6 questo disco) alle 20:19 del 16 giugno 2010 ha scritto:

RE:

Nooooo sensibilità emotiva? Io quando sono disperato d'amore metto Chopin, peasy sono poco sensibile?

Peasyfloyd (ha votato 8 questo disco) alle 20:24 del 16 giugno 2010 ha scritto:

e mica ho detto che c'hanno l'esclusiva sulla sensibilità emotiva...

loson (ha votato 8 questo disco) alle 20:34 del 16 giugno 2010 ha scritto:

Sembrate Dolce e Gabbana che bisticciano, tesorine mie! ;D Il disco lo ascolto stasera per la prima volta, e non nascondo di avere aspettative ragguardevoli, considerati i tanti pareri positivi. Boh, staremo a sentire...

Dr.Paul (ha votato 7 questo disco) alle 21:13 del 19 giugno 2010 ha scritto:

eh! bello, devo dire che chinatown nn mi aveva invogliato molto....7

bark73 (ha votato 8 questo disco) alle 22:29 del 21 giugno 2010 ha scritto:

lo adoro....scorre via liscio e piacevole.

Non sarà un capolavoro e ci sono alcuni pezzi decisamente sottotono rispetto alla totalità del lavoro ma nel complesso è un disco da non lasciarsi scappare

loson (ha votato 8 questo disco) alle 14:57 del primo luglio 2010 ha scritto:

Davvero B-E-L-L-I-S-S-I-M-O, non riesco a staccarmici. Certo, Tatum ha raccattato a piene mani da Durutti Column, Field Mice, i Cure di "Seventeen Seconds" e (soprattutto) Wake, ma che risultati, signori... Almeno quattro brani sono indimenticabili, da scrigno personale: "Confirmation", "The Watching Hour" (la modulazione del refrain chitarristico è impagabile), la Title Track, e infine il commovente, delicatissimo omaggio a Johnny Marr di "Our Composition Book". Poker d'assi a parte, il resto del disco per me non è affatto disomogeno, e anzi si assesta su ottimi livelli. Le melodie sono semplici eppure ingegnose (acutissimo il riferimento ai La's per "O, Lilac", Francesco!), e il suono è rarefatto, artigianale ma curato, a suo modo originale. Adoro il modo in cui risaltano certe timbriche "scampanellanti" ("Live In Dreams", ancora "Our Composition Book"), o come il piattino della batteria balzi da un canale stereo all'altro nella spensierata "Summer Holiday". "Gemini" è un disco che irradia un calore "distratto", ma nel quale ti senti al sicuro, come nel grembo materno. Non so se tutto ciò sia salutare (almeno nel mio caso), ma la consolazione di una lacrima sulla guancia raramente mi è parsa così appagante.

Totalblamblam (ha votato 6 questo disco) alle 15:57 del primo luglio 2010 ha scritto:

un po'

leggerino per me e mi stufa risentire the cure again sorry

6 politico

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 10:10 del 10 agosto 2010 ha scritto:

"pezzi come Drifter e Pessimist si sciolgono dopo due ascolti"

Orpo, se hai ragione Francesco! Si sono talmente

sciolti che sono spariti persino dalla tracklist

qui sopra eheh Concordo anche sul fatto che nel

complesso sia disco non memorabile. Per le mie

miste ce ne sono due: Summer holidays e O lilac.

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 19:16 del 14 novembre 2010 ha scritto:

Caspita... questo cd è stato per me amore incondizionato a primo ascolto e continua a piacermi infinitamente. Sicuramente tra i miei preferiti di quest'anno. Tra l'altro, spero di poter contare su di loro anche negli anni a venire... vorrei diventassero una certezza....

Sull'amatissimo e ragionevolessimo e obiettivissimo Pitchfork ho trovato questa versione live di Chinatown (mia canzone preferita dell'album): http://pitchfork.com/tv/pov/wild-nothing/#3-chinatown

E' divertentissimo: ci sono 6 telecamere e la possibilità di spostarsi a proprio piacimento sul palco...

folktronic alle 19:42 del 14 novembre 2010 ha scritto:

due pezzi carinissimi...il secondo ha dei rimandi a Murmur dei Rem...

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 21:34 del 7 febbraio 2011 ha scritto:

Una ventata di emozioni

Canzoni come Chinatown,Live in Dreams e Summer Holiday credo che difficilmente se ne andranno dalla mia memoria...melodie meravigliose che evocano mille pensieri,l'album devo "approfondirlo" ulteriormente ma già ha promesso più che bene,difficilmente negli ultimi 10 anni ho trovato canzoni che mi avessro colpito così emotivamente certo ci sono pezzi giù di tono ma questo disco a mio parere non merita assolutamente meno di 8 e se continuerà su questa strada Jack tatum farà grandi cose (come ha dimostrato in questo disco).ho provato ad ascoltare il primo dei Radio Dept ma li ho trovati troppo statici,monotoni ed "elettronici" a differenza dei Wild Nothing,credo che dovrà passare ancora molto tempo prima di trovare qualche altro gruppo così "emotivante"

4AS (ha votato 7 questo disco) alle 15:53 del 20 febbraio 2011 ha scritto:

Ascoltando i primi 2 pezzi si grida al miracolo: "Live In Dreams" (che, per come è strutturata, mi ricorda "Some Girls Are Bigger Than Others" degli Smiths) e "Summer Holiday" sono stupefacenti. Trasmettono allegria e malinconia allo stesso tempo. Poi proseguendo c'è qualche riempitivo ma mai scivoloni grossolani. Una piacevole scoperta