V Video

R Recensione

7/10

Queen

The Miracle

E’ questa l’ultima e probabilmente migliore uscita dei Queen degli anni ottanta… se la gioca giusto con quel “The Game” uscito ben nove anni prima, per il resto quel decennio fu assai avaro di buone cose da parte loro.

La linea strategica del gruppo prevedeva al tempo di soprassedere ai problemi del frontman Mercury con l’AIDS ad eccezione dell’interruzione dell’attività dal vivo, sopraggiunta sin dal 1986: chiaramente un non senso per un esibizionista estremo come lui e quindi un chiaro segnale per chiunque volesse tenere gli occhi aperti. Mercury perde quindi, lentamente ed inesorabilmente, di peso e salute, ma voce e personalità dominanti sono ancora in piena operatività, almeno in studio (e così sarà sino alla fine dei suoi giorni). Anche questo disco dimostra che il buon Freddie non era solo dentoni e glamour, canottiere e pose tracotanti: la sua abilità nell’organizzare le stratificazioni dei cori, la capacità di svariare, e di molto, dall’ispirazione sostanzialmente hard rock dei compagni aggiungendo componenti progressive, glam, disco, gospel e operistiche innervano le musiche di quest’album.

Accostarsi all’estro dei Queen vuol dire anche mettere in conto una certa dose di pacchianeria, ben rappresentata in questo caso dalla copertina, un fotomontaggio di nessuna eleganza, ma in campo musicale stavolta non vi sono vere e proprie nefandezze da digerire come era invece successo nelle uscite subito precedenti; certo non mancano i riempitivi, come del resto nella maggior parte degli album di chiunque.

Il disco inizia sparando subito buona parte delle cartucce hard rock con la coppia “Party “ e “Kashoggi’s Ship”, belle asciutte e potenti. Nel prologo della prima Mercury dispiega il proprio prezioso talento di armonizzatore vocale, pilotando se stesso e i compagni in un coro quasi a cappella, giocato su settime e none d’alta scuola, più in là imitato da Brian May che prende a stratificare similmente chitarre su chitarre, all’unisono oppure a botta e risposta. L’immediatamente successiva evocazione del panfilo del miliardario arabo offre invece una situazione alla Ac-Dc, ovvero riffone sincopato e rabbiosa interpretazione di Freddie sul metronomico, ottuso incedere della batteria di Roger Taylor.

Fin qui l’album è tutto basso chitarra e batteria, quasi ad annunciare una radicalizzazione dei Queen verso il rock pesante ed asciutto ma ci pensa la terza traccia, quella che intitola tutto il lavoro, a reinserire la musica nei più consueti binari del pop rock sontuoso e decorato. Capolavoro del disco, “The Miracle” rappresenta il meglio del modo di fare musica di Farrock Bulsara da Zanzibar, in arte Freddie Mercury. Da lui composta ed eseguita sul Korg M1, sintetizzatore di assoluto riferimento al tempo e qui impiegato nei suoi impagabili registri orchestrali e d’arpa, la canzone è un… miracoloso equilibrio fra l’operistico, il pomposo, l’elegante e l’estetizzante. Le progressioni tonali para sinfoniche che sostengono il cantato, di argomento pacifista, vengono squarciate dalle caratteristiche ma sempre sorprendenti aperture armoniche a quattro, otto voci. Pure il video associato a questa perla di repertorio fece epoca, coi musicisti ad affiancare solo all’ultima strofa i quattro bambini acconciati a loro immagine e somiglianza e fin lì protagonisti del set.

Come spesso succede coi Queen, quando ad ispirazione dei pezzi non c’è Mercury questi assumono un aspetto assai più ordinario: succede sia per “I Want It All” un hard rock telefonato di May, che per “Invisible Man” un groove disco del batterista Taylor preso molto a cuore da John Deacon che domina il panorama sonoro col suo convinto ostinato di basso, che ancora per “Breakthru” di nuovo del batterista, ricordato da molti per il suo video che mostrava il quartetto eseguirlo in playback mentre viaggiava sopra il vagone scoperto di un treno in piena campagna inglese.

Il disco fatica a riprendere quota e tornare alla qualità dell’inizio: non ci riesce sicuramente il riempitivo “Rain Must Fall” di Deacon; più efficace (e vissuta…) la successiva “Scandal”, dedicata da May alle sue strombazzatissime vicende fra moglie ed amante, all’epoca oggetto di sterminato gossip giornalistico in Gran Bretagna. La chiusura è affidata a una buona canzone di Mercury “Was It All Worth It”, intricata anzichenò sin dal titolo.

