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R Recensione

9/10

Radiohead

The Bends

Dopo un esordio un pò claudicante quale Pablo Honey e soprattutto un singolo (Creep) che li ha fatti conoscere in tutto il mondo i Radiohead pubblicano il loro secondo album, The Bends, nel 1995. Le differenze rispetto a due anni prima sono già sorprendenti: Yorke e soci mettono da parte il guitar pop trito e confuso degli inizi per approdare ad un approccio più attento a melodie e suoni, sempre restando comunque nell’ottica di un pop dal sapore tipicamente inglese. Dove però su Pablo Honey si facevano spesso sentire i limiti di una mancanza quasi assoluta di originalità, qui si incominciano ad intravedere in modo vivido molte delle caratteristiche che diventeranno tipiche dei ragazzi di Oxford. Due in particolare sono gli aspetti che caratterizzano The Bends e che verranno estremizzati in Ok Computer: la desolazione di testi nichilisti e pessimisti che evidenziano un netto malessere esistenziale e la svolta verso un suono più malinconico e meno aggressivo.

Semplificando in maniera rozza si potrebbe forse classificare The Bends come un incontro tra la cupezza dell’ultimo Kurt Cobain e le dolci produzioni di Smiths, U2 e Jeff Buckley. Rimane però la sensazione che già da questo album ci sia un certo “tocco Yorke” che aggiunge un elemento di unicità, proiettando l’album verso le vette del pop britannico degli anni '90, e rendendo il gruppo un modello imprescindibile per molti gruppi britannici (primi tra tutti i Coldplay) e non, a venire.

Un aspetto importante da considerare riguardo alla produzione è l’inizio della collaborazione con Nigel Godrich (tuttora attivo, ormai quasi un membro ombra della band), demiurgo in grado di far emergere e sbocciare il suono-Radiohead.

Già da Planet telex infatti si nota come le chitarre siano più nitide e compatte, i riff ispirati. E già le prime lyrics (“you can force it but it will not come”) rappresentano un esempio dello scetticismo di Yorke verso tutto ciò che lo circonda. Anche la title-track conferma il malessere personale del poeta rimasto solo (“where are you now when i need you?”) e la vana e romantica speranza che le cose possano migliorare magicamente da sè (“i wish i could be happy, i wish that something would happen..”). High and dry si presenta con un intimo sussurro e sboccia in una ballata triste e travolgente, a precedere la lancinante Fake Plastic Trees, divenuta con merito un classico del repertorio del gruppo. E in effetti è difficile trattenere la classica lacrimuccia mentre nella delicata galoppata sonora uno sconsolato Yorke denuncia un mondo fatto di plastica, circondato da oggetti e uomini di gomma in cui ci consumiamo lentamente sognando di poter esprimere liberamente la nostra identità ma non riuscendoci.

Bones risente troppo dell’influenza U2 e stona per l’eccessiva irruenza ma l’atmosfera torna a essere (relativamente) rilassata e tranquilla con la dolce nenia Nice Dream.

Just (singolo dell’album) è un altro dei capolavori del gruppo con la sua struttura atipica, la voce dissociata e psicotica di Yorke a cavalcare le dissonanze della chitarra di Greenwood, ancora memore del grunge ma già oltre, sostanzioso antipasto dei deliri sonori di Ok Computer. My Iron Lung ritorna alle tematiche di apatia sociale (“we’re too young to fall asleep too cynical to speak we are loosing”) all’interno di un saliscendi emotivo quasi schizofrenico.

L’eterea e ipnotica Bullet Proof... I Wish I Was è uno dei tanti gioiellini semi-nascosti di The Bends, così come da manuale del pop è il ritornello di Blackstar. Ma è un pop oscuro, velato di tristezza e rabbia e soprattutto è un pop d’autore,dal respiro poetico, da cui non si può non rimanere affascinati, come riesce difficile non immedesimarsi nelle ansie, nelle paure e nella voglia di prendersela davvero con una stella nera, con un cielo che crolla e con un satellite, piuttosto che andare verso il collasso totale.

