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R Recensione

9/10

Manuel Gottsching

Inventions For Electric Guitar

The incredible career of the electric guitar since the beginning of the Rock'n Roll times and my personal experiences on that instrument within the last six year gave me the possibility to lead the guitar to a new way performance – electric music” (Manuel Gottsching)

Un viaggio circolare. Procedi dritto per la tua strada, sempre, e ti ritrovi, sempre, al punto di partenza. “Il Ka è una ruota”, usava dire Roland Deschain, si torna inevitabilmente all'inizio, ma la speranza che qualcosa di minimo cambi in questo infinito viaggio circolare c'è. Minimo come il minimalismo di cui è intriso “Inventions for Electric Guitar”, minimo come la grandezza che il proprio piccolo corpo assume nel momento in cui le note delle composizioni di Gottsching accarezzano l'udito. Forse è spazio, forse sono le profondità dell'oceano, probabilmente non è né l'uno né l'altro, semplicemente entrambi. L'unione degli opposti, pieno e vuoto, terra e cielo, femmina e maschio, perfetta sintesi e enorme guadagno. La completezza dell'infinito.

Manuel Gottsching nasce a Berlino nel 1953 e cresce ascoltando Jimi Hendrix, Rolling Stones, Cream e Who. Studia chitarra classica sin da piccolino, ma non ha ancora le idee bene in chiaro. C'è qualcosa che lo distrae, come un fantasmino, un diavoletto o un simpatico folletto birichino. Decide allora di darsi alla batteria, si perché vuole formare una band con il suo migliore amico Harmut Enke e spaccare tutto. Aveva 15 anni. Ma al destino non si sfugge. Il destino è come la natura, crudele e impietoso, ed è così che studia improvvisazione con il famoso compositore d'avanguardia svizzero Thomas Kessler e incomincia il lungo cammino che lo porterà a diventare ciò che è lasciando un'enorme impronta sulla storia della musica. A dargli la spinta propulsiva a scolpire una forma per suo estro furono chitarristi come Eric Clapton e Jimi Hendrix, artisti della scena tedesca in pieno fermento in quegli anni, tra i quali Cluster, Can, Agitation Free e Tangerine Dream, nonché, ma forse in maniera minore di quanto si creda, i primi Pink Floyd, di cui acquistarono gli strumenti a Londra. Nacquero così nel 1971 le lunghe jam psichedeliche degli Ash Ra Tempel con protagonisti Gottsching, il suo amico Enke e Klaus Schulze, il quale e aveva appena lasciato i Tangerine Dream per poi andare via incominciando la sua fruttuosa carriera solista.

Ma i veri incubatori del suono del suo primo lavoro solista (ma ancora sotto il nome Ash Ra Tempel) furono alfieri del minimalismo come Steve Reich, Philip Glass e Terry Riley. Era il 1974 e nacque nel suo studio a Roma “Inventions For Electric Guitar”, capolavoro di minimalismo cosmico, opera innovativa per i tempi in cui venne partorita e seminale per i futuri lavori del nostro più tardi chiamato Mr Ashra e la musica tutta. Una chitarra, un registratore a quattro canali, un pedale WahWah, un Revox per l'eco e poco altro. Un metronomo, una moglie con una dose infinita di pazienza, tre mesi di duro lavoro, e nessun ausilio elettronico per creare il suo monumento musicale, interamente suonato nota per nota se non qualche parte con velocità raddoppiata.

Si inizia con i 17 minuti di “Echo waves” e subito la musica si trasforma in una progressione minimalista spaziale. Il suono ondeggia tra perfetti incastri di chitarra, un infinito andare e venire. Un brano ipnotico, cosmico e luogo di trance infinite. È intorno al tredicesimo minuto che Mr Ashra si sfoga in un assolo che va delicato a spegnere l'atmosfera in un suicidio predeterminato. Il volo circolare in terre lontane fa da preambolo alla sofferta rassegnazione di “Quarasphere”, dove la Gibson dipinge note allungate che disegnano una solitudine senza fine, con la speranza messianica che qualcosa cambi. In fondo il bello è questo, la sofferenza della solitudine, il momento in cui entri in te stesso e rimani solo tu, con i tuoi pensieri e il tuo cuore, e non comanda più la tua coscienza, ma il tuo animo senza tempo che contempla il tutto dall'alto. "Quarasphere" è contemplazione egocentrica. Dopo la relativa quiete giunge il momento del capolavoro del disco, “Pluralis”, con la reiterazione infinita della partitura iniziale a dare un ritmo trascinante a tutto il pezzo. L'ossessiva ripetizione di più parti, che a poco a poco si aggiungono e completano l'una con l'altra, è accompagnata da una sotterranea melodia che porta l'ascoltatore verso stati di coscienza sempre più alti per poi morire, come in “Echo waves”, in un assolo degno del miglior Gottsching.

È musica ipnotica, matrice di fantastiche proiezioni, di viaggi interminabili e emozioni intense. Un salto nelle viscere dell'universo. “Inventions for Electric Guitar” si dichiara un capolavoro fuori dal tempo che difficilmente tramonterà. La circolarità della sua musica non può fare altro che autoalimentarsi, come il serpente mercuriale che divora la sua coda rigenerandosi all'infinito. Tutta la verve creativa di Mr Ashra proviene da qui. Dal suo secondo lavoro individuale sempre sotto il nome Ash Ra Tempel, one man band a tutti gli effetti scevra di Enke e Schulze, “New Age of Earth”, da molti giudicato anticipatore della new age, alla sua ultima opera ufficialmente solista del 1984,“E2-E4”. Un'improvvisazione di un'ora che è il naturale prosieguo dell'anima minimalista di Gottsching venuta alla luce nel 1974. Si parla di “E2-E4” come un disco fondamentale per l'elettronica che verrà, ma questa, è un'altra lunga storia.

When I was a child I was pretty sure that it would be no problem to travel to the moon when I was grown-up. Then becoming a Cosmic Courier in music was not too bad. I love dreaming, it seems to be essential for me, therefore I'm very careful with dreams to come true. There might be one dream less to dream of anymore. Thus, with no deficiency in dreaming, I am working in my new studio during the nights, and during the day I care for my nice family. It's only rock'n'roll, but I like it.” (Manuel Gottsching)

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Voto degli utenti: 8,6/10 in media su 9 voti.
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REBBY 7/10
gramsci 10/10
B-B-B 9/10

C Commenti

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loson (ha votato 8 questo disco) alle 9:55 del 25 maggio 2011 ha scritto:

Gli Ash Ra Temple li ho sempre apprezzati con moderazione, sono sincero. Per il Gottsching solista, invece, non può che essere <3 all'ennesima potenza . Un musicista luminoso, duttile, decisivo negli sviluppi di correnti musicali (techno, ambient, minimalismo) che mi stanno particolarmente a cuore ("E2-E4" vale dieci stelle!). Una delle mie fantasie musicali ricorrenti è immaginare Gottsching e il Miles Davis del '74 insieme a suonare, a creare insieme qualcosa di spiazzante, etereo, alieno, come un incrocio fra "Echo Waves" e "He Loved Him Madly. Bei sogni. Bravissimo Michele.

keolce, autore, alle 19:45 del 26 maggio 2011 ha scritto:

RE:

Ti ringrazio loson e ti dirò, anche il mio entusiasmo per i lavori degli Ash Ra Tempel è sempre stato tiepido.