La scaletta del ciddì è incrementata da un ulteriore terzetto di tracce: niente male la prima “Hang On In There”, col prezioso suono della chitarra elettrica di Brian May a dare soddisfazione e spunto ai chitarristi, mentre “Chinese Torture” è uno strumentale breve, cupo ed insignificante e la ripresa di “Invisible Man” in versione ancor più da discoteca con i tipici, odiosi editaggi digitali e relative aggiunte di echi ed effetti vari, del tutto superflua.

Queen è stato un gruppo dalle molte sfaccettature, alcune geniali e peculiari, altre eccessive e di cattivo gusto; quattro musicisti molto diversi ma coesi, che si sono apprezzati e voluti bene per lungo tempo, riuscendo a far fronte comune delle loro abilità, lacune, estrosità e pacchianerie. Il loro lascito artistico, al di là della notorietà planetaria, reca un’indubbia fortissima personalità dovuta quasi tutta alla particolare musicalità del loro frontman, ma alimenta pure una folta falange di avversatori, quelli che hanno sempre vissuto la loro arte come del tutto sopravvalutata, sostanzialmente volgare, decisamente insopportabile.

Personalmente non sono mai stati fra i miei preferiti, ma neanche fonte di astiosa condanna: ho volentieri assorbito da essi il meglio (rappresentato in questo disco da “The Miracle” la canzone), trascurato l’ordinario e cercato d’ignorare il tanto peggio da loro messo insieme.

V Voti

Voto degli utenti: 4,3/10 in media su 25 voti.
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jekspacey 6,5/10
ThirdEye 0,5/10
zagor 5/10
Lepo 3,5/10
Steven 3,5/10
krikka 1,5/10
Robio 3/10
max997 4/10
luca.r 5/10

C Commenti

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PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 14:58 del 7 maggio 2014 ha scritto:

Freddie Mercury è stato uno dei pochi cantanti rock a non fottersi la voce in pochi anni, anzi secondo me è riuscito persino a migliorare le sue perfomance col tempo. Una delle poche cose che salvo dei Queen anni ottanta è proprio la sua voce. In pezzi anche abbastanza brutti o banali ho sempre la sensazione che cantati da altri sarebbero stati pure peggio. Almeno questo credo anche i detrattori debbano ammetterlo. Per quel che riguarda l'album, c'erano dei pezzi con ottimo potenziale dal vivo, tipo I Want it All, che sarebbe potuta diventare un nuovo anthem sulla falsa riga di We will Rock You ecc, insomma un pezzo di tipico arena rock, cose che loro sapevano fare bene. Basta vedere l'effetto che ha sul pubblico nella versione del Freddie Mercury Tribute con Iommi e Daltrey. Purtroppo la mancata promozione live del disco li ha un po' fregati. Comunque il precedente A Kind Of Magic mi è sempre piaciuto di più di questo, perché più vario, se dovessi scegliere un disco dei Queen anni ottanta direi quello.

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 14:43 del 15 maggio 2014 ha scritto:

tutto sommato però "i want it all" fu una buona hit, fu usata pure nella pubblicità della seat ibiza LOL.....meglio Innuendo come disco comunque.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 14:59 del 15 maggio 2014 ha scritto:

è scopiazzato anche innuendo, è incredibile come anche i video fossero vergognosamente copiati.....i bambini che sostituiscono la band....tutto copiato, vergognosamente ignobili.

Totalblamblam (ha votato 3 questo disco) alle 21:17 del 7 maggio 2014 ha scritto:

monnezza

mendustry (ha votato 7 questo disco) alle 8:10 del 17 maggio 2014 ha scritto:

Dare ai Queen degli ignobili e affermare che siano immondizia mi sembrano giudizi tagliati con l'accetta, fatti da puristi che non ammettono l'esistenza di una "musica leggera". Il pop-rock dei Queen, studiato per le grandi masse, mai troppo originale negli anni '80 eppur di così vasto successo, provoca perlomeno un moto di nostalgia: nel senso che se oggi le radio passassero questo tipo di pop ci sentiremmo tutti meglio. Questo era pop, un signor pop. P.S.: Recensione ben fatta ed articolata, anche se "The miracle" è forse il disco più anonimo del decennio.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 15:24 del 18 maggio 2014 ha scritto:

francesco nessun taglio d'accetta eheh...piuttosto la tua disamina mi sembra perfetta anche se non ti sei reso conto di essere stato particolarmente duro e intransigente peggio di noialtri. "Il pop-rock dei Queen, studiato per le grandi masse" non è un bel complimento, ma è quanto è sempre stato imputato ai take that e le spice girls! e poi "mai troppo originale" azz se non è un affondo di scimitarra questo poco ci manca! e ancora "provoca perlomeno un moto di nostalgia", l'errore peggiore è quello di giudicare i dischi in base all'effetto nostalgia, io non vorrei mai essere una band che provoca effetto nostalgia nei suoi ascoltatori, vabbe punti di vista. in più concludi dicendo che "The miracle" è forse il disco più anonimo del decennio", perdona ma non c'è offesa peggiore di questa (altro che immondizia), e nonostante ciò stranamente gli assegni un 7....boh qui non ti capisco. concludo dicendo che io ascolto solo musica leggera e se le radio oggi passassero il pop di beatles, belle & sebastian, prefab sprout, scott walker, bacharach, xtc e decine di altri che hanno fatto della musica una "scienza" seria senza salire di volta in volta sul carro più colorato in voga al momento....il mondo sarebbe un posto migliore.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 17:56 del 18 maggio 2014 ha scritto:

Beh, ma bastasse salire sul carro del momento per diventare delle star, vendere un botto di dischi e avere ancora i propri brani programmati dalle radio dopo 30 anni, allora ci riuscirebbero tutti. Sul carro innanzitutto ci devi saper salire, e poi una volta salito devi essere bravo a trovarti il tuo bel posto. Mi rendo conto che non si tratta di qualità particolarmente "nobili", ma sono pur sempre qualità. E poi, per quanto si possa essere ruffiani, non basta solo quello per raggiungere certi risultati. Quindi di certo non si può dire che fossero degli inetti, inconcludenti o sprovveduti. Il paragone con TT o SG non regge, perché i queen non sono stati costruiti a tavolino, e non erano nemmeno marionette manovrate dai manager...

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 19:58 del 18 maggio 2014 ha scritto:

be' già che ammetti che le qualità non sono nobili siamo d'accordo e capisco cosa intendi...la discussione potrebbe esaurirsi qui. ed è anche vero che sul carro devi saperci salire e rimanere, l'abilità è la stessa di spice girls e take that, micheal jackson, madonna, abba e chissà quanti ne dimentico (tutta gente che ancora viene passata per radio visto che piace tanto l'esempio radiofonico), in fondo nessuno di loro era costruito a tavolino (o marionetta manovrata), o almeno ...prove schiaccianti in tal senso non ce ne sono!!

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 11:21 del 19 maggio 2014 ha scritto:

io ricordavo che sia tt che sg furono assemblati ad hoc da qualche impresario ecc... però magari ricordo male. Nel caso delle spice girls poi mi pare che i brani erano comunque composti con importanti aiuti "esterni", la stessa wannabe (che mi pare sia il loro maggior successo) non è che fosse proprio tutta farina del loro sacco. Parliamo poi di gruppi vocali da una parte e di una vera band dall'altra, dove c'erano 4 compositori, 4 musicisti e 3 voci. Anche il target di riferimento dei queen mi sembra molto più variegato: vai dall'ascoltatore medio "qualunquista", al poppettaro con gusti più definiti, fino all'hard rocker e pure metallari. Con Another One Bites In The Dust riuscirono a conquistare il pubblico afroamericano, mentre, Crazy Little Thing Called Love, pochi mesi prima scalò persino le classifiche country. Io non farei di tutta l'erba un fascio. Anche nell'ambito della musica "per le masse", esistono diversi pesi e diverse misure, insomma diverse categorie di merito. Altrimenti diciamo pure che non c'erano differenze fra den harrow e i duran duran perché andavo entrambi a superclassificashow

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 13:47 del 19 maggio 2014 ha scritto:

pezzi come "another one bites the dust" e "crazy...." effettivamente sono parecchio ruffiani, anche se formalmente impeccabili. le botte di genialità dei queen sono pezzi come "stone cold crazy", "seven seas of ryhe", "killer queen" , "bo rhap" etc.....

