R Recensione

4/10

Fantomas

Delirium Cordia

Nel variegato mondo della musica contemporanea capita molto spesso di ascoltare opere che vengono definite “avanguardistiche”. Lavori che fuoriescono dai rigidi canoni del formato canzone basato sul sistema “inizio-strofa-ritornello-strofa-ritornello-ponte-ritornello-fine”, che si spingono oltre il normale concetto di “musica”, che mirano a stupire attraverso ogni mezzo a disposizione l’ascoltatore attraverso le armi della sregolatezza, della genialità, dell’assoluta mancanza di qualsivoglia legame logico tra i vari ingredienti che compongono i brani.

Frequenti sono le commistioni tra i generi più disparati, come frequente è l’utilizzo di oggetti inusuali per dar vita a composizioni “avant-garde”: trapani, campane, frullatori, seghe di metallo, voci di qualunque tipo, dialoghi tratti da film, colonne sonore perversamente storpiate, pianti di bambini ecc. Dischi da 100 canzoni compresse in 20 minuti (è questo il caso di “Altered States of America” degli Agoraphobic Nosebleed), oppure brani di quasi mezz’ora basati sulla ripetizione di pochi riffs suonati ad una lentezza sconsiderata, sormontati da tonnellate di rumorismo e ambient isolazionista (e chi ha ascoltato gente come Boris e Sunn O))) capirà).

Roba, insomma, che i critici d’ogni dove, così come gli appassionati di musica underground o alternativa, bollano come “per pochi, colti, raffinati, inadatta alla massa ignorante che si esalta seguendo MTV o che si droga del famigerato tunz-tunz discotecaro tanto amato-odiato”. Benchè si tratti di opere ambiziose, molte di queste rischiano di essere eccessivamente ostiche per chi ascolta, a causa della loro ostentata ricerca dell’originalità a tutti i costi, ma anche presuntuose e fini a se stesse, con la scusa che “sono dischi volutamente non-sense”.

Mike Patton, noto ai più per aver cantato nei Faith No More e nei Mr. Bungle e per aver collaborato con molti artisti noti della scena avant-garde, ha fatto del suo eclettismo, della sua follia e genialità la propria arma vincente. Ma i numerosissimi progetti a cui l’artista americano ha dato vita negli ultimi 8-9 anni hanno riscosso successi alterni, tra ottimi lavori ed altri di dubbio valore. Tra i suoi side-projects più noti non si possono omettere i Fantômas. L’ensemble, nato nel 1998 da Trevor Dunn (già bassista nei defunti Mr. Bungle), Buzz Osborne (chitarrista nei Melvins) e Dave Lombardo (batterista degli Slayer) e appunto Patton alla voce, ha rilasciato nel 2004 il suo terzo album, “Delirium Cordia”, che ha suscitato pareri contrastanti.

Delirium Cordia” è composto da un’unica traccia di ben 74 minuti, il cui tema principale che sta alla base è quello della chirurgia senza anestesia. In questa lunga sessione musicale s’alternano momenti di vuoto assoluto ad altri impregnati di rumorismo, suoni quasi impercettibili di oggetti che vengono spostati lasciano il posto ad improvvisi sconquassi sonori, voci appena sussurrate si accompagnano a cori ecclesiastici o gemiti di qualunque tipo, il tutto relegato in un’atmosfera dark/ambient intenta a sottolineare l’angoscia, l’inquietudine e il caos che regolano la vita moderna.

La componente tradizionale chitarra-basso-batteria è ridotta al minimo sindacale: non ci sono progressioni, armonie, e nemmeno un susseguirsi coerente di note musicali… insomma, nulla che possa essere ricondotto al concetto tradizionale di “musica”. Ogni tanto fanno capolino in quà e in là, tra i solchi bui di questo lavoro, brevi sfuriate metal che durano al massimo 10 secondi, per poi ripiombare in un vuoto definibile “cosmico”. Il problema principale di “Delirium Cordia” è che tutti questi ingredienti, che possono sembrare gustosi agli occhi di chi legge, sono mescolati alla rinfusa: l’assoluta mancanza di un “collante” a tenere ben salda la struttura di base fa sì che i numerosi spunti che si riscontrano girando in lungo e in largo tra i meandri di quest’opera siano campati in aria, cozzando tra di loro e rendendo l’ascolto prolisso, irritante e privo di ogni utilità.

Il colpo di grazia viene dato nell’ultima parte del disco: gli ultimi 20 minuti del cd sono stati riempiti inserendo il rumore della puntina che gira sul disco. Presa per i fondelli bella e buona, che mostra un’assoluta mancanza d’idee mascherata da genialità e sregolatezza sbandierata ad ogni piè sospinto.

Certamente un album di simili fattezze è composto appositamente per dividere il gruppo: da una parte, gli adulatori di Patton gridano al miracolo, dall’altra i detrattori (o forse quelli senza paraocchi?) avranno motivi ben validi per criticare l’eclettico musicista, il quale comincia a stare antipatico a molti, in quanto si sta cimentando sempre più in dischi senza capo né coda, vere e  proprie cataste di niente che vengono incensate come “capolavori, troppo avanti, troppo fighi, di cui solo gli illuminati possono cogliere il senso celato”.

