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R Recensione

9/10

Neutral Milk Hotel

In The Aeroplane Over The Sea

Fra le tante copertine delle stravaganti, irrinunciabili uscite un tempo orbitanti attorno all’entità Elephant 6, ce n’è una che non ha rivali in quanto a bizzarria e senso del sublime. Mi riferisco, ovviamente, a quel distillato di stampe ottocentesche e manifesti circensi (non sembra il pronipote del buffo Mr. Kite di “beatlesiana” memoria quel ragazzino che saluta in calzamaglia a righe?), psichedelico come avrebbe potuto esserlo Lewis Carroll se avesse stretto amicizia con Timothy Leary e le sue “sorelline chimiche”. Il contenuto del disco in questione è addirittura più mirabolante della sua cover, specie se si pensa che la sporca “undicina” di brani proposti è (quasi) interamente frutto del genio d’un sol uomo: Jeff Mangum, ladies and gentlemen, emblema d’artista “oscuro” per antonomasia e fugace (ma indimenticabile) strimpellatore del cuore come pochi altri hanno saputo (voluto) essere.

Attivo fin dal 1989 nel trio Cranberry Life Cycle – il microcosmo da cui trarrà origine il collettivo dell’Elefante 6 – assieme a Will Cullen Hart e Bill Doss, Mangum inizia prestissimo a pensare “in proprio” e farsi beffa delle orecchie a sventola di quell’ancora minuscolo (ma intelligentissimo) pachiderma: dopo il trasferimento dell’organico in Georgia, il nostro cantore ripiega infatti su New York City e lascia i suoi ex colleghi soli a gingillarsi con il progetto Olivia Tremor Control che, da par suo, ci darà tante belle soddisfazioni negli anni a venire (un’ascoltatina di tanto in tanto a “Music From The Unrealized Film Script: Dusk At Cubist Castle” è sempre una buona ragione per alzarsi la mattina).

I primi anni ’90s sono quindi appannaggio delle tre cassette autoprodotte “Invent Yourself A Shortcake”( 1991), “Beauty” (1992) e “Hype City” (1993), fino a quando, irrequieto e ancora in cerca di una vera identità musicale, Mangum si trasferisce in Colorado e incide “On Avery Island” (1996) con l’aiuto di Robert Schneider degli Apples In Stereo. Slabbrato ma grazioso, il sound dei neonati Neutral Milk Hotel tritura la grazia degli stornelli folk e la sublime ridicolaggine delle “marching bands” per poi speziarne i rimasugli con distorsioni lo-fi pop a la Jesus And Mary Chain; il tutto contornato da testi bislacchi che parlano di Gesù, suicidi di massa, angeli di ghiaccio, pesci volanti e uomini e donne appesi come costate a ganci da macellaio (c’entra poco, ma questo l’aveva già immaginato il nostrano Juri Camisasca la cui poetica è, per certi versi, sorprendentemente affine a quella di Mangum: andatevi a spulciare il suo esordio “La Finestra Dentro” del ’74 per averne conferma).  

Baciato (vabbè, si fa per dire) da un insperato quanto indesiderato successo di nicchia, nella primavera del ‘97 Mangum si circonda di una manciata di musicisti “fissi” (Jeremy Barnes, Scott Spillane e Julian Koster) e inizia a registrare i brani che, un anno più tardi, andranno a costituire la carne tenera e sugosa del capolavoro “In The Aeroplane Over The Sea” (Merge, 1998), uno dei punti più alti del cantautorato a stelle e strisce del decennio scorso. Il genere di riferimento, si badi, non è stato scelto a caso giacchè, ora più che mai, il nostro uomo sembra rannicchiarsi in posizione fetale nel grembo di una improbabilissima “tradizione” di singer-songwriters che parte da Bob Dylan, fa sosta chissà come nelle visioni psych di Syd Barrett e giunge al capolinea sulla spiaggia deserta in cui è disperso il Neil Young di metà ‘70s.