La successiva Sulk, costruita sulle eccezionali doti canori di Yorke viene di fatto oscurata dall’onnipotenza di Street Spirit (Fade Out), altro pilastro di poesia stampato su un’effige sonora composta da un pizzico di magia e irrealtà. Definita da Yorke come “un tunnel oscuro senza una luce alla fineStreet Spirit rappresenta l’incontro onirico di Yorke con la morte, o con il diavolo, con un qualcosa insomma con cui l’uomo non può competere e da cui uscirà inevitabilmente sconfitto. Forse si potrebbe racchiudere in questo pezzo l’essenza del pensiero di Yorke, uno dei più cupi songwriter del nostro tempo. E in effetti si fa fatica a credere che un simile soggetto per tanti versi simile nello spirito a Kurt Cobain o a Ian Curtis abbia trovato la forza di andare avanti e lottare contro un mondo terribile che lo ossessiona. Noi che amiamo la poesia ringraziamo il fato per questa eccezione.

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greg ranieri (ha votato 8 questo disco) alle 15:10 del 27 aprile 2007 ha scritto:

Mi mette una nostalgia enorme questo album...i radiohead sono i radiohead. Sarà scontato ma è così.

swansong (ha votato 9 questo disco) alle 16:05 del 16 ottobre 2007 ha scritto:

Il migliore

A mio avviso questo è senza ombra di dubbio il miglior disco dei Radiohead alla faccia di Ok Computer e segg...un pò troppo "presuntuosetti"

andystarsailor (ha votato 9 questo disco) alle 10:34 del 18 dicembre 2007 ha scritto:

Capolavoro..

D'accordo con Swansong, migliore di Ok Computer...uno dei dischi rock fondamentali dei '90. Immenso...

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 11:10 del 15 febbraio 2008 ha scritto:

Bello, anche se non sento di poter dare più di un 7,5...Insomma, trovo che Ok Computer e Kid A siano decisamente più importanti per la storia del rock, questo nove invece li mette tutti sullo stesso piano!

Truffautwins (ha votato 9 questo disco) alle 3:49 del 24 novembre 2008 ha scritto:

Il loro miglior disco

Sono d'accordo. Un album eccezionale senza alcuna caduta di tono. Insieme a Nevermind e Mellow Collie il miglior disco rock degli anni '90.

bargeld (ha votato 7 questo disco) alle 18:55 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

RE: Il loro miglior disco

pone le basi per ok computer...che per me è di un altro pianeta. lo trovo superiore a Nevermind ma assolutamente inferiore a Mellon Collie. [voto 7,5]

lev (ha votato 9 questo disco) alle 12:55 del 12 dicembre 2008 ha scritto:

un disco meraviglioso, che ho da poco riscoperto. impreziosito da "fake plastic trees" una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato non ha niente da invidiare al successivo "ok computer".

ozzy(d) (ha votato 7 questo disco) alle 19:00 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

Questo è di gran lunga migliore di "Ok computer", pezzi come "planet telex", "just" e "sulk" sono piccoli gioielli, ma "nevermind" e "mellon collie" sono di un altro livello, suvvia. Peccato soltanto per l'ultima ballata, abbastanza straziante.....

bargeld (ha votato 7 questo disco) alle 19:03 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

(riguardo a nevermind) è solo che il grunge non mi riesce ad andar giù...

ozzy(d) (ha votato 7 questo disco) alle 19:08 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

come non ti piace il grunge? non hai scritto la rece di "dirt"??? un qualsiasi sospiro di layne manda a casa tutti i lamenti nasali di yorke....

bargeld (ha votato 7 questo disco) alle 19:11 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

RE:

esatto ho scritto di Dirt... lo adoro ma come ho scritto in recensione rappresenta una straordinaria eccezione. D'accordo su Staley

target alle 20:25 del 29 gennaio 2009 ha scritto:

"Street spirit" ballata straziante!?!? Suvvia, ragazzi, vabbeh che oggi è il giorno del "de gustibus", ma non ne abusiamo...

Sor90 (ha votato 9 questo disco) alle 12:31 del 3 giugno 2009 ha scritto:

Miglior disco dei Radiohead

Lo preferisco enormemente al seguito, lo trovo più vero, più sentito, rispetto alle pretese intellettualoidi (diciamo cosi) di Kid A e co.

E poi Black Star è una delle canzoni da ascoltare assolutamente almeno una volta nella vita. Album capolavoro

AndyLewis (ha votato 8 questo disco) alle 11:39 del 13 agosto 2009 ha scritto:

Pretenziosi?

Premesso che pur non essendo fan sfegatato apprezzo molto sia "the bands" che "Ok Computer",come si fa a dire che i Radiohead sono pretenziosi?Visti i risultati preferirei sperimentatori.

