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9/10

Suede

Suede

I Suede possono essere considerati uno dei primi esempi del famoso fenomeno del “next big thing” che da quindici anni a questa parte è diventata una caratteristica della stampa musicale inglese. Aldilà di questa qualità non particolarmente invidiabile sono ben altri i meriti e le peculiarità del gruppo.

Il primo aspetto importante da considerare è il recupero di una tendenza glam imperante nei primi anni ’70 che era scomparsa nel panorama inglese e in generale nello scenario internazionale. I maestri ispiratori di questa tendenza sono il David Bowie del periodo Ziggy Stardust, i primi Roxy Music, i T-Rex di Marc Bolan e il Lou Reed di Transformer, il cui stile viene filtrato da uno stile-canzone convenzionale dominato da una poetica del melodramma musicale e della sensualità deviata, oltre che da un fortissimo senso di decadenza esistenziale. Oltre alle ampollosità quasi barocche della musica giocano grande importanza anche i testi firmati dal duo Butler-Anderson che non esitano a proporre temi scomodi come la droga, il suicidio, la bisessualità (di Anderson), e similia, mostrando tuttavia anche un aspetto più romantico nella grazia convenzionale ma poetica di The next life. Importante comunque sottolineare questo contrasto tra un impianto lirico quasi angelico e un contenuto testuale violento e anticonformistico.

L’altro merito dei Suede è quello di essere riuscito a riproporre al grande pubblico un pop inglese in quegli anni fortemente in crisi e poco visibile, imbrigliato dal successo internazionale della scena grunge di Seattle. I Suede si rifanno a quella tradizione british degli '80s che vede in Smiths, Stone Roses e Echo and the Bunnymen i suoi fiori all’occhiello, senza dimenticare l’influenza di due importanti interlocutori americani come i Rem e i Galaxie 500. Il recupero di queste sonorità porta la critica a vedere il gruppo come uno dei leader del movimento brit-pop che breve tempo porterà alla ribalta band come Oasis, Blur, Verve, Pulp e in parte (ci riferiamo a The Bends) Radiohead.

Aldilà dei problematici meriti storici (innegabili comunque per il ruolo avuto dal punto di vista mediatico) rimane comunque un disco folgorante nella sua raffinatezza che mantiene tuttora intatto  il suo splendore mostrando di reggere benissimo il confronto con il tempo.

Album carico di brani mozzafiato come l’iniziale So young, modello ideale che riassume in sé le caratteristiche principali dell’opera complessiva: chitarra di Butler ammaliante e sensuale, cantato di Anderson decisamente glam, carico di pathos melodrammatico. Tra accelerazioni e frenate si contemplano splendidi saliscendi emotivi accompagnati da assoli di ottima fattura e da un pianoforte poetico.

Animal nitrate sfrutta ritornelli vocali carichi di sentimento e una chitarra più acida ma sempre raffinata nei suoi assoli puliti. She’s not dead, forse il momento più alto del disco, è una ballata metafisica che poggia su un delizioso medley chitarristico che segue linee piene di tensione e passione. Accompagnati da una batteria finalmente incisiva sullo sfondo si rimane sospesi ad assistere alla struttura circolare ed eterea della chitarra di Butler.

Moving mostra apertamente di conoscere gli Smiths degli 80s ma lambisce anche un certo progressive-rock per i suoi continui cambi di ritmo.

Pantomime horse è un’altra imponente ballata sensuale che sfrutta un sound proto-psichedelico a tinte tragiche che sfocia in un assolo micidiale.

The drowners comincia a mostrare qualche segno di stanchezza nella sua formula di pop glam patinato ma Sleeping pills è un lento molto efficace che riesce a strappare una lacrimuccia con la sua struttura sofferente mai stucchevole e con l’ascesa sonora finale quasi epica. Ciononostante si sente che il disco cala leggermente nella seconda parte, pur restando su livelli altissimi. Così Breakdown, pur sfruttando l’ennesima splendida escursione chitarristica di Butler, risulta meno incisiva e convincente per il carattere eccessivamente languido. Il ritmo accelerato di Metal mickey e la spensieratezza psych-pop dell’energica Animal lover preparano invece adeguatamente all’ultimo intenso atto: The next life, ossia un emozionante duetto tra la scarna voce di Anderson e il pianoforte di Butler in un crescendo emotivo sublime.