Un disco puro, lunatico, acidulo ed inquietante. Un lavoro dove le sonorità noise sono opportunamente circoscritte ad un paio di episodi (le swinganti e peraltro splendide “The King Of Carrot Flowers Pts. Two & Three” e “Holland, 1945”) e grande respiro acquistano invece arrangiamenti discreti ma sempre eccentrici (chitarra acustica, xilofono, ottoni, zanzitofono (?), eufonio (??), organo, fisarmonica). È in questo scenario da “giardino delle delizie” che nascono e sfioriscono il tenero gracidare fra segnali radio di “Communist Daughter”, il disarmante, perlaceo abbandono melodico di “The King Of Carrot Flowers Pt. One” e della Title Track, la marcetta “felliniana” di “The Fool” che sfrutta sapientemente tutti quei “sonagli del ricordo” (grancassa, trombe, tuba, organetto) capaci di sublimare  le paure dell’infanzia con i trucchi alla buona dell’avanspettacolo.

Su tutto si erge una voce tesa, rabbiosa, infervorata di un’ansia che definire “religiosa” non è poi così azzardato. Si testino, a tal proposito, il lungo salmo di “Oh Comely”, otto irrinunciabili minuti di stream of conciousness per voce e chitarra in cui la costruzione armonica si piega ai moti dell'animo e le liriche tratteggiano una sorta di contraltare “picassiano” alla “Sad Eyed Lady Of The Lowlands”, o il dittico spedito del “Two-Headed Boy”, forse la figura più dolorosa ed emblematica di tutto il suo repertorio di freaks.

Grondante onirismi gratuiti e ridacchianti mostruosità, ogni testo è un meccanismo ad orologeria che fa dell’approssimazione cronometrica il suo maggior vanto: gonfie di ghirigori paesaggistici (“Sweet communist, the communist daughter / standing on the sea-weed water / Semen stains the mountain tops”) o spogliate da ogni farfallino residuo (“And your mom would sink until she was no longer speaking / And dad would dream of all the different ways to die / Each one a little more than he could even try” da “King Of Carrot Flowers Pt. One”), le liriche sgorgano dall’ugola di Mangum con la stesse irruenza con cui il suo plettro scolora fra le corde arrugginite, assorbendone l’intimo (e letale) respiro.

Una sorta di fatalismo dal retrogusto panteistico, il suo, che sovente diviene pura necessità fisica, come nell’invocazione accorata della Title Track (“And one day we will die / And our ashes will fly from the aeroplane over the sea / But for now we are young / Let us lay in the sun / And count every beautiful thing we can see”), o in quella più agrodolce di “Two-Headed Boy Pt. Two”, ma sempre eletto a ingresso privilegiato per quella dimensione in cui memoria, sogno e desiderio si avvinghiano in un umido, sudato abbraccio.

In ultimo, l’istanza principe sembra quella di cogliere il divino che si annida in ogni gesto, anche il più grottesco e disperato: “Tutto il mondo che ci circonda è straordinario, ma il solo fatto che lo vediamo da un’unica prospettiva ci fa pensare che non ne esistano altre” spiega lo stesso Mangum. “Possiamo vedere un formicaio, uno scarafaggio, un fiore o qualsiasi altra cosa ma li vediamo solo dalla nostra prospettiva e quindi passiamo oltre, perdendoci la possibilità di provare lo stupore magnifico che avremmo osservando tutto più da vicino. D’altra parte, cos’è mai la realtà?”. Ecco il punto: l’universo dei Neutral Milk Hotel non è altro che una fantasmagorica parata dove del reale ci viene restituito soltanto un riflesso traslucido: un ventre tiepido dentro il quale, a ben vedere, sgambetta ancora una ingenua esaltazione per la vita, nonostante la ferita di dover essere ad ogni costo.