C’è a chi ste evoluzioni (?) musicali piacciono, ma secondo il parere di chi scrive, “Delirium Cordia” non è né una genialata, né tantomeno un’allucinata rappresentazione dell’angoscia e dell’inquietudine dell’uomo moderno. Sono semplicemente 74 minuti di aria fritta.

Ora scusatemi ma torno a sintonizzarmi su MTV che c’è l’ultimo video di Gabriella Cilmi…

V Voti

Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 4 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
Lux 2/10
merode 10/10

C Commenti

Ci sono 11 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 18:00 del 3 novembre 2008 ha scritto:

Dio, come concordo. Sfortunatamente il buon Mike non è ancora all'altezza dei grandi maestri avanguardisti, e il tentare a tutti i costi di elevarsi al di sopra della massa pur non avendo ancora l'esperienza e i requisiti necessari, talvolta, lo fa pisciare abbondantemente fuori dal vaso. Massimo rispetto, comunque, per il suo percorso, ma questa roba è priva di utilità.

Lux (ha votato 2 questo disco) alle 21:26 del 3 novembre 2008 ha scritto:

Patt(on)ume

Patton, facciamo un Patton: io non metto più uno ai tuoi dischi e tu non pubblichi più ste zozzerie

TomooTaniguchi alle 2:23 del 12 dicembre 2009 ha scritto:

Non mi è dispiaciuto, ma dei Fantomas preferisco di gran lunga "The Director's Cut", quello sì molto più avanti rispetto a questo comunque interessante "Delirium Cordia".

artista sadico (ha votato 10 questo disco) alle 23:38 del 2 maggio 2010 ha scritto:

RE: Delirium Cordia

Provate ad ascoltarvi delirium Cordia al buio, nella vostra dorata camera da letto, poi vediamo se non ha un filo comune! Nessun disco nella storia della musica e' riuscito a provocare una sensazione di forte paura nell' ascoltatore come Delirium Cordia ( non lo dico solo io ). Inoltre provate a rieseguire musicalmente la traccia: io lo sto facendo con un' orchestra sinfonica e vi assicuro che non e' una cosa semplice.

merode (ha votato 10 questo disco) alle 12:14 del 7 ottobre 2011 ha scritto:

che tocca leggere....

Mi sono iscritto solo perché dovevo intervenire. E' vero che internet permette a qualsiasi pischello de scrive quello che je pare ma è pure vero che ce vuole un limite altrimenti vado su DeBaser che almeno so come funziona...non conosco come questo sito organizzi e affidi le recensioni.

Con tutto il rispetto credo in tutta onestà che Mattia Borsari, che non conosco e immagino bravissima e colta persona in altri ambiti, non abbia le capacità per recensire un lavoro come questo. La sua recensione è un agglomerato di pensierini contro-radical-chic, di chi, cioè, vuole esser così controcorrente da andare contro chi è ritenuto snob perché considera lavori come questo arte alta rispetto al livello concettuale medio della musica pop moderna.

Chi scrive, recensendo i Fantomas che: "La componente tradizionale chitarra-basso-batteria è ridotta al minimo sindacale: non ci sono progressioni, armonie, e nemmeno un susseguirsi coerente di note musicali… insomma, nulla che possa essere ricondotto al concetto tradizionale di “musica”." si merita un clamoroso "E grazie al caxxo, so i Fantomas!"

Chi scrive ciò vuol dire che non ha idea di chi siano e cosa facciano i Fantomas, di cosa sia l'avanguardia e la sperimentazione.

E' la reazione di chi di fronte ad un'opera d'arte moderna non ne cerca l'interpretazione ma la sbeffeggia ridicolizzandola perché non ne accetta il disorientamento che provoca.

Questo è l'esperimento più difficile e forse non il migliore dei Fantomas ma andava recensito con le chiavi interpretative della musica, sperimentazione, che i Fantomas fanno. Non confrontato alla musica pop o rock tradizionale quella si, piena zeppa di nulla.

Onore a Patton, genio moderno.

Ad Majora

Dr.Paul alle 15:50 del 7 ottobre 2011 ha scritto:

eh vabbe ma si sa, il confine tra avantgarde e fuffa è sempre più sottile!!

merode (ha votato 10 questo disco) alle 16:24 del 7 ottobre 2011 ha scritto:

Questo è vero Dr Paul, ti dirò di più, è sacrosanto avere pareri discordanti in merito ad un prodotto che non ti offre dei solidi e comodi punti di riferimento per esser valutato.

In un altro contesto sarei il primo a dire che quest'album è sicuramente il parto più difficile dei Fantomas e magari pure il meno riuscito.

Contestavo infatti non tanto i contenuti della recensione ma le ragioni addotte per arrivare alla conclusione che 'sto disco è na m*rda.