Detto questo se the bands è un gran bell'album che però prende molto dalla musica del periodo,Ok Computer oltre che bello è anche unico nel suo genere secondo me,quindi vado con il secondo.

bart (ha votato 5 questo disco) alle 18:17 del 24 aprile 2010 ha scritto:

A me sembra un disco di ordinario pop-rock, con qualche brano carino, ma nulla di più.

bart (ha votato 5 questo disco) alle 13:42 del 25 aprile 2010 ha scritto:

Devo però precisare che Street Spirit (Fade Out) è davvero una splendida canzone; triste, malinconica, commovente.

Zio Jeff (ha votato 7 questo disco) alle 20:48 del 23 ottobre 2010 ha scritto:

Brit

Un album di passaggio dal brit a cio che saranno davvero i Radiohead! Ottimo album...ottimi spunti....ottimi arrangiamenti!! Bravi loro

Controcorrente (ha votato 8 questo disco) alle 23:03 del 9 novembre 2010 ha scritto:

considerarlo il migliore dei loro è esagerato..ok computer ha una complessità musicale superiore(anticipata qui da just) e soprattutto non ha punti deboli, che qui possono essere rappresentati da high and dry, assolutamente non al loro livello e rinnegata dallo stesso yorke..per il resto sono d'accordo sui testi che qui a tratti possono essere considerati i migliori di sempre del frontman(nice dream)...poi per favore evitate il paragone con nevermind e il grunge in generale...sarà stato meno significativo ma musicalmente questo disco e i radiohead in generale si mangiano vivi cobain & co.

benoitbrisefer (ha votato 10 questo disco) alle 1:27 del 10 novembre 2010 ha scritto:

High and dry punto debole? Mah! Perché ha il difetto (difetto?) di essere più immediata e orecchiabile? Sarà anche stata rinnegata ma i R ne fecero un video che ebbe innumerevoli passaggi televisivi (c'era VM allora?) e che ha contribuito ad accostare tanti ad un gruppo ancora abbastanza poco conosciuto

Controcorrente (ha votato 8 questo disco) alle 22:14 del 22 novembre 2010 ha scritto:

non discuto l'impatto che high and dry può avere avuto ma è innegabile che non c'entri niente con quella che è la loro musica...anche qualitativamente parlando..è un pezzo pop rock che fatto dagli oasis andava benissimo, ma in un album come the bends non di certo..

folktronic (ha votato 6 questo disco) alle 0:30 del 23 novembre 2010 ha scritto:

sempre piaciuto poco....troppo stile U2...troppo melodico.....troppo normale.

salvatore (ha votato 9 questo disco) alle 11:14 del 23 novembre 2010 ha scritto:

RE:

Sì, forse il più melodico tra i lavori dei Radiohead e il mio preferito subito dopo OK Computer.

benoitbrisefer (ha votato 10 questo disco) alle 17:28 del 23 novembre 2010 ha scritto:

ma è innegabile che non c'entri niente con quella che è la loro musica

Continuo a non capire... High and Dry è il perfetto anello di congiungimento fra Pablo Honey e The Bends: lo stesso impatto melodico-epico di brani come Stop Whispering o Anyone Can play Guitar; che poi in The Bends vi siano anche brani più articolati e inusuali che preludono a OK Computer non significa nulla. Allora capisco di più chi critica l'eccessiva vicinanza a certe sensibilità U2 (soprattutto però in Pablo Honey) che sono a tratti innegabili. Se questo poi sia bene o male (troppo facile adesso dire criticare gli U2!!!)è questione di gusti...

Controcorrente (ha votato 8 questo disco) alle 20:58 del 23 novembre 2010 ha scritto:

forse mi sono espresso male..voglio dire solo che high and dry non c'entra niente con la musica che ha reso i radiohead grandi(non famosi)...poi non sono d'accordo sul fatto che sia il collegamento per passare da pablo honey a the bends..è molto più legato al primo se vogliamo, non presenta quasi niente delle nuove sonorità emerse nel 95...e poi è anche un fatto di gusti, per me è eccessivamente smielata..per quanto io adori la dolcezza e la malinconia di quasi tutte le melodie della band, questa non riesco proprio a farmela piacere