“In The Aeroplane Over The Sea” è diventato, con gli anni, un album leggendario, e non solo per la qualità indiscussa del materiale ivi contenuto. Trattasi, infatti, dell’ultima manifestazione tangibile del talento di Mangum prima di 1) sparire dalle scene in barba alla crescente stima di pubblico e colleghi (avrà persino la faccia tosta di negarsi agli R.E.M. che lo volevano come spalla in tour) e 2) dedicarsi alla pubblicazione di musica dei Balcani con la sua etichetta Orange Twin Records. Evidentemente disturbato dal benché minimo barlume di notorietà e roso da un acuto tormento spirituale, il nostro “ragazzo a due teste” ha preferito lasciarsi il passato alle spalle, lasciando i suoi compagni liberi di rientrare fra i ranghi delle formazioni cardine della combriccola Elephant 6 o, in casi sporadici, di dar vita a progetti nuovi di zecca (Jeremy Barnes, in particolare, si dimostrerà autore di spiccata personalità dietro il moniker A Hawk And A Hacksaw).

Nemmeno il più ostinato dei Salinger può però sfuggire al richiamo delle fiotti di indie kids sparsi per il globo che reclamano a viva voce nuovo materiale: ecco quindi spuntare dal nulla il modesto “Live At Jittery Joe’s” (2001), resoconto di uno show molto informale tenutosi in un coffee shop di Athens nel ‘97, fra sorprendenti covers (“I Love How You Love Me” di Phil Spector in primis), qualche inedito e tanti brani che insaporiranno la farcia del secondo, celebratissimo album; ecco, soprattutto, “In The Aeroplane Over The Sea” finalmente ristampato dalla Domino (con tanto di commenti entusiastici da parte di Arcade Fire e Franz Ferdinand) per permettere a noi poveri mortali di saggiarne, una volta di più, la fragrante consistenza.

Nel frattempo, però, di Mangum nessuna traccia. Voci di un suo presunto ritorno in pista sono state prontamente smentite dall’amico Schneider, azzerando così ogni eventuale possibilità di riesumare dalla cantina l’insegna NMH. Eppure mi piace credere che, un giorno, il Nostro trovi la forza di evadere dall’isolamento auto-impostosi e lasci vibrare, anche solo per un’ultima volta, quel canto miracolosamente irregolare che molti di noi hanno imparato ad amare. D’altronde, “The world it goes and all awaits the day we are awaiting…” recita un verso di “King Of Carrot Flowers Pt. Two”. Tutto attende, insomma. E lui, per quanto ancora potrà resistere?

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Voto degli utenti: 9,1/10 in media su 47 voti.

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Cas (ha votato 8 questo disco) alle 14:24 del 22 gennaio 2008 ha scritto:

gran bel classico da rivalutare e riscoprire, sicuramente ha avuto un'influenza sul 2000 enorme!bravo!

Peasyfloyd (ha votato 10 questo disco) alle 16:38 del 22 gennaio 2008 ha scritto:

personalmente lo ritengo uno dei bei dischi dei '90s nonchè del movimento indie tutto. Una pietra miliare della musica pop contemporanea. E' un peccato che Mangum si sia così eclissato ma allo stesso tempo posso dire che sono contento che in giro ci siano ancora persone di cui non frega un cazzo del successo mediatico e economico?

Marco_Biasio (ha votato 10 questo disco) alle 20:24 del 22 gennaio 2008 ha scritto:

Io lancio la provocazione

poi fate voi: anche se il pop che si va a paragonare è di differenti sfumature, io penso che questo sia migliore del Sgt. Pepper's. La title-track è una delle cose più incantevoli che abbia mai sentito, idem per Two headed Boy e Communist Daughter

Cas (ha votato 8 questo disco) alle 14:04 del 23 gennaio 2008 ha scritto:

per biasio

non saprei...la scena nella quale apparve sgt. pepper era totalmente diversa, e i beatles avevano un percorso alle spalle che aggiungeva, nella sua costante maturazione, valore al sergente pepe. Si trattava poi, nel caso dei Beatles, di un raffinamento del pop e di un suo arricchimento attraverso aggiunte psichedeliche e orchestrali. Qui sinceramente trovo che si faccia un pò il contrario: l'approccio è radicalmente lo-fi, la volontà è quella di essere "fuori moda", mentre i Beatles desideravano connettersi con il movimento culturale-artistico dei loro tempi. Insomma, a mio avviso è difficile anche solo paragonare i due album. Quindi, Sgt. Pepper come coronamento di una scena musicale/culturale, questo come uno dei bei tanti album nell'immenso oceano degli anni '90.

target (ha votato 9 questo disco) alle 16:37 del 23 gennaio 2008 ha scritto:

sweet communist, the communist daughter

Disco capitale: il 90 per cento dell'indie-folk di questi anni ne dipende. Bellissima recensione.