Nonostante il successivo percorso artistico carico di difficoltà si può ritenere il primo disco dei Suede rimane il loro capolavoro insuperato nonchè una delle vette più alte del pop britannico (e non solo) degli anni '90.

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Voto degli utenti: 8,2/10 in media su 43 voti.

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DonJunio (ha votato 8 questo disco) alle 8:54 del 18 luglio 2007 ha scritto:

What does it take to turn you on ....

Uno degli album inglesi più affascinanti degli anni 90, nonostante una puzza di revival che all'epoca era abbastanza fatidiosa...ma ad avene di canzoni del genere. "Pantomime horse", "she's not dead", "The drowners" e la conclusiva "The next life". Si sarebbero superati col successivo e decadente "Dog man star", ma questo rimane un caposaldo brit di quella decade.

gigiuz (ha votato 10 questo disco) alle 20:50 del 24 luglio 2007 ha scritto:

un "musthave"

A distanza di anni è ancora un piacere mettere su questo album e lasciarsi travolgere da questo capolavoro. Con gli Suede la musica inglese è tornata alla ribalta...senza di loro non ci sarebbero stati i blur, gli oasis o i coldplay...e forse, a pensarci bene, sarebbe stato meglio?

neonlicht (ha votato 8 questo disco) alle 19:03 del 25 luglio 2007 ha scritto:

da avere

guarda sui suede non ho nulla da dire.i primi 3 album da comprare a scatola chiusa.

sui blur...beh vedo che sei pure ignorante...visto che i blur sono in attivo dal 1991 con la loro prima hit...down in brit...

gigiuz (ha votato 10 questo disco) alle 19:05 del 26 luglio 2007 ha scritto:

Caro geppo, purtroppo devo contraddirti.

E' vero che i Blur vengono cronologicamente prima, ma si tratta del loro primo album, il dimenticabile Leisure, che entra a pieno titolo in quel ridicolo movimento inglese denominato SHOEGAZE. Il britpop nasce con il primo album omonimo degli Suede, e gli altri gruppi, Radiohead compresi, vengono dopo (eh già). Semmai potresti dirmi che il gruppo raccoglie l'eredità e le intuizioni degli Stone Roses o riprende e reinventa molte cose della storia pop rock inglese, dai Kinks in poi. Mi rendo conto che è chiederti troppo, ma secondo te "pantomime horse", quinta traccia dell'album, non ricorda certe cose di Live at Pompei?

gerogerigegege (ha votato 2 questo disco) alle 16:11 del 27 luglio 2007 ha scritto:

non ve ne fregherà niente

ma questo album per me è inascoltabile.

e irritante.

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 20:09 del 28 luglio 2007 ha scritto:

no guarda i blur di leisure non erano per niente shoegaze, come nn c'entrano nulla stone roses e pompeii.

detto questo ottimo album!

gigiuz (ha votato 10 questo disco) alle 22:14 del 28 luglio 2007 ha scritto:

Leisure non era shoegaze? Mi dispiace ma lo era, o comunque i Blur degli inzi ci rientrano, ovviamente come figli poverissimi dei My bloody valentine o dei Ride...poi ci hanno ripensato e sono diventati più britpop.

Stone Roses? ammetterai che hanno tenuto in piedi la baracca nell'interregno, e qualcosa hanno lasciato a che è venuto dopo.