Utente non più registrato alle 15:07 del 28 settembre 2011 ha scritto:

le bende

Se da un lato è stucchevole, sdolcinato, roba da diabete (sulk, fake plastic trees, black star, the bends) dall'altra ci sono dei gioielli pop che non si possono non apprezzare almeno di primo acchito (just, my iron lung, high & dry) ma che alla lunga e dopo ripetuti ascolti ti arrivano a noia. forse per colpa di una scarsa profondità? non lo so. Se devo mettere su un disco di musica pop sdolcinata sinceramente approdo su altri lidi (deacon blue, bread, beach boys, meat loaf, four tops, stevie wonder, se non addirittura Whitney Houston perchè no?). se invece devo mettere su un disco dei Radiohead allora metto su Ok Computer...senza dubbio

benoitbrisefer (ha votato 10 questo disco) alle 15:41 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Ah sì? Perchè Ok Computer non è pieno di momenti "sdolcinati"? No Surprises su tutte, quintessenza del romanticismo zuccheroso!!! Se proprio non ti deve piacere la "melassa" di The Bends (posizione che non condivido ma che è più che legittima) avrebbe maggior senso confrontarla con la svolta elettronica di Kid A e Amesiac....

Utente non più registrato alle 16:20 del 28 settembre 2011 ha scritto:

le bende

non condanno la "melassa" come l'hai simpaticamente chiamata tu...(infatti ho anche espresso un parere positivo su alcuni artisti un po' sdolcinati). semplicemente preferisco la millefoglie (ok computer) alla meringa (the bends). trovo no surprises molto più profonda e ben composta di sulk o nice dream, per non parlare di fake plastic trees.

valvonauta alle 20:18 del 28 settembre 2011 ha scritto:

mi avete fatto venir fame

Dr.Paul alle 20:59 del 28 settembre 2011 ha scritto:

non sono un fan dei radiohead...gli ultimi due lavori non li ascolto da quando sono usciti, ad esempio! quindi non sono qui a difendere i miei eroi. non capisco però i discorsi sulle meringhe... è un'ossessione sta melassa, appena uno ascolta una melodia che si ficca in testa c'è il pericolo della melassa?? addirittura migliore la houston and IIIIII will always looove youuuu-uuu!!?? no surprises cambia solo l'arrangiamento, ma quale profondità? se la suoni acustica è uguale a fake plastic trees!

lev (ha votato 9 questo disco) alle 21:37 del 28 settembre 2011 ha scritto:

fake plastic trees è una delle più belle canzoni dell'universo!

benoitbrisefer (ha votato 10 questo disco) alle 21:45 del 28 settembre 2011 ha scritto:

Mi trovo in sintonia con il Dr. Paul. Non trovo i Radiohead sdolcinati, semmai in molti brani malinconici, tristi e spesso financo al limite della depressione... E comunque proseguendo sulla metafora alimentare se mi dovessi scoprire nauseato dall'eccesso zuccherino della meringa (The Bends)non cerco di porvi rimedio con il millefoglie (Ok Computer) ma piuttosto mi butto molto "olandesemente" su aringhe (Amesiac) e cipolle (Kid A) per rimuovere il (presunto) sovrabbondare di glucosio.

Utente non più registrato alle 9:05 del 29 settembre 2011 ha scritto:

W la melodia che si ficca in testa

No no...W la melodia che si ficca in testa...Quella di Paranoid Android è una maledetta melodia che si ficca in testa!Mi si è ficcata in testa 14 anni fa e se la riascoltassi adesso mi si ficcherebbe in testa fino a stasera, giuro! Karma Police è una maledettissima melodia che si ficca in testa, anche dolce, ma non "Sdolcinata". la differenza con alcune melodie (secondo me) sdolcinate di "Le bende" è che mi stomacano. Mi ripeto rischiando di Annoiare anche me stesso: mi trovate una canzone nelle "bende" al meno degna delle due citate sopra? oppure di No surprises (come si fa a dire che è come fake plastic trees?non riuscirei a confonderle neanche se mi traforassero le orecchie con gli stecchini... climbing up the walls o let down? Ok Computer 4 stelle e The Bends 3 stelle per me...AH: sì, meglio Whitney Houston. ho una bellissima raccolta della Houston. Non sono così snob...

Dr.Paul alle 12:19 del 29 settembre 2011 ha scritto:

RE: W la melodia che si ficca in testa

mattar, no surprises suonata acustica è zuccherosa tanto quanto fake plastic trees. cambia solo l'arrangiamento. provare per credere, inutile dilungarsi in chiacchiere!

karma police è una pop song abbastanza ordinaria...sul genere di high and dry, ma anche qui cambia e di molto l'arrangiamento e la produzione....i due brani spogliati dagli orpelli sono vicinissimi. discorso differente per paranoid android, un pop assolutamente atipico e dall'andatura poco rassicurante...molto probabilmente non è neanche in 4/4.....un pezzo che prende le distanze da quanto avevano fatto i radiohead prima!