Ivor the engine driver (ha votato 10 questo disco) alle 12:18 del 24 gennaio 2008 ha scritto:

Bellissimo un io dei miei dischi preferiti, da isola deserta. E trovato a due lire oramai 4 annetti fa. E pensare non ero sicuro di prenderlo! Unico appunto alla rec: hai esaminato bene l'opera, ma non dici che è ispirata al Diario di Anna Frank, cosa che mi lasciò di stucco quando lo seppi.

tarassaco alle 15:10 del 2 febbraio 2008 ha scritto:

il dente di leone non morde

Bella recensione molto esaustiva.

Il disco è un capolavoro, che a tratti richiede un certo impiego di forze, memtre la prima parte è più pop folk, scintillante e fresca, dalla metà in poi il discorso diventa più sofferto e un po' pesante.

Anch'io come altri utenti che hanno commentato la recensione non capisco il paragone con la scena psichedelica dei tardi anni '60.

Forse il riferimento lo si può fare per quanto riguarda i testi, ma musicalmente a me sembra che si tratti semplicemente di un gran disco di folk "bastardo" (nel senso migliore del termine)

matteomac (ha votato 10 questo disco) alle 21:09 del 26 maggio 2008 ha scritto:

Disco fantastico, credo che gli dedicherò una recensione anche sul mio blog...

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 12:42 del 21 novembre 2008 ha scritto:

re dei fiori di carota

A me piaceva molto la copertina, per questo l'ho ascoltato. Poi ho capito che la copertina era niente rispetto al contenuto del disco.

lovemetwee (ha votato 10 questo disco) alle 17:07 del 24 dicembre 2008 ha scritto:

già...

complimenti per la recensione. Quanto all'album, beh.. parla da sè.

lovemetwee (ha votato 10 questo disco) alle 17:17 del 24 dicembre 2008 ha scritto:

RE: già...

ah solo un piccolo appunto: Il progetto di Magnum del 1993 si chiamava Synthetic Flying Machine e conteneva alcune tracce del primo disco dei N.M.H.

A me quella demo piace.. se non la trovate fatemi sapere...

un saluto.

otherdaysothereyes (ha votato 9 questo disco) alle 21:56 del 10 maggio 2009 ha scritto:

Uno di quei dischi che fai veramente tanta, tanta fatica a togliere dal lettore

paolo gazzola (ha votato 10 questo disco) alle 15:20 del 28 maggio 2009 ha scritto:

Il Disco!

Esempio perfetto di cosa deve essere un disco rock: sincero fino allo sputtanamento, ispiratissimo e istintivo, rivoluzionario e provocatorio, avvincente fino alla trance ad ogni ascolto. Immortale, visionario, mistico, struggente (posso snocciolare aggettivi per un paio di giorni), magnifico sotto ogni punto di vista, è per me uno dei più bei dischi di sempre. A chi dovesse interessare: il caro Jeff Mangum, per la cui sfuggente figura nutro un atavico amore, è responsabile della melodia vocale di "Glossolalia", secondo brano di "North Star Deserter" di Vic Chesnutt (Constellation, 2007).

target (ha votato 9 questo disco) alle 13:58 del 24 giugno 2009 ha scritto:

Ah, mi è arrivato oggi il vinile! D Niente da fare: ogni volta che lo si riascolta, si scopre quanto sia strepitoso. In vinile anche di più...