Pompeii? io da quel live, soprattutto i pezzi strumentali, ci ritrovo delle sonorità nelle prime versioni live di pantomime horse, quando c'era ancora Bernard Butler, no? Comunque sì, grande album.

neonlicht (ha votato 8 questo disco) alle 22:16 del 29 luglio 2007 ha scritto:

ahahah

i suede raccolgono l' eredità e le intuizioni degli stone roses?BAHAHAHAHA aho tu le musica la leggi non l' ascolti!ti sarai perso in qlc commento privo di senso su qlc libro o sito internet scritto da 3 deficienti.oppure non hai mai ascoltato gli stone roses!ipotesi molto più probabile...parliamo per sentito dire...

quanto a pompeii?si si, se parliamo di quello che ci senti tu stiamo freschi...

se io domani ti vengo a dire che ho viaggiato nell'universo fino a titano e in the sad skinhead dei faust ci sento toccata e fuga in re minore di bach va tutto bene?possiamo prendere l' ipotesi per vera?seeee buonanotte...

gigiuz (ha votato 10 questo disco) alle 20:44 del 7 agosto 2007 ha scritto:

Ciao tato, ma allora ci sei ancora, pensavo avessi lasciato perdere, invece cnotinui imperterrito eh?

Se pensi che gli Stone Roses non stiano proprio a dirci un cavolo con Suede e il Brit pop, da un'occhiata alla colonna qui sopra a destra chiamata CAPITOLI COLLEGATI e clicca (vuol dire metti la freccia sulla figura e spingi il bottone di sinistra...attento, la sinistra) e leggiti la prima paginetta...guarda caso, senza che l'avessi letta prima, dice più o meno la stessa cosa. Anche questo articolo è una stronzata per te? Si si, hai ragione.

In generale perchè non scrivi le tue impressioni, non credi saresti più interessante? Faresti anche meno figuracce!

Peasyfloyd, autore, alle 13:19 del 18 agosto 2007 ha scritto:

accidenti, certo che i Suede sono stati influenzati dagli Stone Roses! Come minimo per l'attitudine musicale di un pop a tinte melodrammatiche e atmosfere eteree

teofi (ha votato 10 questo disco) alle 16:06 del 24 aprile 2008 ha scritto:

Coming Up

Voi cosa ne pensate dell'album Coming Up? Io anche se lo trovo meno ricercato dal punto di vista artistico lo trovo comunque bellissimo.

E del singolo "Stay together"? Canzone mai inserita in nessun album di studio tranne che a fine carriera nel "best"? Pezzone!!

loson (ha votato 10 questo disco) alle 13:47 del 14 settembre 2007 ha scritto:

disco epocale

Cmq, non per riaprire discussioni o dissapori, a me sembra che i Blur di Leisure siano smaccatamente imparentati con la Madchester che fu, almeno a livello di sonorità (There's No Other Way è sorellina di alcune pagine degli Happy Mondays o degli Stone Roses, non credo ci siano dubbi a riguardo). Così come sento diversi influssi shoegaze (attenzione: non dico che abbiano fatto parte del movimento shoegaze, ma che alcuni retaggi sonori di quello stile siano confluiti nella loro musica, ascoltate "Sing"). Detto questo, credo si debba ragionare non per categorie ma per sfumature sonore. Certo, i primi Blur non c'entravano nulla con Jesus & Mary Chain, Ride o Kevin Shields, ma nel loro (confuso) esordio si sentono alcune di quelle sonorità. Non mi sembra un sacrilegio ammetterlo

barkpsychosis (ha votato 10 questo disco) alle 14:04 del 24 settembre 2007 ha scritto:

come si fa...

...ad odiare quest'album dico io? Secondo me chi lo trova irritante non l'ha ascoltato per bene o non sopporta il genere! E' un album mostruoso, un vero e proprio spartiacque...basta solo rendersi conto che prima di loro non c'era assolutamente nulla di equivalente al loro suono! Hanno letteralmente riscritto le regole del pop, pochi cazzi!

boy_with_VU_tee (ha votato 9 questo disco) alle 16:51 del 10 aprile 2008 ha scritto:

Suede

E' un capolavoro della musica contemporanea, un disco intriso di una melodicità e di una liricità teatrale, decadente e pomposa al tempo stesso.