C'è in questa recensione anche una certa mal velata intolleranza per chi, come me, segue il percorso artistico di Patton da più di 20 anni.

Non mi sento una persona con il paraocchi e che va in brodo di giuggiole ad ogni scureggiona sonora di Michelino Pattone, neanche fossi un sorcino di Zero o un adolescente isterico in sollucchero per le ancate di Justin T.

Ho 40 anni ed ero a Bologna nel 90 quando i Faith No More atterravano sulla scena mondiale del rock/metal come un UFO.

Il tono sprezzante della recensione è irritante nei confronti di un artista comunque intelligente, sperimentatore e curioso. E anche coraggioso.

TheRock alle 8:48 del 8 ottobre 2011 ha scritto:

sono daccordo con merode. Mike Patton è genio indiscusso, ogni suo progetto, anche quello meno riuscito è come minimo degno di interesse.

merode (ha votato 10 questo disco) alle 12:35 del 8 ottobre 2011 ha scritto:

Per chiudere

Grazie TheRock

Scrivo queste ultime righe ad esclusivo uso e servizio di chi capita casualmente su questa pagina o che conosce i Fantomas e Patton marginalmente e inciampando qui ne riceverebbe un'impressione sbagliata.

Caro internauta casuale questa recensione non è attendibile.

Facciamo che non lo dico io che non sono nessuno ma è la somma delle recensioni professionali a dirlo.

Hanno dato 80 punti su 100 (cioè voto a questo disco:

80/100 Stylus Magazine

80/100 Playlouder

80/100 Uncut

80/100 Allmusic

80/100 Tiny Mix Tapes

80/100 PopMatters

Ha dato 70/100 The A.V. Club

Hanno dato sufficienza

60/100 Rolling Stone

59/100 Pitchfork

Le uniche due insufficienze sono le seguenti:

30/100 Alternative Press

20/100 Q Magazine

Caro internauta, inoltre Ondarock, altro sito italiano sensibile alla musica Rock, ha dato a questo a quest'album 9, ripeto, 9, scrivendo:

"Un flusso sonoro visionario, oscuro, straordinariamente psichedelico, fatto di accenni di canto, voci, fields recordings, accordi pianistici, cori liturgici, tastiere ambientali, passaggi doom subito troncati, sprazzi, invero contenuti, rumoristici, accordi isolati, ipotesi melodiche. Un disco che non va ascoltato e, mi si scuserà, ancor meno descritto, ma va vissuto.

Delirium Cordia" è uno di quei dischi in cui è limitativo affermare che suscitano sensazioni, è una di quelle opere che "sono" sensazione e solo in essa trovano valore"

Infine di questo disco ne parlò anche il Corriere della Sera nel seguente modo:

"«Delirium Cordia», oscuro, duro, cacofonico, che si muove tra accenni jazz, noise e rock estremo

Torna così la genialità folle di Patton, artefice e mente tra le più eclettiche del panorama musicale"

Le fonti sono METACRITIC

quindi caro utente occasionale che inciampi qui, che avevi sentito solo parlare di Patton e dei suoi progetti, dei Fantomas... ti consiglio di approfondire la tua curiosità recuperando i suoi lavori e di non far minimamente conto su questa parziale recensione che, è evidente e dimostrato qui sopra, stona e deriva in cacofonia (questa volta di parole) come neanche Patton con le sue incursioni sonore riuscirebbe a fare

Fidati internauta, questo è un caxxo di genio.

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 12:48 del 8 ottobre 2011 ha scritto:

RE: Per chiudere

Meno male che non eri d'accordo con la recensione, mon Dieu.

Nucifeno, autore, alle 14:13 del 15 febbraio 2013 ha scritto:

Ciao Merode,

ho letto i tuoi commenti e posso capire che, da buon estimatore di Mike Patton, non abbia digerito granchè bene la mia recensione. Per quanto mi riguarda, ho ascoltato diverse cose dei Fantomas, quindi so bene chi sono, e so bene che tipo di musica ha fatto Mike Patton nel corso della sua carriera. Tuttavia, la mia recensione non vuol essere volutamente anti-radical chic come dici tu solamente perchè voglio andare contro gli ascoltatori intellettuali-snob che elogiano un certo di musica avanguardistica. Forse ho usato dei toni un po' bruschi, e lo ammetto, ma ribadisco quello che ho scritto: il disco non mi ha comunicato assolutamente niente. Nè paura, nè terrore, nè angoscia. Trovo che sia un esperimento esagerato e poco riuscito. Ritengo che Mike Patton abbia fatto molto, ma molto meglio. Sia con i Fantomas, sia con gli altri suoi progetti. Se poi i vari siti specializzati di musica hanno dato voti alti a questo disco, beh, buon per loro. Io ascolto e giudico con le mie orecchie, non con quelle degli altri recensori. In ogni caso, non prendermi per un anti-radical chic. Penso che esista avanguardia buona e avanguardia meno riuscita. E per me, questo "Delirium Cordia" poteva riuscire meglio. In ogni caso, grazie per il tuo commento. A presto!

Mattia Borsari.