Emash (ha votato 9 questo disco) alle 2:58 del 3 agosto 2009 ha scritto:

Spettacolare. La title track è immensa, e l'inascoltabilità della prova vocale di "Two headed boy" è semplicemente meravigliosa. Adoro quando il genio fa mangiar polvere agli accademismi.

L'ottima recensione contestualizza nel migliore dei modi questo capolavoro!

hiperwlt (ha votato 10 questo disco) alle 21:49 del 22 settembre 2009 ha scritto:

tratto ferroviario parma-brescia. mi lascio alle spalle una giornata pesante.lo scenario da questo finestrino è perennemente lo stesso,immutabile,statico.

prendo l'ipod,"N";la musica dei neutral milk hotel rimbomba nelle cuffie e comprime l'immagine che ho davanti, rendendola eterna.dilata il tempo. ma soprattutto mi fa pensare che: "è la terza volta che ascolto questa canzone da quando sono salito!".ipnotizzato non mi accorgo che sono arrito a destinazione. il capo treno me lo fa notare:gentile. e fastidiosamente, una realtà senza quella musica stupenda che ho assaporato nelle ultime due ore, ritorna a velocizzare tutto.

Utente non più registrato alle 18:35 del 9 dicembre 2009 ha scritto:

Lo sto ascoltando in quest'ultimo periodo, a furia di sentirne parlare e vederlo riportato un po' ovunque tra liste e classifiche mi son detta, massì machemmefregaammè e mi ci sono messa un po'.

Non mi sta dicendo molto, la voce di Mangum la trovo a tratti irritante...vediamo se migliora

lev (ha votato 10 questo disco) alle 12:47 del 2 febbraio 2010 ha scritto:

disco sublime, uno di migliori che abbia ascoltato negli ultimi vent'anni. rockwell, spero che tu te lo sia riascoltato per benino, perchè questo merita davvero, e se non lo hai ancora fatto te lo consiglio vivamente. non lasciarti sfuggire questo gioiello. come al solito splendida recensione di matteo.

Utente non più registrato alle 13:17 del 2 febbraio 2010 ha scritto:

capolavoro senza se e senza ma, come la recensione.

andyquasart (ha votato 10 questo disco) alle 0:23 del 7 ottobre 2010 ha scritto:

eh si

capolavoro assoluto

bill_carson (ha votato 9 questo disco) alle 19:17 del 10 ottobre 2010 ha scritto:

disco meraviglioso

folktronic (ha votato 9 questo disco) alle 14:55 del 14 novembre 2010 ha scritto:

grandissimo disco....comprato, alcuni anni dopo la sua uscita, e rivalutato in generale grazie al passaparola ...

Hexenductionhour (ha votato 10 questo disco) alle 11:58 del 22 gennaio 2011 ha scritto:

wow

wow che grande band,scoperti solo di recente ma con immenso piacere...penso che bastino la recensione e i vostri commenti a far capire la grandezza di quest'album...

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 16:05 del 27 ottobre 2011 ha scritto:

Diamante grosso e grezzo!

... che fatica fare il minatore in SdM! ... recensione ***** biblica per un disco fascinoso che ti conquista in progress e crea dipendenza ... durante l'ascolto infastidiscono le "imperfezioni" volute (?) e ti viene voglia di suggerire a questi Milk di reinciderlo con più cura e precisione ... consiglio su you tube una versione dei Fanfarlo****** di In The Aeroplane Over The Sea-dei! ... veramente notevole e superiore all'originale Neutral ... in ritardo ma voto al massimo!

Lezabeth Scott (ha votato 10 questo disco) alle 16:45 del 27 ottobre 2011 ha scritto:

Ienos, i Fanfarlo gli fanno due baffetti (alla Clark Gable) a questi...

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 1:09 del 29 ottobre 2011 ha scritto:

Baffetti e pizzetti di latte!