teofi (ha votato 10 questo disco) alle 15:58 del 24 aprile 2008 ha scritto:

Una fantastica riscoperta

Decisamente uno degli album più belli e con più appeal degli ultimi 20 anni (ovviamente a mio parere). Riff epici, grintosi, sensuali. Ma gli Suede nella totalità della carriera(anche senza il grande Butler)sono fantastici e sono per me una grande riscoperta. Trascurati anni or sono anche a causa della mia giovane ètà li riscopro oggi e mi perdo nei loro favolosi "giri" di chitarra e nella particolarissima e bellissima voce di Brett Anderson. Veramente una grande band!

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 12:22 del 31 marzo 2009 ha scritto:

a parte "animal nitrate", disco abbastanza mediocre, solita frittata mista bowie-smiths con qualche spruzzatina shoegaze.

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 13:39 del 31 marzo 2009 ha scritto:

RE:

"solita frittata mista bowie-smiths con qualche spruzzatina shoegaze."

EH M'HAI DETTO CAZZO!! )) a me riguardando la tracklist vengono i brividi! imperdibile!

loson (ha votato 10 questo disco) alle 14:07 del 31 marzo 2009 ha scritto:

RE: RE:

Già, anche volendo ridurre il tutto a una "frittata", di frittate simili non ce ne sono state, prima di questa. Altro che "solita"...

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 14:20 del 31 marzo 2009 ha scritto:

io sto dalla parte del cantante dei fall,che all' epoca dedico' un singolo ai suede "glam racket" eh eh...mitico mark e. smith!

SamJack (ha votato 8 questo disco) alle 22:10 del 31 marzo 2009 ha scritto:

...buon disco anche se gli preferisco Dog Man Star.....

denis (ha votato 9 questo disco) alle 19:23 del 6 giugno 2009 ha scritto:

divertenti tutte stè menate su chi è shoegaze o no, o su chi assomiglia agli stone roses...comunque restando sui suede concordo con teofi, anche per me sono stati una recente riscoperta, all'epoca non li filavo...questo è un grandissimo album, che alterna momenti di liricità quasi insostenibili (sleeping pills su tutte) a momenti pop-rock entusiasmanti (animal nitrate, the drowners). grande band

Sor90 (ha votato 8 questo disco) alle 20:42 del 6 giugno 2009 ha scritto:

L'ho ascoltato con molto più piacere rispetto a Dog Man Star, sono l'unico che lo preferisce? Comunque ci sento veramente poco di Stone Roses in questo disco. Non credo che se non ci fossero stati loro non ci sarebbero stati gli altri gruppi britpop, in quanto ognuno rielaborò differenti influenze. Ma ce lo vedete Noel Gallagher ispirato dai Suede?

denis (ha votato 9 questo disco) alle 17:23 del 15 giugno 2009 ha scritto:

d'accordo con sor90

anche secondo me quest'album è superiore a "dog man star"...credo che la pensiamo così noi due soltanto,però...

loson (ha votato 10 questo disco) alle 17:41 del 15 giugno 2009 ha scritto:

RE: d'accordo con sor90

Siamo in tre.

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 16:19 del 30 agosto 2010 ha scritto:

RE: RE: d'accordo con sor90

in 4!

Sor90 (ha votato 8 questo disco) alle 15:08 del 31 agosto 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: d'accordo con sor90

Purtroppo sono stato troppo precipitoso nel votare entrambi i dischi dei suede Col tempo sono diventati due fra i miei preferiti di sempre... Sono in debito di una stellina...

