Bologna Violenta
Utopie e Piccole Soddisfazioni
Nome Commerciale. Utopie e Piccole Soddisfazioni.
Categoria Farmacoterapeutica. Antidepressivo, psicotropo, inibitore della melatonina.
Indicazioni Terapeutiche. Cura dell’inedia cerebrale, controllo del ritmo sonno-veglia a tutto svantaggio del primo, trattamento nel recupero di capacità cognitive, terapia d’urto dello stress e della rabbia consapevole.
Controindicazioni. L’individuo che reputi di sentirsi in buona salute e in buona compagnia dovrebbe astenersi dall’assunzione del farmaco. E decedere in tali condizioni.
Precauzioni per l’uso. È buona norma ispezionare attentamente la confezione del farmaco prima dell’assunzione. Se individuate un panopticon siete sulla buona strada (e probabilmente architetti e/o fan degli Isis), se ci scorgete il cupolone ritenetevi un tantino deviati, il che è positivo, se ci vedete un parlamento vuoto, avete colto nel segno: siete predisposti e ricettivi. Se distinguete solo un semicerchio, assumete comunque il medicinale: tentar non nuoce, o magari si.
Interazioni. Informare il vicinato, qualora presente e suscettibile, prima di esporvi al farmaco: l’inusitato connubio di violino classico, scariche grindcore, momenti di estasi lieve e picchi di blasfemia assortita, bambini innocenti col sangue in bocca e canti gregoriani potrebbe destabilizzare i dirimpettai, e cagionare incontri con le forze dell’ordine, mai nome fu più appropriato, fervidi antagonisti del vostro mistico disordine forzato. Assicurarsi altresì, qualora l’assunzione stesse avvenendo direttamente in auricolo, di evitare accuratamente l’interazione con persone e animali: potreste terrorizzare gli uni e gli altri con improbabili mimiche facciali e incappare nello sciagurato incontro con le forze di cui sopra per due volte nello stesso giorno, eventualità sconsigliabile. Si raccomanda, nel caso, prudenza o violenza, e nessuna via di mezzo.
Avvertenze Speciali. Gravidanza e allattamento: somministrazione consigliata. Guida di veicoli ed utilizzo di macchinari: somministrazione sconsigliata.
Dose, Modo e Tempo di Somministrazione. Bambini: assunzione consigliata sin dalla nascita a intervalli clinici di dosaggio, con picchi nell’età di maggiore apprendimento, variabile e direttamente proporzionale alle ore di rincoglionimento televisivo cui l’infante è stato sottoposto. Raddoppiare la dose nel caso preferisse comunque la tv. Adulti: una dose ogni trenta minuti. Si consiglia di assumere in un’unica soluzione senza decontestualizzare i singoli elementi.
Sovradosaggio. Non contemplato.
Effetti (In)desiderati. Nell’ordine: disagio, malessere, lieve sibilo alle orecchie (a seconda del volume di assunzione). Indi risata incontrollata, percezione acuita, stordimento. Infine consapevolezza.
Forma Farmaceutica e Contenuto. Compresse multiuso: confezione da una pillola da 30’ scarsi.
Composizione. Utopie e Piccole Soddisfazioni conta ben ventuno componenti suddivisi in sapienti percentuali. Eccipienti (non riempitivi) 15%: un ausilio all’assorbimento del farmaco è fornito dalle schegge “Utopie”, barocca e terribilmente elegante, “È sempre la solita storia, ma un giorno muori”, virtuosismo dal titolo programmatico, “Lasciate che i potenti vengano a me”, per psicopatici stonati, “Il Bimbo”, chill-out prontamente mozzata, “Lutto nella testa”, mitragliata gratuita, “Popolo bue”, in levare delinquenziale. Principi attivi e passivi 53%: “Vorrei sposare un vecchio”, apocalisse con tanto di (marcio) matrimonio finale, “Sangue in bocca” grind diluito in echi cosmici, “Costruirò un castello per lei”, favola degenerata. “Valium Tavor Serenase”(ricetta rubata ai CCCP, profetici alchimisti d’altri tempi) rilassa, stende e riprende, “You’re enough” è urlata nel buio dal maestro ematologo J.Randall (Agoraphobic Nosebleed), “Remerda” è favoletta dolce di Nunzia Tamburrano per bambini inconsapevoli (prontamente puniti), “Il convento sodomita” è canto di monaci da funesti aldilà industriali, “Terrore nel triregno” mortale conto alla rovescia, “Mi fai schifo” è la protesta agonizzante dal fondo di un pozzo di Francesco Valente (Teatro degli Orrori, e se non è una genialata questa…), “Piccole soddisfazioni” una radiolina legittimamente distrutta da un machete, “Le armi in fondo al mare” un valzer violentato, “Transexualismo” soundtrack da soft-porno tralignante in snuff movie. Droghe aggiuntive 32%: un “Intermezzo” lieve di archi, un “Incipit” strepitoso di arpeggi e deflagrazioni sul discorso di fine anno di Saragat nel ’67, un “Finale – con rassegnazione” di violino e cinematografico botto conclusivo.
Titolare Dell’Autorizzazione All’Immissione In Commercio. Bologna Violenta.
Produttore. Nicola Manzan.
Revisione Del Foglio Illustrativo Da Parte Dell’Agenzia Italiana Del Farmaco. Gennaio 2012.
Conclusioni. Capolavoro contemporaneo. Bugiardino a chi?
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