Lezabeth non strapazzare i miei Fanfarlucci! … per loro ho una megacotta irreversibile e guai a chi me li tocca! … la voce unica, di classe, senza forzature e sempre impostata di Simon Balthazar è la marcia in più che permette il sorpasso di qualità sui Milk anche loro belli, ispirati ma un po’ arrabattati negli arrangiamenti delle composizioni, di contra Fanfarlo perfezionisti nel labor limae e siamo solo al debutto … babyscott da latte! … permetti ai Fanfarlo di rinfarlo e poi … poi ai tuoi baffetti puoi aggiungere anche il pizzetto se vuoi … il tuo Ghebol sarà più carino e via col vento Ho(s)ara!

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 12:19 del 29 ottobre 2011 ha scritto:

Beh l'album dei fanfarlo piace parecchio anche a me, Giuseppe, però, insomma, i Neutral sono tutta un'altra cosa e quell'arrabattamento nella scrittura e negli arrangiamenti - che io definirei piuttosto un'urgenza espressiva paurosa e un sublime gusto dell'eccedere - è il valore aggiunto. Sicuramente uno dei cd più intensi mai ascoltati. Un pop così inventivo e ispirato è riuscito a pochissimi altri... Poi la title track e two headed boy (la mia preferita con accompagnamento di pelle d'oca dal primo all'ultimo secondo) sono brani irripetibili!

Voto 5. Voto massimo. Con aggiunta di lode.

PS ho ascoltato la cover di cui tu parlavi. Davvero la trovi superiore al'originale? In cosa, esattamente?

simone coacci alle 12:40 del 29 ottobre 2011 ha scritto:

RE:

D'accordissimo. Come se l'avessi scritto io. E "Oh Comely" poi? Quel becheggio triste e solenne della chitarra, quell'incedere come di bara portata a spalla, quell'urlo strozzato prossimo a mandare la melodia in frantumi. 8 minuti di una bellezza commevente.

hiperwlt (ha votato 10 questo disco) alle 12:37 del 29 ottobre 2011 ha scritto:

i Neutral sono tutta un'altra cosa e quell'arrabattamento nella scrittura e negli arrangiamenti - che io definirei piuttosto un'urgenza espressiva paurosa e un sublime gusto dell'eccedere - è il valore aggiunto

stesso pensiero: parole sante! però apprezzo che si parli anche di fanfarlo - per altro il brano che gira del prossimo disco promette...Giuseppe, tieniti pronto ). ah: mangum genio per davvero.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 19:48 del 29 ottobre 2011 ha scritto:

Tre piccioni con una lunga RE:fava!

… avete perfettamente ragione su tutta la linea!! … In the Aeroplane si vola altissimo e le mie five little stars del 2011-10-27 16:05:32, in tempi non sospetti e antecedenti alle vostre puntualizzazioni, chiariscono il mio pensiero e l’adesione al giudizio generale … ho definito il disco “un diamante di grossa caratura” ma con delle “impurità” … sbavature nel mixaggio di alcune parti, fiati leggermente rallentati, “frusciare” a volte sgradevole, qualche chiusura anticipata o altre dilatate oltre misura … la registrazione sembra (o lo è?) in presa diretta e “buona la prima!” … frettolosamente … come se i Milk avessero di meglio da fare dopo l’incisione … capisco che sono sensazioni mie e sto facendo la mosca bianca sullo specchio … ma piuttosto il mio rammarico è dettato dal fatto che una maggiore “cura” avrebbe evidentemente dato risultati migliori e reso il lavoro veramente insuperabile … infine la voce di Mangum … di grande effetto e in multicolor nelle tonalità basse e di riflessione … nelle impennate invece sembra tirata al massimo, quasi stentorea con pericolo di crash che poi, fortunatamente non avviene e scatta l’applauso liberatorio da parte nostra che gli vogliamo veramente bene … ma non diciamolo alla Dea(r) Leza che non vede l’ora di “scarabocchiare” e spernacchiare l’opinione in concorrenza, però ragazzi … cosa sarebbe SdM senza i bliz lapidari di Miss Scott? … una monotonia letale! … ritorniamo a noi … a Salvatore faccio i miei complimenti sinceri per la lucidità e per la precisione dei giudizi e delle osservazioni sistematiche che puntualmente ci elargisce … il mio 99,9% di condivisione per Milk/derivati e tutto il resto … per la cover avrai capito che la mia è una valutazione da supertifoso fanfarliano e nulla più … però dai … Balthazar è un concentrato di simpatia, di modestia e io credo ciecamente nelle sue possibilità e soprattutto nelle sue enormi doti vocali … riverisco e ringrazio hiperMauro per il “nuntio vobis magnum gaudium” … abbiamo una nuova fanfarlsong??!! … dimmi subito dove-come faccio a fanfarla mia!!? … a Simone dico che ha espresso molto efficacemente quello che ho cercato di definire prima pure io … “quell'urlo strozzato prossimo a mandare la melodia in frantumi” … bravo! … ci siamo! … a me ricorda molto la versione acustica di Working Class Hero di Lennon … stessa nudità della chitarra e taglio di voce affilato come la lama di un rasoio che incide il cuore (?) … capisco di avere annoiato, ma non sono un Milk frettoloso! … salutatemi quel fanfarlone di Maradei che batte la fiacca in SdM e rischia il licenziamento in tronco!