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 16:33 del 19 maggio 2014 ha scritto:

petoman quel che dici ci sta, ma sono sottigliezze. band vocale contro band di strumentisti cosa c'entra. anche le supremes erano una band vocale e in fase di composizione erano aiutate da esterni, ma nessuno si è mai sognato di parlarne male al contrario di quanto successo con i queen lungo i decenni. saper fare la scala pentatonica alla chitarra non è la chiave per acquisire una tacca in più sull'asticella della credibilità. qui si parla di prodotto finale. anche il discorso su classifiche country e afroamericane secono me è una quisquilia, per l'appunto io non ho nominato solo tt e sg, ho appositamente fatto altri nomi....anche loro con target molto variegato (altri nomi che non arrivavano al pubblico di hard-rocker ma poco importa, mica serve per forza aarrivare anche a loro)

mendustry (ha votato 7 questo disco) alle 12:13 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Sono stato travisato. Probabilmente non mi sono spiegato bene: avendo scritto di getto sono apparso superficiale. Il punto di partenza della mia idea è che i Queen fanno musica pop (e io l’ho definito “signor pop”, incontrovertibile nota che Dr. Paul ha volutamente omesso nella sua digressione). All’interno del grande calderone pop (che va dai Beatles ai Milli Vanilli), i Queen sono lontani anni luce dalla maggior parte delle band pop-rock: a mio avviso possono difficilmente competere con mostri sacri come i Beatles ma, per dirne una, superano certamente gli Oasis. Quando, ad esempio, affermo che i Queen superano gli Oasis mi riferisco a superiorità sostanziali nella musicalità, nella trama melodica, nell’importanza storica, nell’influenza sulle band successive ecc.: già solo per questo il voto è 7. Partendo da questo assunto, va comunque detto che i Queen forse non sono stati dei rivoluzionari (come i succitati Beatles) e che “The miracle” è probabilmente il disco più anonimo del LORO decennio (non degli anni ’80 in generale, come forse ho lasciato intendere). Disco superiore alla sufficienza ma nulla di più.

Per quanto riguarda invece l’effetto nostalgia non ci trovo niente di male: durante una serata leggera e divertente in un disco-pub può capitare di ascoltare “I want to break free”, “A kind of magic” o “Radio ga-ga” ed è impossibile non lasciarsi trasportare dai Queen. Il loro sound è travolgente, il mood frizzante e dopo aver ballato mi viene sempre da pensare: “Magari ce ne fossero oggi di band che fanno del pop di questo livello”. Ah dimenticavo… dire che il “pop-rock dei Queen è studiato per le grandi masse” non lo trovo assolutamente un difetto. Il pop è fatto per riscuotere successo e per esser canticchiato da più persone possibile. Se Dr. Paul ha un po’ di buonsenso capirà da solo che v’è un abisso tra la plastica studiata a tavolino delle Spice Girls e l’onesto lavoro dei Queen.

Detto ciò, sono fermamente convinto che dare 3 ad un disco dei Queen è metodologicamente errato. Ogni disco ed ogni artista va giudicato all’interno del suo universo. Giudicare, ad esempio, i Queen col metro di giudizio dei Led Zeppelin è errato, e viceversa. Questo disco ha ricevuto voti bassi che vanno dallo 0,5 al 3. Questi voti abbassano l’autorevolezza del sito, della recensione e mostrano un goffo panorama di commentatori del forum.

Lascio dunque agli altri tagliare i giudizi con l’accetta. Mi riferisco a Dades che scrive banalmente “immondizia” e a Dr. Paul che li definisce “vergognosamente ignobili”. Personalmente ho una pessima idea dei critici boscaioli.

mendustry (ha votato 7 questo disco) alle 12:45 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Ops, Gassed, non Dades... chiedo venia.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 13:03 del 20 maggio 2014 ha scritto:

scusa francesco ma tu ti eri spiegato benissimo. a me sembra di cogliere una leggera vena polemica nelle tue parole e me ne stupisco. non ti piace il mio voto quando ci sono altre sei insufficienze pesanti, evidentemente te la prendi solo con chi cerca di argomentare come faccio io e con gli altri usi la carta dell'indulgenza (ripeto sei-"6" utenti assegnano insufficienze nette a questo disco). io ho una concezione della musica totalmente diversa dalla tua, innanzitutto non esistono differenze fra pop e rock quando siamo in ambito di strofa-ritornello-bridge...xche è tutto pop(ular). credevo fosse un punto assodato ma evidentemente non è così, questa divisione fra pop e rock è un antico retaggio degli anni 70, hai le chitarre ad alto volume? sei rock! ti gingilli troppo con i ritornelli ammiccanti? sei pop! sbagliatissimo, fortunatamente questi baldacchini mentali eretti da qualche parruccone dei 70 sono crollati miseramente negli ultimi decenni. il pop è studiato per far cantare le masse? accipicchia hai ragione, ma non solo quello che piace a te, non solo quello che TU ritieni non studiato a tavolino è valido. queen migliori degli oasis? chissà forse, ma non ci sono mica differenze abissali tra i due! anzi i queen hanno avuto il vantaggio di agire in un'epoca in cui era possibile tutto e non l'hanno sfruttato, rincorrendo sempre i modelli stabiliti dagli altri e mai creandone di loro!! La loro più grande colpa! nei pub si balla a ritmo di a kind of magic? impossibile resistere? boh ma è una tua impressione, io nn la vedo così. e anche se fosse cosa c'entra il muovere il sedere a ritmo di queen con il giudizio a bocce ferme su un album? io ballo anche a ritmo di bad di micheal jackson ma non per questo sento l’obbligo di doverne parlar bene in sede di recensione.

