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R Recensione

7,5/10

Giancane

Ansia e Disagio

Il nuovo lavoro di Giancane (Giancarlo Barbati de Il Muro Del Canto) colpisce subito al primo impatto, prima ancora di ascoltarlo. Capita sempre più raramente infatti di trovarsi di fronte ad idee grafiche particolari e intelligenti per la confezione dei cd, e quella scelta per “Ansia e Disagio” centra nel segno. Si tratta della riproduzione fedele di una copia della Settimana Enigmistica, con tutti i suoi classici giochi (rebus, cruciverba, indovinelli), qui ispirati alle canzoni del disco. Ma il contenuto del disco non è da meno, sia per i testi, sempre sarcastici e pungenti, che per le scelte musicali, che spaziano dal rock blues di “Intro”, aperto da una bella chitarra slide, alle sonorità synth pop anni ’80, dalle ballad più cantautorali alla classica dance. Il tutto però giocato sempre con una buona dose di ironia.

E’ così che in “Limone”, per prendersi gioco del ritorno di moda degli anni ’80 e della musica dell’epoca (Vasco, Stadio, 883, Duran Duran), Giancane ricorre proprio al synth pop tipico di quegli anni (anni fatti di droga, AIDS, Postalmarket). Finalmente qualcuno ha il coraggio di raccontare l’altra faccia di quegli anni, vero e proprio buco nero del XX secolo. Giancarlo Barbati ricorre più volte nel corso del disco, in maniera splendida, a questi suoni fatti di synth e tastiere elettroniche. Li ritroviamo in Disagio”, dove racconta le tante situazioni in cui ci si trova a disagio in mezzo ad una popolazione che sembra fatta per lo più di analfabeti funzionali. Un pop travolgente, uno di quei brani che dal vivo faranno saltare in aria anche le sedie. E ancora grande pop è quello di “Non Sono Ricco”, in cui si prende in gioco di mode e tendenze (sushi, cosplayer).

Non è facile usare l’arma dell’ironia su temi seri, e il cantautore romano ci riesce in maniera egregia sia nel rockn’roll swing “Adotta Un Fascista” (composta e cantata con il collega Lucio Leoni), che in “Odio I Bambini”, una ballata con un ritornello esplosivo, dove la sensazione di disagio nasce dall’essere circondati, in ogni situazione, da bambini maleducati, che sognano di fare da grandi gli youtubers o la trap, bambini che a due anni sono già stronzi, prendono tutto dal papà.

Non manca la canzone d’amore alla Vasco o Ligabue, “2 Volte 6”, con tutti i dettagli al posto giusto: la solitudine, l’abbandono, i violini, solo che qui l’oggetto di così tanto amore è una birra. Geniale. Tra i tanti luoghi comuni presi di mira, non manca neanche la canzone di Natale, “Buon Compleanno Gesù”, con tanto di zampogna e fisarmonica, tra nonne che cadono, zie con cani rompiscatole, cugini problematici e zii ubriachi.

Il finale del disco è tutto dedicato alle danze: in “Ipocondria”, una splendida pop song impreziosita dal featuring del rapper Rancore, dominano ancora i synth anni ’80 tornati di moda con il nuovo indie pop italiano. Il ritmo accelera e si trasforma in “Ipocondria Pt. 2”, un brano disco che si collega direttamente alla cover finale del lavoro, “L’Amour Toujours” di Gigi D’Agostino (non è l’unica cover del disco, è presente anche una traccia nascosta, alla fine del cd, che lasciamo scoprire a chi comprerà il cd).

Giancane si diverte a prendere in giro non solo i luoghi comuni del nostro vivere quotidiano, ma anche quelli musicali (la canzone d’amore alla Vasco, il “finto indie pop” alla TheGiornalisti, la canzone di Natale, la disco music e tantissimo altro) con competenza e padronanza (in moti brani suona tutti gli strumenti), qualità che gli consentono di giocare con tutti i generi musicali, sovente per ridicolizzarli, in maniera dissacrante e tagliente. Un lavoro davvero geniale sotto tutti i punti di vista. 

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