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 19:42 del primo novembre 2011 ha scritto:

Grazie Giuseppe, sei molto gentile, tanto più che del "lucido" non me lo aveva mai dato nessuno!

Spero solo non stessi fanfarlando (fanfarlare: parlare a sproposito; da oggi entra, se me lo concedi, nel mio vocabolario) perché mi piace come complimento!

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 10:12 del 2 novembre 2011 ha scritto:

Da oggi fanfarlare sarà parlare a proposito e … lucidamente?!

Mai dire mai … concesso e arruolato! … benvenuto nella Fanfarlo Speakers Community Spa! … siamo già in due ma fanfarsaremo di più in men che non si dica! … sembreremo un po’ due Puffarli bla-bla, ma Miss Gargamella ci fanfarà due baffoncelli scherzosi alla Salvador Dalì … da qui invece mi aspetterei a breveheh la pallida e gentil fanfarletta di un irascibile digei on the air in era prog! … P.S. … - RE:“i Neutral sono tutta un'altra cosa” - … Salvatore, ho ascoltato poco e male “Everything Is” (EP?) e “On Avery Island” dei nostri Milk forever … mi riservo eventualmente di ricredermi, ma mi sembra che entrambe le performance parzialmente scremate “siano proprio tutta un’altra cosa” rispetto all’intero “In The Aeroplane Over The Sea” … resto in attesa di una tua puntuale shiny view!! … a riprova della mia stima ti prenderò a scatola chiusa e … buona la prima!!

folko alle 1:33 del 31 ottobre 2013 ha scritto:

abuso.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 19:38 del 31 ottobre 2013 ha scritto:

... dolcetto o scherzetto?! ... "milketto o fanfarletto"?! ...

B-B-B (ha votato 8,5 questo disco) alle 23:14 del 28 marzo 2015 ha scritto:

Fantastico, King of Carrot Flowers mette i brividi. Voto 8,8/10

unknown alle 9:35 del 29 marzo 2015 ha scritto:

non metto il voto...a volte mi chiedo perchè certi dischi che piacciono a tutti..a me non entrano in testa?

questo l'avrò ascoltato mille volte...ma non riesco a decifrarlo come capolavoro...non è male ..ma non mi da quella magia ..non so come spiegare

e continuo imperterrito a preferigli "on avery island"

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 23:14 del 25 maggio ha scritto:

... beh ormai che ci sono "mi faccio" pure questo ... !

zagor (ha votato 6 questo disco) alle 16:20 del 26 maggio ha scritto:

oh io ci ho provato ad ascoltarlo, ma niente da fare..non e' nelle mie corde. il prototipo di tutte le dimesse lagne indie-folk.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 6:47 del 28 maggio ha scritto:

... evidentemente eri al posto giusto nel momento sbagliato ... dovresti riprovare quando ti sentirai nel posto sbagliato al momento giusto!

