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R Recensione

6,5/10

Chet Faker

Thinking In Textures

Che sia un perfezionista è innegabile. Forse fin troppo. Qualcuno direbbe che per campare di musica dovrebbe rilasciare un album all'anno - a discrezione della qualità ovvio - più che giusto. Lui per pubblicare il suo disco d'esordio ha impiegato 8 anni, per perfezionare al meglio quanto prodotto negli anni.

Lui è Chet Faker che proprio in questi primi mesi del 2013 ha portato alla luce il suo disco d'esordio Thinking in Textures.

Il nome (d'arte) riprende quello del suo idolo musicale Chat Baker. Ma a dire il vero nemmeno il suo reale nome gli dispiaceva: Nick Murphy. L'inconveniente era un omonimo troppo ingombrante, un musicista di Melbourne. Così decise che Chet Baker fosse il nome adatto per portare avanti il suo progetto elettronico.

Elettronica, ma anche pop. Il disco è pur sempre un EP che, ci auguriamo, sia un indizio di ciò che sentiremo in un eventuale prossimo album.

Influenze soul (Terms and Conditions), future-beat (Cigarettes and Chocolate). Anche retaggi down-tempo (Love and Feeling, Jeans & Wallet) ma anche la sussurrata North, quasi arpeggiata, che chiude poi con una coda elettronica.

Trasandato quasi quanto un Fitzsimmons, elegante nella voce come un Blake lo si promuove rimandandolo ad un giudizio più esaustivo al prossimo album.

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Voto degli utenti: 7,8/10 in media su 2 voti.
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Pankow89 8,5/10

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