Utente non più registrato alle 12:39 del 29 settembre 2011 ha scritto:

Le bende

Sì infatti Paranoid android se non mi inganno (la parte iniziale) è in 7/8...per il resto comunque mi sembra che siamo entrati nelle "sabbie mobili" del Degustibus...ho paura che non ne usciamo più...diciamo che pur non condividendo il tuo pto di vista lo rispetto...buono no? MAtteo

ozzy(d) (ha votato 7 questo disco) alle 13:41 del 29 settembre 2011 ha scritto:

trovare una ballata dei radiohead che non sia zuccherosa è come pescare una illibata alle "cene eleganti" di arcore, poi in questo ci sta "street spirit" che è da istigazione all'omicidio ghghgh

Sidney (ha votato 9 questo disco) alle 17:48 del 29 settembre 2011 ha scritto:

Stupendo

bart (ha votato 5 questo disco) alle 14:44 del 3 aprile 2012 ha scritto:

Avendolo ascoltato altre volte mi sento in dovere di rivalutarlo. Almeno un 7 ci sta tutto.

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 15:16 del 11 maggio 2012 ha scritto:

Il loro primo capolavoro. Lo comperai appena uscì, ed oggi a distanza di anni, la mia opinione è rimasta immutata. Gioielli come "Planet Telex", "Fake Plastic Trees" e soprattutto "Street Spirit" mi fecero capire che questi eran molto più della solita new-sensation gravitante attorno all orbita Britpop dell epoca. Poi arriverà OK Computer, altro capolavoro..Il resto è storia, nonostante oramai a mio avviso siano un po bolliti.

tramblogy alle 12:51 del 12 maggio 2012 ha scritto:

Track...ahahahahahaha

fab uni (ha votato 10 questo disco) alle 18:35 del 11 febbraio 2013 ha scritto:

credo che sia il più bell'album dei Radiohead per il semplice motivo che tutti i brani sono favolosi, già con ok computer trovo brani non bellissimi come fitter happier (se si può considerarlo un brano) ea pochi altri. Quindi la perfezione è valutabile solo con un bel 10.

Lepo (ha votato 9,5 questo disco) alle 19:51 del 11 settembre 2013 ha scritto:

Sono tra quelli che ritengono superiore "The Bends" a "Ok Computer". E' vero che qui manca la varietà di arrangiamento e visione d'insieme che caratterizzerà il successore, però il songwriting si staglia su livelli mai più raggiunti in seguito, per lo meno non da 12 pezzi consecutivamente. Veramente qui non c'è una canzone che non funzioni, sono tutte talmente solide da poter essere tranquillamente rese in acustico (l'unica eccezione è forse Bullet Proof, basata quasi interamente sull'effettistica dell'elettrica, senza la quale risulterebbe un pò pedante) e non perdere troppo in intensità. Gli interplay tra le tre chitarre sono qualcosa di fenomenale, imitato da migliaia di epigoni, ma mai davvero replicato da nessun altro. La voce di Yorke ancora non si è immobilizzata sul miagolio lamentoso, nell'anno 2013 sembra ormai mutatosi da cifra stilistica ad unica modalità espressiva, ed emoziona come pochissime altre, che egli la dosi nel falsetto, già nel 1995 sua specialità, o che la sprigioni, ora isterica (My Iron Lung), ora angelica (Sulk). Un'altra caratteristica che colpisce di The Bends è quella di saper cogliere come forse nessun altro album di quegli anni lo spirito del tempo, ponendosi perfettamente in bilico tra l'alternative rock americano e il brit pop, con testi di infinita tristezza (giusto per citare un altro album poco importante), desolati e rinchiusi nel loro insondabile ermetismo. Fondamentale.

Truffautwins (ha votato 9 questo disco) alle 17:26 del 24 settembre 2013 ha scritto:

Su un sito concorrente di cui non cito il nome (ONDAROCK, ahah) il recensore ha dato 6 a questo album. Ed inoltre ,nella recensione di OK computer, lo definisci intimista e quasi totalmente acustico. Inconcepibile.

