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R Recensione

10/10

The Radio Dept.

Lesser Matters

Lesser Matters è la celebrazione della malinconia e dei sogni infranti, il ricordo di una storia d’amore perduta, finita da tempo, ma che continua a gettare la propria ombra nel presente.

Stupefacente esordio degli svedesi The Radio Dept, datato 2003, Lesser Matters ammalia fin dal primo attimo, ogni nota è saturata al limite da sentimenti di una sincerità disarmante. Non si può far altro che abbandonarsi insieme al cantante Johan Duncanson, autore di tutti i testi, alla rimembranza di momenti meravigliosi, di dolori profondi, di ferite che sembrano voler rimanere aperte per sempre.

Ogni passaggio ci viene raccontato con una dolcezza unica anche negli episodi più tristi, capace di commuovere veramente. Per far questo, il gruppo attinge a mani aperte dalle atomosfere più rarefatte del dream-pop (Cocteau Twins) e dello shoegaze più “morbido” (Slowdive), mescolandole con una produzione prettamente lo-fi.

Too Soon è un breve preambolo di synth e tastiere che sembra sospeso fra il sogno e la veglia, la cui calma viene interrotta improvvisamente dall’entrata di batteria e chitarra di Where Damage Isn’t Already Done, che nasconde lacrime e rassegnazione dietro ad un mood solare.

Il disco mostra una straordinaria freschezza compositiva e, col procedere dei brani, fra i riverberi e le distorsioni di chitarra di Keen on Boys, i suoni ovattati e le drum machine di Why Won’t You Talk About it e Slottet #2 e l’atmosfera struggente e sconsolata, accentuata da un uso efficacissimo dell’elettronica, di It’s Been Eight Years, si comprende sempre meglio che il gruppo ha davvero grandi numeri sia in fase melodica che armonica.

Ogni pezzo fornisce un piccolo indizio, un tassello utile per ricomporre il quadro che Duncanson sta cercando di mostrarci; i continui riferimenti all’anno in cui il cantante sembra aver perso una parte di se stesso (la già citata It’s Been Eight Years e 1995), attimi in cui l’amore sembra potersi stagliare contro qualsiasi cosa (Against The Tide), squarci di ripresa dal dolore e di speranza per il futuro che danno però l’impressione di poter durare per poco tempo (Strange Things Will Happen, dove fa capolino la voce bellissima e cristallina della bassista Lisa Carlberg).

Il viaggio volge alla conclusione, ma tutto rimane meraviglioso ed impeccabile, conservando la straordinaria carica emozionale che caratterizza ogni momento dell’album. Quindi ecco Your Father che richiama It’s Been Eight Years nella sua forma di ballata, Ewan che dà un’ultima accelerata ai ritmi prima dello splendido finale di Lost and Found in cui un dolcissimo riff di chitarra sembra accarezzare la voce dolente di Duncanson, ed esce di scena in punta di piedi per lasciare alla drum machine l’onore di scandire gli ultimi attimi del brano.

Lesser Matters è splendida tristezza, elegia dello sconforto, autentico diamante che la scena indie ci ha regalato all’inizio del nuovo millennio; non perdetelo per nessuna ragione al mondo.

V Voti

Voto degli utenti: 9/10 in media su 21 voti.
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loson 10/10
luca39 8/10
babaz 10/10
giank 7/10
target 9/10
4AS 8/10
REBBY 10/10
brian 9/10
bonnell 10/10
creep 10/10
motek 9/10
tecla 7/10

C Commenti

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loson (ha votato 10 questo disco) alle 21:21 del 5 febbraio 2008 ha scritto:

Capolavoro senza tempo.

otherdaysothereyes (ha votato 10 questo disco) alle 17:57 del 30 agosto 2008 ha scritto:

Miglior disco indie pop degli ultimi dieci anni. Peccato che non siano riusciti a ripetersi con "Pet Grief",ma di questo "Lesser Matters" non mi stancherò mai!

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 10:07 del 24 novembre 2008 ha scritto:

strepitoso

Utente non più registrato alle 16:58 del 26 novembre 2008 ha scritto:

bellissimo album! adorabli i Radio Dept.

luca39 (ha votato 8 questo disco) alle 13:53 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

sono svedesi

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 14:11 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

sì in effetti mi sembra un errore abbastanza pacchiano: nessuno controlla le recensioni???

Mr. Wave alle 14:33 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

ragazzi, non c'è bisogno di enfatizzare e sovradimensionare la svista. C'è l'apposita sezione ''Contatti'' -> ''segnalazione errori'', per rettificare la disattenzione.

Paranoidguitar (ha votato 10 questo disco) alle 16:40 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

ah ok, però attenzione...

doopcircus alle 16:56 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

RE: RE:

Refuso corretto

Wasted Jack, autore, alle 21:58 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

Chiedo scusa per la svista :/

Mr. Wave alle 21:59 del 22 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

ma figurati, Jack! ;D

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 16:34 del 3 dicembre 2009 ha scritto:

Di una bellezza sconvolgente. E gli ep pubblicati prima di pet grief non sono da meno. Pulling our weight su tutti. Contiene Someone else che insieme alla title track è una delle loro canzoni più belle.

4AS (ha votato 8 questo disco) alle 14:15 del 29 aprile 2010 ha scritto:

Assomigliano molto (troppo) ai jesus & mary chain, cmq ottimo disco, peccato però che il fatto di essere così derivativi e di non avere uno stile proprio li porterà a smarrirsi già dal 2° disco.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 16:46 del 7 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Non sono molto d'accordo sul fatto che non abbiano uno stile proprio. Sicuramente il loro background musicale è evidente, ma credo anche che risultino assolutamente personali, autentici e originali in ogni loro lavoro. Credo che ormai si possa quasi parlare di stile Radio Dept.

Ecco, nel loro caso più che derivativi direi derivati

StateOfLoveAndTrust (ha votato 8 questo disco) alle 11:33 del 21 ottobre 2010 ha scritto:

album stupendo...per atmosfera, suono, scrittura