mendustry (ha votato 7 questo disco) alle 13:19 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Certo che non esistono i generi. Ma per facilità comunicativa ci si deve inventare una qualche divisione (aleatoria e effimera, però indispensabile) per comparare i 4'33'' di John Cage da "Viva forever" delle Spice Girls. O no?

Per quanto riguarda i voti bassi, hai ragione: sembra che me la sia presa solo con te, ma questo perché tu sei un caporedattore, non un semplice user della domenica.

Infine, sì, in sede di recensione bisognerebbe tener conto anche di come "Bad" ti fa muovere il culo, perché molto probabilmente un qualsiasi pezzo degli N'Sync non te lo fa muovere per niente. Diavolo, la musica è anche questo, soprattutto il POP, quello facile facile, senza dissonanze, virtuosismi, senza masturbazioni mentali, senza particolari capriole stilistiche, anche il POP, se fatto bene, può fare la sua porca figura all'interno della grande musica internazionale.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 13:30 del 20 maggio 2014 ha scritto:

non sono assolutamente d'accordo su niente, tranne sul fatto che il pop possa essere prezioso, per questo dicevo che il mondo sarebbe migliore se le radio passassero bacharach, beatles, b&s! PS non ho mai parlato di generi ma di divisioni tra ciò che è pop e cosa rock!

mendustry (ha votato 7 questo disco) alle 13:41 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Ammettendo che non vi siano divisioni (o generi, per come l'ho inteso io) cosa contraddistingue i Pink Floyd dai Queen? E i Queen dai Take That? Solo ed esclusivamente i temi trattati, gli accordi utilizzati e gli arrangiamenti? E' tutto POPOLARE perché siamo in presenza di strofa-ritornello-bridge? Non credo proprio. Le differenze (che creano le divisioni) sono molto più profonde e culturalmente pervasive.

Per quanto riguarda il tuo totale disaccordo con me, ne prendo atto. Buona giornata.

unknown alle 23:06 del 18 maggio 2014 ha scritto:

i queen hanno fatto 4 ottimi Lp... i primi quattro

dopo troppi riempitivi...ma anche una 20ina di canzoni che magari non stanno nella storia del rock ..ma sicuramente del pop si

anche se c'è di molto meglio io mi vergognerei di ascoltare gente molto diversa da questi..

REBBY alle 2:36 del 19 maggio 2014 ha scritto:

Solo perché hai lo stress da Champions eheh

unknown alle 9:10 del 19 maggio 2014 ha scritto:

beh rebby we are the champion mentre la juve alza la coppa la ascolterei volentieri eheheh

io ascolto quasi mai i queen ..ma credimi c'è tutto un mondo intorno a me che ascolta la marrone e valerio scanu

le vergogne sono altre ahahahah

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 16:54 del 19 maggio 2014 ha scritto:

anche il tuo discorso unknown mi piacerebbe approfondirlo. dici i queen 4 album ottimi più una ventina di canzoni da storia del pop? ma allora stiamo parlando di una band da capogiro, meglio degli zeppelin, al fianco dei pink floyd, doors e beatles, più ingegnosi di who, bowie, sparks e roxy music messi insieme!! in realtà non credo stiano così le cose, sono andato a leggere la scheda dei queen su OR e non vedo i primi 4 come ottimi dischi...voglio dire, sui queen il problema è proprio questo...sono sempre stati trattati male dalla critica e adorati dalle masse. un xche ci deve essere...nulla nasce x caso, tu stesso dici di non ascoltarli quasi mai ci sarà un motivo? c'è di meglio, c'è sempre stato di meglio! nei 70's a mio modo di vedere erano i peggiori, se ti vengono in mente brocchi peggio dei queen tra i big dei seventies fammi sapere....senza polemica eh! anche il discorso sulla emma marrone...chiaro che lei è fuori dai giochi, appartiene ad un altro mondo.....farla entrare in un discorso di pop-rock mondiale è una forzatura. e poi xche guardare sempre al peggio?