Folk è sempre accattivante e l'indie è un mare magnum, l'orizzonte è quasi sempre una linea d'acqua ... un déjà vu esasperante, ma se dopo giorni_mesi di navigazione senza orientamento hai la fortuna di approdare su quell'isolotto di cui non conoscevi l'esistenza e avrai la costanza di sostarvi per il giusto tempo ... non fosse altro che per manipolare senza intenzione quella sabbia bianca, calda e finissima, uguale a tante altre eppure diversa, insignificante eppure necessaria in quel momento e dopo l'acqua senza apparente soluzione di continuità ...

... avrai un bel momento e non sarà facile riprendere il largo.

zagor (ha votato 6 questo disco) alle 11:06 del 28 maggio ha scritto:

un Mare Mangum direi lol

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 11:49 del 29 maggio ha scritto:

... per dimensioni accertate si direbbe un Loch Mangum ...

Vinci un premio di consolazione ...

HowManyTimes (ha votato 1 questo disco) alle 21:55 del 7 dicembre ha scritto:

che merda di album

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 0:44 del 8 dicembre ha scritto:

... ma come hai fatto a trovarlo?!

Immagino dall'odore ... avrai pure un cane che ti aiuta nelle ricerche di genere, un po' come per i tartufi.

Comunque ritenta, sarai più fortunato ...

FrancescoB (ha votato 7 questo disco) alle 14:47 del 8 dicembre ha scritto:

Un album che - i voti sembrano confortare la tesi - o si odia o si ama. Io forse sono fra i pochi che siedono nel mezzo: penso che questo sia un ottimo lavoro, ma non mi sono mai stracciato le vesti. Preferisco decisamente altri parti dell'indie anni '90.

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 1:50 del 9 dicembre ha scritto:

... dici bene, Francesco ... l'album per originalità e immediatezza riesce ad imporsi anche ai primi ascolti ma non risolve mai completamente "i se e i ma" che caratterizzano per molti versi il susseguirsi degli undici brani.

Non vorrei ripetermi, ho già dato in termini di valutazione complessiva e di perplessità per la qualità di incisione ... ancora oggi non so se sia stata una precisa scelta artistica o altro che non saprei ipotizzare ... in ogni caso rimangono innegabili l'importanza di In The Aeroplane Over The Sea nella discografia Indie e l'unicità della vocalità di Mangum ... non ci fossero bisognerebbe provvedere con urgenza, questa volta, senza se e senza ma.

FrancescoB (ha votato 7 questo disco) alle 10:14 del 9 dicembre ha scritto:

Ma l'hai votato 10, non mi pare tu lo ritenga irrisolto

Dì la verità, come al solito stai perculando ghghgh

Giuseppe Ienopoli (ha votato 10 questo disco) alle 13:14 del 9 dicembre ha scritto:

In verità ti dico ...

che il particolare momento

non si presta al perculamento

non fosse altro per il magone

che ci procura questo Krotone ... !

... aggiungi pure che siamo in avvento

credimi non è proprio il momento ... !!

Ma veniamo ai fatti ... il 27 ottobre 2011 ho dato 10 o più precisamente 5 stelle del vecchio conio SdM con la precisa motivazione di "Diamante grosso e grezzo!" ... quanto vuoi dare ad un grosso diamante? ... il massimo e vorresti di più!

... sempre in quella data, aggiungevo ... "disco fascinoso che ti conquista in progress e crea dipendenza ... durante l'ascolto infastidiscono le imperfezioni volute (?) e ti viene voglia di suggerire a questi Milk di reinciderlo con più cura e precisione" ... per rasentare la perfezione (ndr due giorni dopo) ... !

Vostro Onore ... oggi confermo e non smentisco ... chiedo pertanto il proscioglimento con formula piena dal sospetto iscritto in pubblico Registro e di contra si condanni al massimo della pena il novizio HowManyTimes per aver tolto al mio 10 lo zero pensando erroneamente che in quanto zero non valesse nulla!