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 21:39 del 15 giugno 2009 ha scritto:

sono due disconi, questo è un po piu "facilino", breakdown, animal lover, moving, fanno leggermente scendere il mio voto, sti pezzi tirati tanto per essere tirati! dog man star è piu articolato piu teatrale, di grande lavoro in studio, ma non è detto che nn si possa preferire l'immediatezza di questo esordio....splendido! secondo me i primi 3 dei suede bisogna averli (suede-dog man star-coming up), e bellissimo è anche il primo cd del doppio sci-fi lullabies la raccolta di b-side, durante i primi tempi prestavano molta attenzione alle b-side, ci sono tracce favolose veramente: my insatiable one, my dark star, the living dead, to the birds, killing of a flashboy.... guarda se stasera non mi tocca fare un ripasso....))

loson (ha votato 10 questo disco) alle 22:41 del 15 giugno 2009 ha scritto:

RE:

Cazzo Paul, quoto tutto! A parte "Moving" e "Breakdown" che per me restano due pezzoni. Il primo cd di "Sci-Fi Lullabies" è oro puro, e in pratica si può considerare il terzo album della coppia Anderson-Butler, e persino quello più malinconico. Le canzoni che hai citato sono fantasmagoriche... Io aggiungerei anche "Whiplash" e un anthem come "Modern Boys" a cui sono sempre stato legatissimo.

Sor90 (ha votato 8 questo disco) alle 23:33 del 15 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE:

E io quoto loson79 a proposito di Breakdown.

Comunque proprio la complessità e teatralità di Dog Man Star può giocare a sfavore, mentre il successivo Coming Up è l'esatto contrario orecchiabile e allegro, ed è quello che preferisco.

Delle B-sides conoscevo qualcosa come My Insatiable One, mentre il resto è in lista di attesa per essere ascoltato. Peccato che già con Head Music mi perdono parecchio...

Utente non più registrato alle 12:15 del 12 febbraio 2010 ha scritto:

tra i dischi più belli degli anni 90 senza ombra di dubbio! "I was born as a pantomine horse

ugly as the sun when he falls to the floor..."

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 15:47 del 31 agosto 2010 ha scritto:

Pazienza Sor90... Te lo dice uno che se dovesse rivotare i cd già votati negli ultimi due anni, correggerebbe diverse cose... Già non sono più molto convinto di un voto lasciato ieri

Ma dopotutto che importa?!? E poi - credo di averlo già detto - sono un tipo piuttosto confuso, io

Sor90 (ha votato 8 questo disco) alle 16:05 del 31 agosto 2010 ha scritto:

RE:

Mi sono fatto perdonare facendo buona pubblicità

Dr.Paul (ha votato 8 questo disco) alle 14:53 del 14 giugno 2011 ha scritto:

nelle linear notes della nuova edizione remastered 2cd+dvd...brett anderson dice che se potesse rifare la tracklist del primo album dei suede toglierebbe animal lover e moving in favore di my insatiable one e to the birds (due b-sides). giustappunto quel che sostenevo in tempi nn sospetti....sto troooppo avanti ghghgh

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 15:23 del 22 ottobre 2011 ha scritto:

Disco glam-pop eccellente e grandioso nella produzione, che rinnova il sound anni '70 proiettandolo nel futuro.

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 22:40 del 11 novembre 2011 ha scritto:

Carino, ma oltremodo pompato: preferisco gli originali (le pantomime-rock del '72 e Moz-Marr). I padrini del "brit pop" furono Stone Roses e La's, altro che il glam-revival dei Suede.

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 9:16 del 12 novembre 2011 ha scritto:

Ahi Ahi Nath, guarda che con certe affermazioni rischi grosso ghghgh

Comunque secondo me i Suede hanno avuto un'impatto importante sulla scena inglese ed hanno segnato un "punto di non ritorno", anzi forse "di ritorno" verso il glam anni '70, con tanto di nuova produzione smagliante e spruzzate shoegaze.

Detto ciò, è anche vero che si collocano lungo un continuum che prende il via almeno con gli Smiths (ma forse il pop inglese non è mai morto del tutto, neanche con il punk) e prosegue con Stone Roses & C.

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 9:16 del 12 novembre 2011 ha scritto:

Ahi Ahi Nath, guarda che con certe affermazioni rischi grosso ghghgh

Comunque secondo me i Suede hanno avuto un'impatto importante sulla scena inglese ed hanno segnato un "punto di non ritorno", anzi forse "di ritorno" verso il glam anni '70, con tanto di nuova produzione smagliante e spruzzate shoegaze.