unknown alle 0:36 del 20 maggio 2014 ha scritto:

innanzi tutto la critica lasciamola perdere..mi fido molto più di voi che di certa critica..ho visto mettere 6 a dei disconi

e 10 a certe ciofeche ..almeno qui ho trovato un buon punto d'appoggio per le mie ricerche musicali

io credo che in fondo siamo d'accordo su molte cose dei queen ..tu li odi profondamente ..io un po meno ma la base è la stessa

io ho fatto un discorso molto generale e poco personale

ad es tu fai il paragone con altri grandi gruppi..prendiamone uno a caso i led zeppelin

non c'è paragone lo so anche io

ma trovo sia un po difficile fare un paragone tra diversi generi ..ma anche solo tra generi uguali

io leggo i voti basandomi sulla carriera di ogni singolo gruppo allora se ad esempio metto 7 al secondo e al quarto lp dei queen lo faccio in base alla loro discografia( e questi secondo me sono i migliori album dei queen)

tenendo presente che per me tra il sette e l' otto c'è un abisso

metterei sette anche a presence dei led...ma quest'ultimo lo preferisco a qualsiasi lavoro dei queen

solo che sono obbligato a mettergli sette perchè i led hanno fatto per mio gusto almeno sei lavori migliori di questo

quindi è un po difficile fare dei paragoni..e comunque anche io ritengo i queen un gruppo rock di mezza tacca

anche meno di mezza

per quanto riguarda il pop il discorso è diverso..se parliamo a livello personale allora anche io ovviamente ho altre preferenze

diciamo che in questo caso ho sentito molto di peggio eh..ma anche molto di meglio

il pop però e un tipo di musica a più ampio raggio di consumo che il rock

ora sono d'accordo che esiste pop e pop ..

il pop lo dice la parola stessa è musica popolare ossia di massa...se al livello personale

che so gli style council valgono mille volte di più dei queen a livello globale non è cosi

sono d'accordo che la massa spesso ascolta cose improponibili

per chi come me o te ascolta da 40 anni e più musica di un certo tipo .e ne ha fatto uno stile di vita

quindi a livello personale sono d'accordo su ciò che dici

ma a livello generale i queen hanno fatto la storia della musica popolare e di questo non si può non tener conto

anche se preferiamo ascoltare altro

Totalblamblam (ha votato 3 questo disco) alle 13:32 del 20 maggio 2014 ha scritto:

pero' diamo a cesare quel che e' di cesare e diciamo che almeno i queen si sono tenuti lontani dalle scopiazzature e dai furti della coppia page plant ...infatti in tribunale non ci sono mai andati per sistemare le cose. da questo punto di vista mercury come songwriter lo trovo decisamente migliore e ho detto tutto.

unknown alle 0:41 del 20 maggio 2014 ha scritto:

però ragazzi come faccio a modificare un post se ho sbagliato a scrivere qualcosa?

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 13:50 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Quante parole per 'sto gruppo di merda... Non se la merita proprio questa considerazione

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 6 questo disco) alle 15:13 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Abbi pazienza lepo, è che ogni volta che ci sono i queen in mezzo succede il casino... forse sarebbe il caso di aprire un topic sul forum? In fondo non c'è, quasi quasi lo apro io, per la gioia tua e di dr.paul

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 15:20 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Ahah ma veramente! Tra loro e i Muse vengono sempre fuori delle baraonde incredibili!

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 20:28 del 20 maggio 2014 ha scritto:

santo lepo, eh ma la pasta è quella....

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 21:45 del 20 maggio 2014 ha scritto:

Se non peggio... Il dramma è che si continua a parlare e parlare di sta gentaglia qui e poi c'è un sacco di gente che non sa manco chi sono gli sparks là fuori...

unknown alle 23:40 del 20 maggio 2014 ha scritto:

accidenti come siamo mal messi la fuori

scherzo lepo ...gli sparks hanno fatto un must kimono my house e poi due altri buoni lp sono sicuramente meglio dei queen

nessun dubbio

certo c'è anche chi e meglio di loro eh ..e non sono pochi

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 0:11 del 21 maggio 2014 ha scritto:

Siamo mal messi eccome! Eheh no comunque ho citato gli sparks non a caso ma perché secondo me sono stati tutto quello che i queen, se fossero stati un gruppo valido, avrebbero dovuto essere: una commistione- per lo meno nei primi '70s- di glam rock e barocchismi da operetta votata costantemente ad una gaiezza mai forzata, molto autoironica e leggera... Senza contare le competenze tecniche e la fantasia schizoide dimostrate dagli sparks, di molto superiori a quelle delle regine; basti vedere la svolta synth pop, avvenuta per entrambi i complessi, a che risultati ha portato: da un lato n.1 in heaven dall'altro the game e robetta simile... Oh, mannaggia a me che ho commentato, sono caduto anch'io nella spirale dei commenti ai dischi dei queen!