Mattifuma96 (ha votato 8,5 questo disco) alle 22:08 del 21 febbraio 2014 ha scritto:

Album favoloso, il migliore dei Radiohead e sicuramente da inserire nella top 5 degli anni 90. Le migliori sono canzoni forti come Paranoid Android o Planet Telex, ma anche altre più melodiche come High and Dry e Fake Plastic Trees

Mattifuma96 (ha votato 8,5 questo disco) alle 22:09 del 21 febbraio 2014 ha scritto:

Album favoloso, il migliore dei Radiohead e sicuramente da inserire nella top 5 degli anni 90. Le migliori sono canzoni forti come Paranoid Android o Planet Telex, ma anche altre più melodiche come High and Dry e Fake Plastic Trees

REBBY (ha votato 9 questo disco) alle 0:07 del 22 febbraio 2014 ha scritto:

Paranoid android è su Ok computer.

RadioheadFan (ha votato 7 questo disco) alle 23:23 del 9 ottobre 2015 ha scritto:

Album molto ben fatto, ma... un po' insipido, inizio a intravedere i primi Radiohead veri e propri anche se soggettivamente preferisco Pablo Honey

LucaJoker19_ (ha votato 8,5 questo disco) alle 17:48 del 11 ottobre 2015 ha scritto:

un album molto bello, è li li con Ok Computer secondo i miei gusti .. ma non riesco a dargli 9, mi cala un pochino nelle battute finali

baronedeki (ha votato 9,5 questo disco) alle 18:19 del 7 agosto 2016 ha scritto:

Alla casa discografica non piaceva dicendo loro che nessuna canzone poteva essere una potenziale hit alla faccia della competenza . Album grandioso senza se senza ma

Giuseppe Ienopoli alle 18:51 del 7 agosto 2016 ha scritto:

... signor barone, ho una vaga sensazione che 'sti Radiohead non Vi siano indifferenti ... !

Chi occupa il secondo e il terzo posto nella Vostra magione?

baronedeki (ha votato 9,5 questo disco) alle 23:59 del 7 agosto 2016 ha scritto:

Ho tutta la loro discografia li ho adorati fino a in rainbows . The kings of limbs mi ha deluso troppo e dopo 8 anni se escono co un album di canzoni rifatte se non hanno più voglia basta hanno già dato abbastanza . Sono semplicemente arrabbiato e deluso e tradito da un gruppo che ho sempre difeso a spada tratta

Giuseppe Ienopoli alle 8:52 del 8 agosto 2016 ha scritto:

... dai non prenderla così ... è nella logica delle cose umane ...

Il successo, l' ispirazione seguono una traiettoria curva e l' epilogo non vince e nemmeno pareggia con l' esordio ... e poi sei un barone fortunato, alla delusione dei Radiohead del 2011 si è agganciata, ad oggi senza soluzione di continuità, l' euforia bianconera che purtroppo non accenna a curvare ...

... ti immagini fossi nato interista?!

... al flop di The kings of limbs unitamente a quello sportivo non avresti retto sicuramente! ... sei vivo per miracolo e non te ne sei nemmeno accorto ...

Dai, ammettilo ... sei un barone veramente fortunato ... purtroppo anche per i prossimi due anni ... minimo garantito!

PS. ... fatti furbo ... 'sto The kings "regalalo" a qualcuno che ti sta veramente antipatico e trovati un altro gruppo da scudetto sul campo!

baronedeki (ha votato 9,5 questo disco) alle 20:26 del 8 agosto 2016 ha scritto:

Grazie per il giusto consiglio non sono un barone e' il nome dei miei due cani barone e deki . King of l'ho già regalato . Quello che mi fa' arrabbiare è la mancanza di rispetto per quelli come me che non hanno mai badato a spese . Li immagino a pensare noi siamo i radiohead possiamo fare tutto ciò che vogliamo tanto sia critica che pubblico ci osannera' lo stesso anche se dovessimo fare un album con rutti e roba varia. Speriamo che con la juve vada meglio vincendo finalmente la coppa dalle grandi orecchie. Mi scuso per il lapsus freudiano , non 8 anni ma 5 perché king of era un ep mal riuscito

FCA1739 (ha votato 9 questo disco) alle 18:26 del 11 gennaio ha scritto:

Grande album questo! Scarto solo Bullet Proof, The Bends e Sulk che mi ricorda tanto Owner's Lament degli Scratch Acid.

FCA1739 (ha votato 9 questo disco) alle 18:27 del 11 gennaio ha scritto:

Grande album questo! Scarto solo Bullet Proof, The Bends e Sulk che mi ricorda tanto Owner's Lament degli Scratch Acid.