R Recensione

8/10

Colosseum

Valentine Suite

I Colosseum discendono dalle radici del british-blues (Korner - Mayall): l’influenza c’è tutta e si percepisce al primo ascolto. Il disco, però, si stacca dai canoni del rock-blues e suona nella prima facciata jazz-rock e nella seconda tipicamente progressive. Non a caso Valentine Suite, il brano che riempie interamente il lato B, non solo da il nome all’album rendendolo uno dei primi album del progressive britannico, ma addirittura lo consacra tra le pietre miliari di questo genere facendone un importante tassello della lunga storia del rock. Il disco ha, inoltre, un’altra valenza storica: è il primo con etichetta “Vertigo”, una delle più importanti del genere undergrond-progressive.

I brani iniziali (The Kettle ) lasciano il sospetto di un rock duro più che progressive. Ma in Elegy il ritmo cambia e diviene addirittura pionieristico, evidenziando tratti didisco music, fino a trasformarsi in un jazz-rock molto ispirato. Butty's Blues è inizialmente un blues con l’organo al posto dei fiati ma poi compare il sax e le influenze e i generi si intrecciano, ma non stridono mai, anzi si amplificano e si arricchiscono l’uno l’altro mescolandosi.

Ci alziamo, giriamo la facciata, ed ecco la suite tanto attesa. Valentine Suite è subito dominata dalle tastiere di Greenslade. L’aria centrale, impermeata del sax e dai cori celestiali, ci riporta a sonorità che altri cercheranno di imitare. La suite non può essere definita un capolavoro ed insieme al resto del lavoro crea un’opera poco coesa, ma che risulta stupefacente per la complessità del materiale ascoltato in poco più di trenta minuti. Materiale sufficiente per mostrare le qualità dei membri del gruppo, qualora ce ne dovesse essere stato bisogno viste le precedenti esperienze, che purtroppo per mancanza di intenti comuni non riuscirà più a raggiungere tali livelli.

Valentine Suite è un disco che prende spunti importanti dal recente passato e che lascia tracce molto visibili nella musica di fine anni sessanta - inizio anni settanta, risultando erroneamente troppo spesso e facilmente dimenticato.

V Voti

Voto degli utenti: 8,6/10 in media su 10 voti.
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REBBY 9,5/10
bart 8,5/10

C Commenti

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icominto (ha votato 8 questo disco) alle 18:39 del 11 gennaio 2010 ha scritto:

Un po' sottovalutato! Oltre alla bellissima suite "valentine suite" che l'ha reso celebre ritengo sia un disco nel complesso molto piacevole ed equilibrato.

galassiagon (ha votato 9 questo disco) alle 14:14 del 21 marzo 2010 ha scritto:

grandissimi

Disco epocale come pochi altri, tra i 20 migliori di sempre , resta superiore a qualsisi disco progressive mai fatto anche perchè è musica progressiva non formale , ma sostanziale

Roberto_Perissinotto (ha votato 8 questo disco) alle 16:07 del 21 marzo 2010 ha scritto:

D'accordo anch'io sul fatto che sia poco coeso, ma la suite è stupenda e ci sono anche altri passaggi di buon livello e davvero godibili...un fondamentale punto di passagio tra memorie jazz/blues e ricerca progressive.

dalvans (ha votato 9 questo disco) alle 15:47 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Ottimo

Ottimo disco

Utente non più registrato alle 14:02 del 27 marzo 2013 ha scritto:

Gruppo e disco fenomenale, e non solo qui