D10S alle 9:36 del 22 maggio 2014 ha scritto:

L'album non lo ricordo ma credo di poter quotare il primo commento di @zagor, sui Queen non aggiungo altro anche perchè da quando è che bazzico per i siti musicali non ho mai visto un solo hater(mi pare che si dice così) dei Queen o di Springsteen o dei Beatles o dei Nirvana(ho buttato a random alcuni dei nomi più ricorrenti) che si sia ravveduto anche di un solo centimetro dalla sua posizione iniziale.. poi in questo sito vedo che se ne sono radunati un bel pò e si smuovono addirittura i capiredattori! XD

@DrPaul: Scusa la mia ignoranza, posso sapere che sito è OR? Davvero per te è così importante da determinare l'importanza di un album e influenzare la percezione dei tuoi ascolti? Esistono gruppi mediocri pompati dai media, esistono gruppi mediocri pompati dalla critica basti pensare a U2 e Oasis, esistono anche casi contrari, ad esempio gli Sparks che piacciono sia a me che a te sono persino meno considerati dei Queen da parte della critica, che facciamo li paragoniamo ai Back Street Boys? Suvvia non strumentalizziamo ogni cosa, un pò di coerenza..

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 14:22 del 22 maggio 2014 ha scritto:

Lol, gli Sparks vengono sempre fuori, anche nella rece di " a night at the opera".....ribadisco che per me sono due band diverse, i queen anni 70 erano hard rockers un po' barocchi che strizzavano l'occhio al glam.....e sì, c'è chi apprezza entrambi. di questo disco comunque l'unico pezzo che salvo oltre a "i want it all" è "breakthru", molto bello il video....

D10S alle 9:35 del 23 maggio 2014 ha scritto:

@zagor Quoto, ma in realtà questa fissa di metterli forzatamente a paragone ce l'hanno solo qui XD

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 10:42 del 23 maggio 2014 ha scritto:

"I Queen erano hard rockers un po' barocchi che strizzavano l'occhio al glam". E gli sparks che erano? Forse dei barocchi un po' glam che strizzavano l'occhio all'hard, ok... Però direi che il paragone può reggere eccome, gli ingredienti base nei primi anni '70 erano gli stessi, molto diverse erano le attitudini e le interpretazioni degli stessi, ma è proprio quello che dicevo io!

D10S alle 11:00 del 23 maggio 2014 ha scritto:

Hai detto niente! Attitudine e interpretazione sono le cose che più di ogni altra distinguono un gruppo dall'altro, ce ne sono a bizzeffe di gruppi che attingono dagli stessi "ingredienti" ottenendo un "pietanza" totalmente differente, poi è chiaro che i gusti son gusti. E i Muse fan cagare anche a me XD

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 11:06 del 23 maggio 2014 ha scritto:

per gli Sparks fondamentalmente fanno art-rock, come bowie, eno etc...

D10S alle 11:23 del 23 maggio 2014 ha scritto:

Beh, Eno tra Roxy Music e trilogia di Berlino.. comunque sì la collocazione più giusta sarebbe questa

Lepo (ha votato 3,5 questo disco) alle 14:04 del 23 maggio 2014 ha scritto:

Hai ragione chiaramente, quello che volevo dire era che secondo me, dati certi ingredienti, c'è interpretazione efficace (Sparks) ed una non efficace e tronfia (Queen)... Tutto qui, mi rendo conto che gli Sparks sono molto più vicini a "Here Come The Warm Jets" che non a "A Night At The Opera"... In realtà, inoltre, il paragone mi pare di non averlo letto solo qui dentro, boh, vuoi che erano due formazioni militanti negli stessi anni grossomodo nella stessa scena, sebbene probabilmente a sproposito, l'accostamento si presenta di tanto in tanto.

zagor (ha votato 5 questo disco) alle 17:58 del 25 maggio 2014 ha scritto:

Figurati, hai fatto benissimo a dire quello che pensi...la verità in tasca non ce l'ha nessuno. Poi i Queen da sempre sono una band che divide tantissimo, e si vede anche dai copiosi commenti in questa recensione. Io li paragonerei più a T rex e Slade, tutto qui.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 20:00 del 22 maggio 2014 ha scritto:

D10S io non mi faccio influenzare, semmai influenzo gli altri! per il resto non sono d'accordo su niente di quel che hai detto: la critica pompa oasis e U2? ma se gli hanno tirato addosso tutta la merda del mondo (almeno negli ultimi 10-15 anni)!!! gli sparks meno considerati dei queen per la critica? ma non è vero, il problema dei queen è che hanno sempre avuto la critica contro...gli sparks sono sempre stati osannati! boh bandiera bianca!!

D10S alle 9:32 del 23 maggio 2014 ha scritto:

@DrPaul io direi entrambe le cose! XD Anche questa volta non non condivido neanche una virgola di quello che dici, poi gli Sparks oggettivamente non sono mai stati esaltati dalla critica(stiamo parlando di Sparks e non di Velvet Underground, giusto?), forse un pò kimono My House ma niente di eclatante e di sicuro mi fido molto di più dei pareri degli appassionati che me li hanno fatti conoscere e apprezzare.. poi vabbè della critica contro sai bene che a me frega niente e comunque A Night At The Opera è un classico universalmente riconosciuto, ti piaccia o meno.. non sto nemmeno a discutere ancora di queste cose. E' stato un piacere, alzo bandiera bianca anch'io.

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 11:05 del 23 maggio 2014 ha scritto:

D10S riguardo u2, oasis, sparks e la critica, sei stato più che impreciso, hai sostenuto l'esatto contrario della realtà dei fatti, questo è un dato inoppugnabile, non contestabile. non giochiamo a rimpiattino ora per piacere.

D10S alle 11:09 del 23 maggio 2014 ha scritto:

DrPaul inoppugnabile perchè lo dice OR? Non faccio nessun gioco, a me risulta così a te no, a proposito mi dici che sito è OR?

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 11:30 del 23 maggio 2014 ha scritto:

d10s sbagli platealmente, forse leggerti qualche pubblicazione del passato prima di parlare, ti aiuterebbe.

D10S alle 11:34 del 23 maggio 2014 ha scritto:

parlo di critica in generale, i casi isolati ci possono essere, questo mi pare ovvio.. ti ho chiesto 3 volte che sito è OR ma non me lo dici, è top secret?

Dr.Paul (ha votato 3 questo disco) alle 12:45 del 23 maggio 2014 ha scritto:

certo critica in generale, non esistono casi isolati non ti preoccupare, non ti avrei detto di documentarti se fosse stato solo un caso isolato. non conosci OR...è un sito di critica concorrente al nostro, non mi far fare inutile pubblicità, in italia i siti musicali di critica da seguire sono tre, uno è questo dove ci troviamo noi (il migliore )! bisogna leggere, informarsi...dal passato...soprattutto cartaceo!

D10S alle 12:58 del 23 maggio 2014 ha scritto:

ahahaha ecco perchè non mi rispondevi! XD Pensavo che fosse un sito straniero ora che mi dici che è italiano ho capito qual'è, è superconosciutissimo ma personalmente non mi piace

Di siti italiani in materia ne conosco un bel pò.. ne conosco diversi anche stranieri, perciò ti avevo chiesto di OR

braian-ino alle 11:45 del 29 gennaio 2016 ha scritto:

L'unico disco che possiedo e che secondo me vale la pena di ascoltare è "A Night At The Opera" che si becca un 8.

Ma per il resto... Già "A day at The Races" mi annoia sebbene ci siano pezzi dignitosi.

OlioCuoreNero alle 15:05 del 29 gennaio 2016 ha scritto:

Boh, io me li ero accaparrati tutti in cassetta quando avevo 13 o 14 anni. Non credo che riuscirei a riascoltarmeli oggi per vedere cosa eventualmente rivalutare. Però mi sono azzardato a riascoltare "the miracle" nel video qui sopra. Ho raggiunto il cesso appena in tempo. Stando a quanto dice il recensore, se ne avessi ascoltata un'altra, avrei rischiato seriamente il ricovero per disidratazione. Diciamo che invecchiare, per certi versi, è una gran cosa.

braian-ino alle 20:43 del 29 gennaio 2016 ha scritto:

Per fortuna le cassette non le ascolta più nessuno.

A maggior ragione se sono dei Queen.