Detto ciò, è anche vero che si collocano lungo un continuum che prende il via almeno con gli Smiths (ma forse il pop inglese non è mai morto del tutto, neanche con il punk) e prosegue con Stone Roses & C.

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 16:16 del 12 novembre 2011 ha scritto:

Azz, "rischio grosso" sui Suede? E mica ho messo in dubbio la virilità di Garibaldi! ghghgh Parlare di shoegaze x codesto glam-rocche di riporto lo trovo un po' gratuito, ma forse sarò io limitato...

FrancescoB (ha votato 9 questo disco) alle 16:30 del 12 novembre 2011 ha scritto:

Boh secondo me si avverte l'eco shoegaze nelle trame sature delle chitarre, anche se la base rimane dil "Bowie in fase Ziggy Stardust", come disse il buon Simon Reynolds.

Comunque non rischi certo con me, ma con qualche fan di vecchia data, che potrebbe avere tentazioni omicide leggendo le tue valutazioni: fidati che si tratta di gente pericolosa ghghg

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 17:14 del 12 novembre 2011 ha scritto:

RE: qualche fan di vecchia data, che potrebbe avere tentazioni omicide

Allora quando arrivano 'sti talebani di Butler & co. fammi un fischio che quoto il commento di Gulliver! )

ozzy(d) (ha votato 5 questo disco) alle 18:14 del 12 novembre 2011 ha scritto:

alcune parti di chitarra non sono male eh, ma i vocalizzi farinelliani e gli arrangiamenti proprio non vanno bene ghghgh poi il pezzo col piano alla fine è una mazzata, con tutti quei lalala e frufrufru

NathanAdler77 (ha votato 7 questo disco) alle 17:33 del 13 novembre 2011 ha scritto:

RE: alcune parti di chitarra non sono male eh

Vero, però se è solo 'na questione di "chitarre sature" anche l'Elton John di "Saturday Night's Alright For Fighting" era sciògais (e non lo sapeva)... ghghgh

ThirdEye (ha votato 7,5 questo disco) alle 18:48 del 21 ottobre 2012 ha scritto:

E' un bel disco, c'è poco da dire. Revivalistico? Assolutamente si. Ma l'ispirazione melodica c'è tutta ed i brani son belli. Dog Man Star mi fece quasi cagare, e non l'ho più ascoltato, forse dovrei riprenderlo in mano a distanza di tanti anni e ridargli un ascolto, mentre Coming Up per me resta il loro apice. Poi, la fine..

D10S alle 18:20 del 24 aprile 2014 ha scritto:

A tratti sin troppo zuccherosi per i miei gusti, mi sembrano una specie di "roxy music e bowie e tuttaquellarobalì suonati da u2 e oasis(2 gruppi che mal tollero)" , discreto questo come il successivo ma niente di più

Lepo (ha votato 9 questo disco) alle 19:18 del 24 aprile 2014 ha scritto:

Esordio allucinante... Pantomime Horse da orgasmo.

Mattia Linea (ha votato 9 questo disco) alle 19:15 del primo gennaio 2016 ha scritto:

Seppur non sia un'offerta musicale innovativa e debba molto del suo successo all'attenzione spasmodica che i media inglesi avevano dato alla band, questo disco risulta - oltre che godibilissimo - estremamente affascinante. Si pesca a piene mani in 2 generi contigui, ovvero "glam rock" (Bowie, T-Rex, Roxy Music) e "new wave" (Smiths, Echo & The Bunnymen), anche se verranno superficialmente associati al filone "brit pop". L'aura di maledettismo compiaciuto e la disinvoltura sessuale sono accattivanti: Brett Anderson e Bernard Butler, l'ennesimo formidabile duo artistico con problemi di convivenza. Alla sua uscita fu l'album di debutto più venduto dai tempi di "Welcome To The Pleasurdome" dei Frankie Goes To Hollywood. Splendide tutte le canzoni.